L’uomo è sempre stato bipede o un tempo camminava su quattro zampe?

Evoluzione dalla scimmia all'uomo moderno

La teoria dell'evoluzione dell'uomo da quadrupede a bipede, una volta sceso a terra dagli alberi, è stata confutata in uno studio del 2009 (1)

Gli antropologi si sono interrogati a lungo sul fatto che l’uomo sia nato come bipede o se un tempo sia stato un quadrupede. Nel trovare una risposta si fa riferimento al momento in cui è sceso dagli alberi e ha cominciato a camminare a terra.

In passato si era propensi a credere che l’uomo, una volta al suolo, avesse cominciato a muoversi come le scimmie, curvo e su quattro zampe, e che solo con il trascorrere degli anni si fosse adattato e avesse imparato a ergersi sui due piedi.
Ma una teoria elaborata nel 2009 sembra confermare il contrario.

L’autore dello studio è Daniel Schmitt della Duke University (Durham) ed è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Lo studioso ha analizzato le ossa dei primati moderni – primi tra tutti i gorilla – e li ha confrontati con quelle dei primi ominidi.
Risultato: difficilmente l’uomo sarebbe riuscito a camminare muovendosi sulle nocche. Il motivo sta nella conformazione del polso. Mentre nei gorilla è rigido e robusto, in scimpanzé e bonobo è più elastico e ricurvo perché sono soliti muoversi tra gli alberi. Un po’ come doveva aver fatto l’uomo a suo tempo.

E’ quindi logico pensare che l’uomo abbia imparato a muoversi da bipede sugli alberi e abbia proseguito in questo modo anche a terra.

Copyright immagini

(1) http://www.sfondilandia.it/sfondoPrev.asp?file=Evoluzione&ris=1024


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