Joseph Kony – Un terrorista che rapisce bambini in Uganda

Foto di Joseph Kony in tenuta militare

Joseph Kony è stato messo al primo posto tra i nemici pericolosi a livello internazionale (1)

Ringrazio Stefania Vianello per aver segnalato il video

Sapete dare un nome al personaggio in questa foto? Sapete chi è Joseph Kony?
Se non avete le risposte, sappiate che non siete i soli. Fino a qualche giorno fa nemmeno io l’avevo sentito nominare: e la cosa è piuttosto grave.

Joseph Kony, infatti, terrorizza l’Uganda da 23 anni e dovrebbe essere ormai sulla bocca di tutti. Le sue azioni sono tra le peggiori: rapisce i bambini e li rende schiavi e soldati per i propri (deviati) ideali.
Dovrebbero parlarne spesso telegiornali, giornali e governi. Al contrario, sembra essere un fantasma invisibile. Uno spettro con la falce che recide i germogli e impedisce loro di crescere.

Renderò questo articolo il più breve possibile perché so che molti – per mancanza di tempo o perché non si rendono conto della gravità della situazione – lo lascerebbero a metà lettura. Vi chiedo però di leggerlo fino in fondo, in modo da farvi una vostra idea.
Se proprio vi manca il tempo, date un’occhiate ai due video (dove trovate anche l’intervista allo stesso Kony) e alla sezione “Cosa puoi fare”.

Una nota per chiarezza (12 marzo 2012)

Nell’articolo si fa riferimento all’organizzazione Invisible Children, il cui scopo ufficiale è la cattura di Kony. Diversi sono i commenti che mettono in dubbio il suo obiettivo reale: si parla di scarsa trasparenza nell’uso del denaro, di notizie ingrossate, fino a dichiarare che finanzino la milizia dell’Uganda. La situazione in Uganda è piuttosto delicata, per cui tutto è possibile; è possibile anche che Invisible Children sia una delle tante organizzazioni “illusorie”. Lo stesso video pubblicato da loro sembra “inscenato” in alcuni parti, ma potrebbe essere semplicemente un modo per dare risalto alla questione. Quanto ci sia di vero non sono ancora riuscito ad appurare, sto cercando fonti ufficiali certe (sempre che ce ne siano). Consiglio quindi di informarvi prima di impegnarvi con l’organizzazione offrendo loro del denaro: sotto troverete la descrizione dell’organizzazione e di cosa ha fatto per impegnarsi. Una prima lettura la potete avere a questo link. Se avete altre fonti interessanti, provvederò a fare i dovuti aggiornamenti.
Resta indubbio che Joseph Kony rappresenti una reale minaccia e che deve essere messo in campo ogni mezzo per fermarlo, anche qualora i dati siano ingrossati. L’articolo vuole porre l’attenzione su Kony e la situazione in Uganda, e NON su Invisible Children. Come vedremo sotto, anche gli Stati Uniti si sono mossi per proteggere la popolazione ugandese.
[ringrazio Alessandro Schiassi per il link]

Aggiornamento (16 marzo 2012)
Paolo Attivissimo, specializzato in “caccia alle bufale” ha pubblicato un commento sul suo blog che riguarda il video di Kony 2012 (lo stesso che potete vedere in fondo a questo articolo), dove esprime il suo forte sospetto sulle vere intenzioni di Invisible Children. All’interno trovate un link che porta a un ulteriore articolo esterno: lì potete leggere alcuni dati su come i soldi incassati dall’organizzazione siano spesi (e non spesi).
Rinnovo l’invito a usare cautela nel donare a questa organizzazione.

Chi è Joseph Kony e perché è tra i peggiori criminali internazionali

Primo piano di Joseph Kony

Un’altra immagine in primo piano di Joseph Kony (2)

Ai piedi dell’articolo troverete diversi link, tra cui la biografia completa di Joseph Kony da leggere su Wikipedia. Qui io mi limito a prendere solo le informazioni che ci interessano, tralasciando la sua infanzia e il suo passato.

Dal 1987 Joseph Kony è a capo del LRA (Lord’s Resistance Army, “Esercito di Resistenza del Signore”): è un movimento di guerriglieri che sta cercando di trasformare l’Uganda in una teocrazia, fondata su una interpretazione deviata dei Dieci Comandamenti. Secondo questa idea, Kony si è proclamato portavoce di Dio.
Il suo scopo? Purificare gli Acholi (il gruppo etnico locale) dando loro un’Uganda adatta.
Come si traduce questo nella realtà? In poche parole: una crociata santa che non ha niente a che vedere con il cristianesimo.

La LRA compie atrocità di ogni tipo: attacca i civili senza alcuna motivazione, uccide, mutila, stupra donne e bambine. Ci sono stati anche casi di cannibalismo. Una visione selvaggia, barbara, che non ha nulla di religioso.
Joseph Kony rapisce i bambini e le bambine dalle case, poi trasforma i maschi in soldati sotto il suo comando e le femmine in prostitute. A oggi sono stati rapiti circa 66 mila bambini, che come potete immaginare non hanno la forza per opporsi. Sono costretti a prendere in mano le armi e a compiere a loro volta le atrocità della LRA. La cosa peggiore è che vengono spinti a mutilare i civili e a uccidere perfino i propri genitori. Immaginatevi lo shock mentale del bambino, che si dovrà portare la scena per il resto della sua vita.

Allevandoli da bambini, per Joseph non è difficile tenere il suo esercito compatto. Anzi, Kony si dichiara un medium dotato di poteri magici, capace di rendere invincibile il suo esercito e di trasformare le pallottole in acqua prima che li colpiscano.

Uno dei ribelli fuggiti dai campi di Kony ha affermato: «È una strana religione, quella cui Kony si professa fedele: la domenica prega il Dio dei Cristiani, recitando il rosario e citando la Bibbia, ma osserva anche il venerdì, con la preghiera di Al-Jummah, come i Musulmani. Festeggia il Natale, ma rispetta anche il digiuno di 30 giorni durante il Ramadan e proibisce che si consumi carne di maiale».

Cosa si è fatto per fermarlo

La Corte Penale Internazionale è stata istituita nel 2002 per combattere e fermare i peggiori criminali internazionali. Nella lunga lista, Joseph Kony risulta al primo posto dal 2005: questo dovrebbe farvi capire quanto pericoloso sia considerato.

La Corte ha incriminato Kony con 33 capi d’accusa, di cui dodici per crimini contro l’umanità: purtroppo è riuscito a evitare la cattura e a fuggire. Su di lui, però, esiste un approfondito dossier. Riporto i punti principali:
– Kony non combatte per nessuna causa.
– Ha proposto più volte la pace alla Corte, chiamandoli personalmente, per poi riattaccare subito.
– Non è supportato da nessuno, agisce per proprio conto.
– Il 12 novembre 2006, dopo il colloquio con Jan Egeland, sottosegretario dell’ONU, ha dichiarato all’agenzia Reuters: «Non abbiamo nessun bambino. Abbiamo solo combattenti».

Da quanto si evince da questo, e dal suo comportamento religioso, ha evidentemente dei problemi psicologici e questo lo rende particolarmente pericoloso e imprevedibile.

L’organizzazione Invisibile Children per fermare Kony

Foto di Jason Russell

Jason Russell, fondatore dell’organizzazione no profit Invisible Children (3)

Nel 2003 Jason Russell ha fondato l’organizzazione no profit Invisible Children (trovate il link in fondo all’articolo). Il suo scopo è quello di fermare Kony in ogni modo possibile. Da loro è stato anche diffuso un video (che trovate anche questo in fondo all’articolo), della durata di 30 minuti, che spiega precisamente la situazione. Gran parte delle informazioni le ho prese, infatti, dal video.

I membri hanno cercato appoggio dagli Stati Uniti, ma si sono visti porre un rifiuto perché in sostanza «non potevano intervenire, visto che la situazione in Uganda non minacciava la loro sicurezza nazionale».
Invisible Children non si è arresa e ha fatto tutto da sé. Grazie a internet, oggi si può diffondere un’idea in brevissimo tempo. Abbiamo le tecnologie, abbiamo i social network, youtube e mezzi di trasmissione immediati. Diffondere la parola non è stato difficilissimo: ancora più facile è stato sensibilizzare la popolazione. E’ bastato mostrarle la verità.

Raggiunti i primi, la parola si è diffusa rapidamente e ha contato migliaia di sostenitori. Si sono raccolti fondi per sostenere l’organizzazione.
Al ritorno alla Casa Bianca, sia repubblicani che democratici sono stati d’accordo sul fatto che Kony andava fermato: nell’ottobre 2011 Barack Obama ha autorizzato l’invio di soldati per proteggere la popolazione ugandese.

Adesso Kony è braccato, ma continua a cambiare strategia e i risultati potrebbero tardare a venire. Più si aspetta, più gente sarà coinvolta dalle atrocità.

Cosa puoi fare

Il 20 aprile 2012, Invisible Children ha intenzione di tappezzare le strade di volantini, adesivi e poster di Kony. L’obiettivo è di rendere Joseph Kony famoso e sulla bocca di tutti. Perché? Se continua a fuggire, gli Stati Uniti potrebbero decidere di non spendere più risorse nella sua ricerca (ricordiamoci che la situazione non lo riguarda da vicino).

L’unico modo per fermare definitivamente Joseph Kony è catturarlo il prima possibile. Invisible Children ha messo come data il 31 dicembre 2012, ma è chiaramente una data simbolica.
Gli Stati Uniti si sono mossi perché spinti dall’opinione pubblica. L’opinione pubblica deve continuare a spingere, sempre di più, in modo da ricordare al mondo intero (non solo agli USA) che in Uganda si stanno consumando crimini terrificanti.

Cosa possiamo fare?
E’ molto semplice. La prima opzione (facoltativa) è di partecipare alla campagna di Invisible Children (sul sito trovate la pagina per donare, così da acquistare il kit per partecipare anche voi alla diffusione, e in fondo al video potete leggere le modalità e il motivo della donazione). Come visto a inizio articolo, si mormora che gli obiettivi di Invisible Children non siano del tutto chiari e che potrebbero nascondere altre intenzioni. Non c’è niente di confermato, ma vale la pena di essere cauti.

La seconda opzione, questa indispensabile, è diffondere l’immagine di Joseph Kony e la situazione in Uganda. Diffondete le informazioni di questo articolo o quelle che trovate in rete. Parlate con chi conoscete della situazione, mettete link sui social network, sui vostri blog.
E’ gratis, non vi costa nulla, se non lo sforzo di un copia e incolla.

La conoscenza è la radice per produrre una pianta solida. Non chiudete gli occhi soltanto perché si tratta di atrocità e pensate di non sopportarlo. Anche questo, purtroppo, fa parte del mondo e non possiamo ignorarlo.
Ognuno di noi può fare la differenza.

L’intervista a Kony

Come si legge come descrizione del video su Youtube (in inglese), questa intervista è stata rilasciata da Joseph Kony nel 2006 in una locazione imprecisa della giungla del Congol. Sempre dalla descrizione, sembra essere la prima intervista da lui rilasciata.

Nel video, Kony spiega di non essere lui il responsabile delle mutilazioni e degli stupri: «[Quello che dicono] non è la verità. Non potrei uccidere i miei fratelli». Alla domanda dell’intervistatore risponde: «Voglio che le persone dell’Uganda siano libere. Io combatto per la democrazia».

Attenzione: alcune immagini del video sono piuttosto forti.

Il video

Il video è stato pubblicato da Invisible Children. Ha una durata di 30 minuti e spiega chi sia Joseph Kony, racconta la situazione in Uganda. Se non avete tempo di guardarlo tutto, iniziate a vederlo dall’ottavo minuto.
Ricordatevi di attivare i sottotitoli in italiano cliccando sul “CC” in basso nel video una volta avviato.

Per volere dell’organizzazione, il video sarà rimosso il 31 dicembre 2012.

Un estratto dal video:

Abbiamo raggiunto un punto cruciale nella storia, dove quello che facciamo e quello che non facciamo influenzerà ogni generazione. Arrestando Joseph Kony proveremo che il mondo in cui viviamo ha nuove regole, che la tecnologia che ci ha unito ci permette di risolvere i problemi.

Link esterni

La biografia di Joseph Kony su Wikipedia

L’articolo sul New York Times che parla dell’invio di soldati americani in Uganda

La pagina sull’Uganda su Wikipedia. Qui troverete informazioni sulla guerra che si è combattuta e sul conflitto ancora in corso.

La lista dei ricercati internazionali dell’ICC.

Sito ufficiale dell’organizzazione Invisible Children

Il sito ufficiale di Kony 2012, a cui si rifà Invisible Children. Qui trovate anche il video diretto da vedere e le persone influenti coinvolte dall’organizzazione

Il sito di Invisible Children

Copyright immagini

(1) http://onlineathens.com/national-news/2012-03-07/activists-launch-viral-video-africa-atrocities
(2) http://m.lagaceta.com.ar/imagenes_nota/480526/La-campana-Kony-2012-se-vuelve-viral-redes-sociales.html

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