Le statuine segnatempo prevedono davvero il bello o il brutto tempo?

Statuine segnatempo di vario tipo sugli scaffali

Le statuine segnatempo non prevedono il tempo atmosferico, ma solo la quantità di umidità presente nell’aria

Chi non ha mai mostrato curiosità, almeno una volta, davanti a quelle statuine nelle bancarelle che cambiano di colore in base al tempo atmosferico?
Se lo chiedete ai vostri nonni, probabilmente vi diranno che se la statuina assume un colore azzurro, potete uscire tranquillamente per strada senza temere un acquazzone. Al contrario, il rosa è senz’altro sintomo di un temporale in avvicinamento.

Bello e cattivo tempo (forse)

Qualche decennio fa era uno dei metodi più affidabili – o almeno ritenuti affidabili – per decidere se uscire con l’ombrello o con gli occhiali da sole. Se ne trovano a tutt’oggi in svariate forme: delfini guizzanti, casette raffinate, sirene che guidano il timone di una nave, scoiattoli accovacciati… Quello che li accomuna non è il tema, che è di solito legato al luogo di villeggiatura dove si comprano, ma la patina brillantata di colore azzurro o rosa che li ricopre.

Sfatiamo un mito, per chi ancora non lo sapesse: il cambio di colore non è dovuto al bello o al cattivo tempo. Può quindi capitare che, se la vostra statuina è di colore azzurro, in realtà di lì a qualche minuto possa scoppiare un temporale imprevisto. Erano errori comuni nei primi anni in cui le statuine si erano diffuse. Se mostravano una patina azzurra si usciva in maglietta per una passeggiata, se esibivano un colore tendente al rosa si prendeva l’ombrello e si preferiva spostarsi in automobile.

Al giorno d’oggi chiaramente questo sistema un po’ retrò è stato sostituito dalle notizie alla televisione e dalle applicazioni sui cellulari che si collegano direttamente ai principali Centri Meteo, ma il fascino di un soprammobile cangiante in modo del tutto naturale è insostituibile.

Il cambio di colore: questione di chimica… e di umidità

Come funzionano le statuine segnatempo? Nessuna magia, si tratta di semplice chimica. Il cambio di colore lo dobbiamo a due elementi che rivestono le statuine: il gel di silice e il cloruro di cobalto.

Il gel di silice è un forte disidratante, tanto che si rivela un ottimo alleato per combattere l’umidità ed è presente nei deumidificatori che usiamo normalmente in casa. La sua forza sta nella capacità di assorbire una quantità di acqua pari al 40% del suo peso.
Il cloruro di cobalto ha invece la proprietà di cambiare di colore, passando dal blu al rosa con l’aumentare dell’umidità.

La combinazione dei due porta al cambiamento di colore.
Quando l’umidità è scarsa (diciamo, in modo improprio, bel tempo) la statuetta mantiene il colore blu tipico del cloruro di cobalto di base (detto anidro). Con l’aumentare dell’umidità, il gel di silice assorbe l’acqua e “la passa” al cloruro di cobalto, che grazie alla sua proprietà diventa di colore rosa (esaidro).

Le statuine segnatempo, quindi, in realtà non prevedono l’arrivo del bel tempo o della tempesta. Il loro compito è di stabilire quanta umidità c’è nell’aria – anche se spesso il loro segnale corrisponde effettivamente al bello o al brutto tempo.

I materiali che compongono le statuine segnatempo

[Ringrazio chi ha commentato, e in particolar modo Riccardo, per le informazioni sulla composizione del materiale]

Visto il numero di commenti e di contatti che l’articolo ha ricevuto, aggiungo una sezione dedicata ai materiali che compongono le statuine segnatempo.

Come abbiamo detto, il colore rosa o azzurro deriva dal gel di silice e dal cloruro di cobalto. Quest’ultimo è, tra l’altro, particolarmente tossico e cancerogeno (e pericoloso per l’ambiente), per cui chi ne fa uso deve avere una certa esperienza nel maneggiarlo con cura.
Dove possiamo trovare questi materiali? Data la tossicità del prodotto, il luogo più adatto per recuperarli è in un negozio che vende materiali chimici, oppure contattando direttamente un produttore di statuine segnatempo.

Oltre al gel di silice e al cloruro di cobalto, le statuine segnatempo sono spesso ricoperte da una “patina” di brillantini. Il loro scopo è puramente ornamentale. Generalmente questi brillantini sono minuscole scaglie di vetro o di plastica colorati che vengono affissi sulla statuina di base.

Infine, anche la statuina di “base” deve essere costruita con un procedimento adeguato. La pasta non deve essere troppo densa, in caso contrario si creeranno dei buchi indesiderati. Un modo per comporla è fare uso del marmo sintetico, dell’allume di rocca e di polvere di alabastro: la miscela così creata sarà versata negli stampi bagnati nell’acqua (per evitare che il composto si attacchi). A questo punto, prima di levare lo stampo si deve attendere almeno una mezz’ora, anche se il tempo dipende dal tipo di statuina da produrre.

Sembra complicato? Senz’altro, soprattutto contando che una dose sbagliata di acqua e di materiale potrebbe comportare delle crepe. Dopotutto, anche a chi ha decenni di esperienza alle spalle nel settore può capitare di commettere ancora degli errori su statuine particolarmente complesse…

[Per i dettagli sulla composizione, la tecnica e le tempistiche rimando al commento di Riccardo del 2 marzo 2015, che ci ha offerto gentilmente la sua esperienza in merito]

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