Se gli animali fossero intelligenti come l’uomo – L’alba del pianeta delle scimmie

Faccia di scimmia in primo piano con ponte attaccato da scimmie su sfondo

Se le scimmie acquisissero piena coscienza, non cercherebbero di svincolarsi dall’uomo che testa i farmaci su di loro? (1)

Era il lontano 1963 quando in Italia fu pubblicato per la prima volta Il pianeta delle scimmie, il romanzo di Pierre Boulle da cui è uscita una ricca serie cinematografica. Ho avuto modo di leggere il libro e di vedere un paio di questi film (che ai suoi tempi erano stati dei cult), soprattutto perché trattano uno dei temi che più mi appassionano: l’evoluzione.

Una trama completa del libro la potete leggere a questo indirizzo (se avete intenzione di procurarvi il romanzo, evitate di leggerla: potrebbe rovinarvi il finale). Qui vi lascio soltanto un riassunto rapido, utile per capire il delicato tema dei film, e i link per procurarvi:
– tutti i 6 dvd della saga (a 17,10 €, per una durata di 574 minuti)
– il dvd e blu-ray del nuovo «L’Alba del Pianeta delle Scimmie»

Ci troviamo nel futuro, nell’anno 2500. Il professor Antelle invita Ulisse Mérou, giornalista francese, a un viaggio spaziale per esplorare il sistema di Betelgeuse, una stella situata a oltre 600 anni luce da noi. Con loro vanno anche il giovane Arturo e lo scimpanzè Ettore. Lo scopo: trovare un pianeta simile alla Terra.
Con le tecnologie di oggi un simile viaggio sarebbe impossibile (anche muovendoci con una navicella a velocità della luce, impiegheremmo ben 600 anni), ma nel romanzo le escursioni nello spazio sono frequenti ed è possibile raggiungere distanze lontane in poco tempo.

È così che, due anni dopo, il gruppo atterra su un pianeta abitabile e lo battezza con il nome di Soror.
Con suo stupore, il protagonista si trova davanti una donna, di particolare bellezza ma indubbiamente uguale alle donne del suo mondo; ma è subito chiaro che qualcosa è fuori posto. La ragazza, infatti, ha un atteggiamento animalesco e sembra mancare dell’intelligenza tipica della razza umana. Anche il “clan” che li accoglie poco dopo ha lo stesso comportamento e non riconosce la tecnologia del nuovo gruppo.

La storia si complica quando fa la sua comparsa un esercito di scimmie “intelligenti”, che caccia gli uomini con lance e reti per catturarli. Non si tratta di una semplice predazione: le scimmie sono effettivamente razionali, vestite come un uomo del nostro tempo e dotate del dono della parola.
Se ne accorgerà Ulisse, catturato dagli invasori, che verrà deportato di forza nelle città da loro costruite. Pur mantenendo le classiche gerarchie del mondo animale (con i membri più deboli “sottomessi” ai più potenti), le scimmie sono organizzate, hanno proprie leggi e proprie tecnologie avanzate.

A questo punto vi dovrebbe essere chiara l’idea dell’autore: le scimmie hanno preso il ruolo dell’uomo. Mentre la razza umana decadeva in forma animalesca, gli altri primati assumevano sempre più potere, fino a soppiantare i primi e a formare una propria società evoluta.
Il resto è tutto da leggere (o da visionare nei film), fino alla sorpresa contenuta nel riepilogo. Il finale tra romanzo e cinema è diverso, ma poco importa, perché è il concetto centrale che ci porta inevitabilmente a riflettere.

Cosa succederebbe nella realtà se uno dei nostri animali di laboratorio, a un certo punto, si dimostrasse così intelligente da liberarsi da solo e da fondare una sua colonia?

Perché un animale non dovrebbe essere intelligente quanto l’uomo?

Scimmia e uomo si abbracciano

Una delle scene del film. Gli scimpanzé sono primati molto vicini all’uomo. L’idea di un loro sviluppo mentale non è poi tanto fantascientifica (2)

A distanza di quasi cinquant’anni, è uscito il prequel della famosa serie: L’alba del pianeta delle scimmie. Sono rimasto piacevolmente sorpreso sia dalla regia che dalla cura dei dettagli usati per raccontare, progressivamente, lo sviluppo della mente e la presa di coscienza di Cesare, lo scimpanzé protagonista.
Il fattore di “crescita” delle scimmie e di “regressione” dell’uomo è spiegato in modo deviato rispetto al libro (dove non è chiaramente specificato) e ricade nel luogo comune degli esperimenti umani sfuggiti al controllo.
Inoltre, l’autore umano principale, James Franco (l’abbiamo visto anche nella serie degli Spiderman), non è molto convincente e anche la costruzione digitale delle scimmie è piuttosto evidente; ma considerando la difficoltà di creare una scimmia realistica con i mezzi digitali, direi che è stato fatto un ottimo lavoro.
Bella comunque la citazione su un quotidiano, che riporta il titolo “Lost in space?” (“persi nello spazio?”), in riferimento al gruppo che nel libro originale finisce a visitare il nuovo pianeta.

In fondo all’articolo trovate la mia recensione completa al film.
Adesso vorrei invece farvi riflettere su un punto chiave: l’intelligenza degli animali. E’ convinzione dell’uomo di essere “superiore” a qualsiasi altra specie. Lo dimostrerebbe il fatto di essere l’indiscusso dominatore del pianeta, tanto da avere i mezzi per distruggerne e sconvolgerne la superficie a proprio piacimento.

Come si valuta però l’intelligenza? Quando una creatura può essere considerata intelligente o stupida?
Se riteniamo la stupidità come “rendersi conto degli errori e non ripeterli”, allora l’uomo è senz’altro la creatura più stupida sulla faccia della Terra.
Se invece la vediamo come “capacità di ragionamento” il termine è un po’ riduttivo: essendo noi degli uomini, chiaramente vediamo noi stessi come l’apice del ragionamento e non teniamo conto delle capacità innate che altri animali dimostrano e che noi non abbiamo. Un esempio è la raffinata capacità di orientamento degli uccelli; o il modo di comunicare dei delfini che hanno saputo dimostrare un avvicinamento all’uomo nonostante non vivano sulla terraferma e non abbiano pollici opponibili (da cui alcuni scienziati ritengono derivare buona parte dell’intelligenza dell’uomo).
Nel libro Il Quinto Giorno, che ho recensito qualche tempo fa, si ipotizza una forma di intelligenza diversa negli oceani, che l’uomo non poteva comprendere.

Se un animale diventa intelligente come l’uomo, gli è facile sottometterci

Scimmie su scenario distrutto

L’uomo, per sua natura, si ritiene superiore a qualsiasi altra specie. Anche se fosse sottomesso, continuerebbe a credersi in diritto di governare sulle altre (3)

I dizionari spiegano l’intelligenza all’incirca come “la facoltà di intendere”. Ma esperimenti fatti sugli animali hanno dimostrato come le altre creature racchiudano una razionalità nascosta: i corvi lasciano cadere le noci sulla strada e aspettano che le auto passino perché le ruote le aprano al loro posto; i polpi riescono ad aprire le bottiglie per recuperare un oggetto al loro interno; e gli esempi sui delfini si sprecano.

Ecco, il punto focale sta proprio nella parola “esperimenti”.
Immaginatevi di finire su un pianeta Terra dove le scimmie fanno da padrone. Voi venite catturati e le scimmie, essendo razionali, iniziano a studiarvi e a compiere esperimenti su di voi. Le credete dei mostri? Ma dopotutto è quello che facciamo noi nei confronti delle specie animali. La nostra idea è: «Sì, sono intelligenti, ma non come l’uomo. Se dobbiamo testare nuove cure, è chiaro che lo facciamo su di loro. E poi cosa c’è di male a studiare il loro comportamento, per capire come funziona il regno animale?».

Nel libro è esattamente quello che succede, a ruoli invertiti. Ulisse viene racchiuso in gabbia assieme alla donna umana e primitiva che ha incontrato nel pianeta. E’ costretto a sottoporsi a esperimenti tipici dei bambini, volti a dimostrare il suo grado di intelligenza, e persino ad accoppiarsi con la donna per essere studiato durante l’atto riproduttivo.
Lo trovate umiliante? Questo è solo l’inizio. Ulisse usa la sua razionalità e cerca di spiegare agli altri che non è un uomo come altri, ma più intelligente. Inizia scrivere, a fare gesti, a parlare. Il risultato però è inaspettato: alcune scimmie capiscono che si tratta di un esemplare particolare e iniziano a interagire, ma gli rimangono comunque a una certa distanza. Per le altre scimmie, il suo parlare e gesticolare non è sufficiente a dimostrare la sua intelligenza.

Non vi ricorda il nostro comportamento con gli animali in laboratorio o con i delfini, che costringiamo a “giocare” con noi?

Ogni creatura è un essere a sé: paragonarla a noi è un errore di fondo che commettiamo troppo spesso. Gli animali potrebbero essere dotati di un’intelligenza diversa, ma pur sempre intelligenza.
Se prendessero il nostro posto, dalla loro parte avrebbero un aspetto che a noi manca: la qualità fisica, che l’uomo ha perso nel tempo fino a diventare una delle creature più deboli sulla Terra. Per un animale che raggiungesse la supremazia intellettuale, noi rappresenteremmo nulla di più di un animale domestico, ma quasi certamente continueremmo a considerarci razionalmente superiori a loro.

SCHEDA RIASSUNTIVA

Ambientazione:
Ottimo il digitale usato, ottima anche la resa degli ambienti di riferimento. Il bosco dà l’esatta idea di libertà che il regista voleva risaltare dal punto di vista della scimmia. Meravigliosa lo scenario sul ponte, quando uomini e scimmie si trovano faccia a faccia in un campo di nebbia.

Sonoro:
La colonna sonora è studiata in alcuni punti, in altri non ci si accorge nemmeno della sua presenza. In definitiva, il film fa poco affidamento al sonoro, ma questa scelta risulta azzeccata.

Trama:
Deviando leggermente dal libro originale, la trama scade nel luogo comune dell’esperimento umano mal riuscito, ma non stona per niente con l’idea del regista, cioè far risaltare il lato umano della scimmia al di sopra di quello delle persone. Dobbiamo anche tenere conto che il libro è stato scritto quasi cinquant’anni fa e allora rappresentava un’unicità nel suo genere. La trama è affascinante e ben costruita, tiene incollato alla sedia e porta a una continua riflessione su come i nostri animali di laboratorio e i nostri animali domestici si sentano quando sono sottoposti a test o rinchiusi in gabbie.

Cast:
Poco convincente il protagonista, James Franco, che risulta piuttosto piatto e introdotto per esigenze di trama. In generale, l’intero cast “umano” non risalta per particolarità, ma nella trama del film vengono visti come sfondo e “nemici” e pertanto gli si presta poca attenzione. Al contrario, il cast “digitale” delle scimmie risulta persino più riuscito della controparte umana.

Valutazione complessiva: 7/10

Link esterni

La pagina ufficiale del film su Youtube

L’alba del pianeta delle scimmie – La scheda su Wikipedia

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