Adesso basta – lasciare il lavoro e cambiare vita – Recensione

Copertina del libro "Adesso basta" di Simone Perotti

Copertina del libro “Adesso basta” di Simone Perotti

Adesso basta è un libro di Simone Perotti scritto durante il suo periodo migliore, cioè in quella che l’autore stesso definirebbe “una nuova, più libera esistenza”.
Si tratta fondamentalmente di un’autobiografia, che narra di come Perotti abbia scelto di abbandonare la propria posizione da manager in favore di una vita meno remunerativa ma più appagante. Un fenomeno in crescita ovunque nel mondo e che assume il nome di downshifting, letteralmente “scalare la marcia”.

Il downshifting non si raggiunge da un giorno all’altro

Prima di tutto, se acquistate Adesso basta con l’intenzione di trovare la vostra cornucopia o la soluzione ai vostri problemi di stress quotidiano, rimarrete delusi. Come lo stesso autore spiega chiaramente, i miracoli sono rari e gran parte del lavoro deve partire da  noi stessi. Fare downshifting non è né semplice né da prendere sottogamba, perché comporta una svolta radicale e il troncamento di alcuni (o tutti) i legami affettivi in corso. È una scelta che va ponderata a lungo: Perotti ha impiegato dodici anni per darle fondo. Ma sono stati anni di soddisfazione, di piacevole aspettativa e di autocoscienza, una crescita personale senza confronti.

In secondo luogo, questo libro è rivolto più alla gente di successo che alla massa media lavorativa, cioè a coloro che si trovano in posizione privilegiata all’interno delle aziende o hanno una retribuzione mensile elevata, anche sull’ordine di 8mila-10mila euro (manager, avvocati, dottori, ecc.).

Allora perché leggerlo e inserirlo nel proprio scaffale di aNobii? La risposta sta nell’ideologia.
Come ho spiegato nell’altro articolo, il downshifting può essere fatto tanto dal ricco commerciante quanto dal piccolo lavoratore. Si tratta di trovare un compromesso tra le necessità e il proprio desiderio di libertà, di sollevare un peso gravoso dalla schiena in onore di una causa più utile e convincente: se stessi.
Leggendo tra le righe, anche nel libro si possono estrarre questi concetti e direzionarli a chiunque.

Perotti continua a insistere che il downshifting non solo è possibile, ma anche necessario per chi sacrifica per lavoro il suo tempo libero, la famiglia, gli amici e gli interessi, soprattutto se si trova nella sua età migliore (quella tra i trenta i quarant’anni). Lui a 28 anni ha avuto l’illuminazione: da manager incallito ha capito che qualcosa non andava, che spendere l’esistenza nella carriera era soltanto un circolo vizioso senza sbocchi. Accumulare per godere i frutti dello sforzo a sessant’anni, quando si hanno meno capacità e motivazione di sfruttarli? È una teoria che sta poco in piedi e che, immersi nella società frenetica e travolgente, accogliamo tutti senza renderci conto che probabilmente non vorremmo farlo.

I 4 passi del downshifting

In modo approssimativo, riassumo i passi che secondo Perotti sono necessari per inoltrarsi nel downshifting e raggiungere, in seguito, l’insperata libertà e la soddisfazione personale. Troverete un’analisi completa nel libro, dove sono trattati (sin troppo) nel dettaglio.

1. Autoesame. Amo la mia vita e il mio lavoro o in gran parte dei casi sono stressato e malcontento? Se la risposta è la seconda, allora la domanda successiva che ci dobbiamo porre è: sarei pronto ad abbandonarli per dedicare tempo a me stesso? Downshifting significa rinunciare a qualcosa in favore di qualcos’altro. Amici, conoscenti (colleghi prima di tutto), a volte anche famiglia. Ma cercando in profondità è facile accorgersi che una buona parte degli amici in realtà non sono tali, si sono conosciuti per interesse o ci usciamo assieme per “cortesia”. E i colleghi di lavoro non ce li siamo di certo scelti noi.
In secondo luogo è da stabilire se ci adatteremo davvero nella nuova vita. Abbiamo interessi e lavori da dedicare a noi? C’è un vero motivo per cui abbandoniamo, c’è qualcosa che stiamo davvero cercando? Gettarsi alla cieca è inutile quanto dannoso. “Libertà” non significa “ozio improduttivo”, significa occupare il tempo secondo le nostre inclinazioni.

2. Coraggio. Inutile girarsi attorno. Ci vuole coraggio a mollare una posizione economica in tempi simili e con l’incertezza nel futuro. Il coraggio va affiancato a forza di volontà e tenacia. Non pretendete di essere sicuri al cento per cento di fare la scelta giusta: anche Perotti ha avuto un lungo periodo di dubbio e solo il coraggio lo ha portato a superare il baratro. Dandogli ragione. Solo a questo punto si può passare allo step successivo.

3. Preparazione. Economia prima di tutto. Per quanto vogliamo liberarcene, i soldi sono necessari per vivere. Non ci sono alternative. Ecco perché occorre un lungo periodo di preparazione (i dodici anni di Perotti). Si accumula, si segnano meticolosamente le spese, si capisce dove si possono ridurre e quanto spenderemmo ogni giorno, ogni mese e ogni anno nella nostra nuova vita. E’ davvero necessaria l’auto costosa? Posso fare a meno della ventina di capi di abbigliamento diversi, sparsi nell’armadio e che alterno solo per sfizio o conformismo?
Questa è la fase più corposa. Si deve superare il pregiudizio, essere consci che la moda è un dispendio inutile, che ci saranno pregiudizi nei nostri confronti (ma chi li pone, era davvero nostro amico?). E’ il periodo di studio. Il fai da te si renderà necessario per eliminare le spese di base.
Troppo complicato? Difficile sì, impossibile mai. Perotti afferma che non c’è paragone: cucinare da sé anziché mangiare al ristorante, costruirsi ciò di cui si ha bisogno, riparare i danni in autonomia dà una fiducia e una soddisfazione incomprensibile a chi è abituato al mondo moderno. E, come si vede al punto successivo, c’è la possibilità di risparmiare guadagnando.

4. Il grande passo. Messi da parte i soldi, trovato il luogo dove vivere, scelto lo stile di vita e capito di poterlo seguire, la parte più ardua è compiuta. Adesso inizia la più faticosa. Occorrerà qualche anno per adattarsi e trovare il proprio equilibrio, e non sarà di certo facile. Si saranno persi alcuni rapporti, ma molti altri (nuovi) arriveranno. Guadagnare con i propri hobby e interessi è unire l’utile al dilettevole. Perotti adora il mare e la vita da marinaio: di conseguenza mentre naviga trasporta merci o turisti. Sfrutta le sue conoscenze come guida turistica.
Guardandovi dentro capirete che anche voi avete interessi da sfruttare e conoscenze che altri non hanno.

Dopo quanto avete letto il vostro desiderio di downshifting è ancora saldo e si è acuito?
Forse è arrivato il momento di mettersi seduti e di iniziare un autoesame. Dopotutto, se il fenomeno è in aumento ci sarà pure un motivo.

SCHEDA RIASSUNTIVA

Stile:
Lo scritto è fluido, colloquiale, adatto al pubblico. A volte introduce termini tecnici legati all’economia, ma non sono mai pesanti .

Trama e ambiente:
È un’autobiografia troppo estesa, nel senso che se l’avessi scritta io stesso probabilmente l’avrei ridotta della metà. Gli esempi riportati da Perotti sono a volte utili, a volte dilungativi ed evidentemente messi per aumentare il numero di pagine. Riporta comunque esperienze personali interessanti, con analisi dettagliate.

Longevità:
Consiglio la lettura a chi è interessato all’argomento, ma è un libro che difficilmente si rilegge una seconda volta.

Valutazione complessiva: 6/10

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  1. Dssedd

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