Immagine del paradosso del triangolo, suddivisa in pezzi
Il paradosso del triangolo: spostando i pezzi interni, si crea un quadratino all’apparenza impossibile [@01]

Ecco un enigma all’apparenza impossibile.

I due triangoli qui sopra sono composti dagli stessi poligoni, scambiati semplicemente di posizione. Ci si aspetterebbe quindi che l’area dei due triangoli sia la stessa. In realtà, come potete vedere dal disegno, il secondo triangolo ha un’area maggiore, pari a una unità (il quadratino bianco con il pallino nero).

Da dove salta fuori il “quadrato” in più?
Come capita spesso in questo tipo di enigmi, la risposta sta nell’illusione che la griglia crea ai nostri occhi.

L’ipotenusa (il lato superiore, il più lungo del triangolo) non è in verità una linea retta. Mentre nel primo triangolo è leggermente piegata verso l’interno, nel triangolo in basso è lievemente gonfiata verso l’esterno. Per la precisione, questi rigonfiamenti sono pari a metà quadratino bianco per ogni triangolo: ecco spiegato lo spazio “magico”.

Il nostro cervello non se ne rende conto. Questo perché l’ipotenusa è formata da due linee distinte e perché vediamo l’inizio e la fine della riga coincidere, nei due triangoli, con gli stessi vertici della griglia. Il nostro cervello osserva l’inizio e la fine, e interpreta il centro come una linea retta.

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