I problemi della cattiva alimentazione moderna – Da cosa derivano?

Gregge di pecore in montagna

Da quando vive nell'Era dell'Abbondanza, l'uomo mangia troppo e male. Soprattutto, non si rende conto dei danni che la sua alimentazione quotidiana provoca al suo organismo (6)

E’ una verità evidente che l’uomo stia vivendo in un’Era di abbondanza, se confrontata con i secoli che ci hanno preceduto. I popoli di interi Stati si possono permettere sulla tavola una serie di alimenti non indispensabili, sfiziosi e costosi; e questo anche se non sono abbienti.
Il risultato è evidente: cattiva alimentazione, sovrappeso in aumento, malattie prima sconosciute ed effetti secondari legati a questi.

Dopotutto, noi siamo ciò che mangiamo. Se inghiottiamo schifezze, il nostro corpo assimila schifezze che con il tempo si accumulano. L’organismo umano, infatti, non è una macchina perfetta, è efficiente solo fino a un certo punto: oltre a questo limite, non riesce più a liberarsi di quello che non gli serve o che gli è dannoso.

Al di là degli alimenti visibilmente dannosi (unti, fritti, ecc.) molti di noi non si accorgono che, ogni giorno, assimilano sostanze pericolose anche mangiando una comune bistecca. Lo stesso succede per la frutta e le verdure, perché trattate dalla mano dell’uomo, ma in misura molto minore.

Nel precedente articolo abbiamo visto che l’allevamento di animali da carne porta a pesanti conseguenze sia al clima che all’ambiente in generale. L’uomo spreca, ha sempre consumato oltre il dovuto e scartato il disavanzo come se il mondo potesse effettivamente permetterselo.

In questo articolo ci occuperemo, invece, esclusivamente degli effetti che l’alimentazione da carne, pesce e loro derivati ha sull’organismo umano. Il video da cui sono state tratte gran parte delle informazioni è lo stesso dell’articolo precedente, per cui – se vi interessa visionarlo per intero – lo potete reperire al link appena segnalato.
Le informazioni sono davvero molte, per cui le ho riassunto a punti e le ho divise per tipologia. Noterete – se i dati del video sono davvero reali – che il consumo di carne ci sta apportando una serie di malattie e di patologie fisiche allarmanti.
Tra parentesi quadre ho segnato per comodità il minuto (arrotondato) in cui si inizia a spiegare la relativa notizia nel video.

Premessa

Non sono un nutrizionista né un esperto di alimentazione. Le informazioni di questo articolo sono tratte esclusivamente dal video citato.
Con una breve ricerca (e basandomi sui miei “sentito dire”, in genere derivati da altre letture) posso affermare che almeno buona parte delle notizie trovano un riscontro in altre fonti. Inoltre, nel video sono indicati gli studiosi intervistati (li trovate elencati in fondo all’articolo) e a ogni critica viene associata una spiegazione scientifica. Vengono citati articoli pubblicati in riviste prestigiose come The Journal of the American Medical Association, The Lancet e New England Journal of Medicine. Questo lascerebbe presumere che non si tratta della solita propoganda volta a un guadagno personale.
Ognuno di noi può rendersi conto, comunque, di come stanno andando le cose: l’obesità è in spaventoso aumento, con tutte le malattie e le cardiopatie collegate; e sappiamo bene che quello che “ingurgitiamo” non è propriamente acqua di rose.

Si tratta però di un giudizio personale e se qualche esperto ha da ridire, sono più che disponibile a rivedere l’articolo.
In generale, comunque, mi sembrano chiari due concetti:
– qualsiasi cosa assunta in eccesso (anche gli alimenti “benefici”) porta sempre a problemi nel breve o nel lungo termine. Ricordiamoci, per esempio, che l’acqua è vitale, ma se se ne assume in quantità eccessive si può arrivare letteralmente ad “annegare” il nostro corpo.
– se le informazioni nel video sono reali, siamo messi male. Molto male. Ed è ora che ci diamo una svegliata.


Differenza tra proteine animali e vegetali

Spiedini di carne e verdura

Le proteine derivate da carne animale vengono male assimilate e il nostro corpo reagisce di conseguenza, attaccandole. Questo non capita con le proteine vegetali (1)

[8’] Le proteine animali sono contenute, oltre che nelle carni bianche e rosse, anche nel pesce, nei latticini, nel burro e nelle uova: cioè in qualsiasi cosa che derivi dagli animali. Anche i vegetali contengono proteine, di diverso tipo. Ciascun cibo vegetale, nella dovuta quantità, contiene la maggior parte dei 20 componenti di base delle proteine: gli amminoacidi.

[10’] 100 calorie di spinaci forniscono 12 gr (grammi) di proteine, la stessa quantità di 100 calorie di manzo: ma il manzo ha grassi, colesterolo e non ha fibre, mentre gli spinaci hanno fibre, ossidanti, ferro, calcio e non hanno né grassi né colesterolo; inoltre gli spinaci danno un maggiore senso di sazietà.

[19’] 45 gr di carne contengono 13 gr di proteine; 30 gr di pesce contengono 7 gr di proteine; un uovo grande o 30 gr di formaggi contengono 7 gr di proteine; una tazza di latte ha 8 gr di proteine. Per una salute ottimale, le donne hanno bisogno di non più di 38 gr di proteine al giorno, gli uomini non più di 47 gr di proteine. Frutta, verdura e legumi bastano per darci questo apporto (sono preferibili i cibi non lavorati, perché i lavorati perdono alcune proprietà naturali).

[40’] Molte delle proteine che si trovano negli animali sono simili a quelle che si trovano nei tessuti umani. Per esempio, le proteine del latte di mucca sono simili a quelle che si trovano nel nostro pancreas. Durante la digestione, le proteine animali vengono digerite senza essere scisse nelle loro componenti base; il sistema immunitario allora le considera estranee e le attacca. Essendo però simili alle nostre proteine, l’organismo “impara” e inizia ad attaccare anche i propri tessuti.
Ecco perché l’assunzione delle proteine animali può causare l’insorgere di malattie autoimmuni.

Le proteine animali (carne) causano tumori nel lungo termine

Formaggi vari su tagliere

Formaggi al bando, come la carne e tutti i derivati animali: studi in Cina dimostrano che sono portatori di cancro (2)

[4’] L’American Cancer Society riporta che il 47% degli uomini e il 38% delle donne si ammalerà di cancro nel corso della vita; di queste persone 1 su 4 morirà prematuramente di cancro.

[11’] Nel 1983 la Cina ha iniziato uno studio (chiamato “China Study”) che ha coinvolto 6500 persone, mettendo in rapporto il cibo consumato con le malattie che si sviluppavano. T. Colin Campbell è stato uno dei maggiori ricercatori in questo studio ed è arrivato alla conclusione che le proteine animali contribuiscono direttamente o indirettamente a sviluppare cancro, malattie cardiovascolari, demenza e alcune malattie autoimmuni. I motivi stanno sugli effetti che le proteine e i grassi animali hanno sulle cellule:

* innanzitutto, ogni volta che un tessuto animale è cotto, si sprigionano sostanze chimiche cancerogene (chiamate HCA): più alte sono le temperature di cottura, più HCA si formano. Ma mangiare carne cruda è impensabile, perché possono rimanere batteri pericolosi come la salmonella. Quindi la carne non è sicura, perché sia che sia cruda o cotta dà problemi. Anche le uova cotte producono HCA se cotte. Le HCA non sono mai prodotte dai vegetali, nemmeno se cotte. [11’]

* le sostanze chimiche ricoprono un ruolo chiave nella formazione del cancro e le troviamo ormai ovunque: nei pesticidi, nell’aria, in qualsiasi prodotto industriale. Il nostro corpo si difende da queste sostanze grazie a enzimi chiamati mixed function oxidase: gli enzimi riescono a eliminare le sostanze chimiche assunte con i cibi vegetali, ma trasformano invece le proteine animali in sostanze cancerogene. In pratica, con le proteine animali il nostro sistema di difesa si rivolta contro di noi e porta a danneggiare alcune parti del dna delle cellule; quando queste cellule si dividono, creano un duplicato danneggiato. Quando le cellule duplicate sono molte, il cancro si diffonde. La scienza ha dimostrato che anche con un apporto tra il 4% e il 10% di proteine animali, si favorisce la diffusione del cancro. La dieta attuale dell’uomo conta 15-16% di proteine animali al giorno (da 70gr a 100 gr). [16’]


* la caseina è la proteina con il maggiore ruolo nella formazione del cancro: è presente nei latticini per l’87%; nei formaggi è ancora più alta. Sembra che la caseina provochi soprattutto un rischio di cancro alla prostata; il 50% di uomini oltre i 70 anni ha una forma silente di cancro alla prostata che non sta causando problemi. Alcuni studi hanno dimostrato che gli uomini che consumano grandi quantità di latte hanno il doppio di possibilità di contrarre il cancro alla prostata. Infatti i latto-ovo-vegetariani sono più a rischio dei vegani (che eliminano anche qualsiasi alimento di origine animale). [21’]

[27’] Alti livelli di colesterolo nel sangue incentivano la formazione di tumori. Il colesterolo è molto più presente nei prodotti animali. Nel China Study si è visto che riducendo il colesterolo da 127 a 90 mg per decilitro si diminuiva la possibilità di contrarre tumori al fegato, retto, colon, polmone, mammella, leucemia, cervello, stomaco e gola sia in adulti che nei bambini. Il colesterolo medio in USA e nei paesi occidentali è di 215 mg/dl, in Cina di 127 mg/dl (in alcune zone addirittura di 80 mg/dl). Alti livelli di colesterolo aumentano il livello degli ormoni femminili, soprattutto estrogeni; e gli estrogeni ad alti livelli sono associati all’incidenza del cancro alla mammella.

Malattie autoimmuni, cardiopatie e impotenza

Uomo e donna fanno jogging in strada

Lo sport non basta per evitare problemi al cuore. La carne animale, infatit, sembra responsabile di malattie autoimmuni, cardiopatie e persino impotenza (3)

[28’] La vitamina D (assunta normalmente tramite esposizione al Sole e con i cibi) viene trasformata in “forma attiva” dal nostro organismo. La vitamina D attiva ha il compito di tenere in condizioni ottimali le cellule dell’organismo. Le proteine animali hanno la capacità di bloccare la conversione della vitamina D nella sua forma attiva. Bassi livelli di vitamina D possono portare di conseguenza tumori alla prostata, alla mammella, al colon, l’osteoporosi e malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1.

[30’] Un problema derivante dai latticini è la troppa assunzione di calcio: nel corso della vita ne assumiamo quantità esagerate, senza rendercene conto. La conseguenza è che il nostro organismo reagisce bloccando l’assorbimento nell’intestino, in modo da lasciar passare solo quello che serve. In età anziana, quando serve davvero più calcio, il nostro organismo non riesce più ad assumerne ulteriormente, nemmeno con integratori di calcio.

[31’] La cardiopatia (causata in gran parte dal colesterolo malevolo e dai grassi, che intasano le arterie) colpisce un uomo su due e una donna su tre; e solo negli USA ogni 30 secondi uccide una su tre delle persone colpite. Una dieta vegetariana, senza latticini e uova, fa regredire in modo efficacie la cardiopatia. Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine il 50% dei bambini dai 2 ai 15 anni ha strie lipidiche nelle arterie coronarie, che corrispondono allo stadio iniziale della malattia.

[32’] Il grande consumo di carne può causare impotenza, perché il blocco delle arterie che forniscono il sangue nelle parti intime ne limitano la funzionalità. 30 milioni di americani soffrono di disfunzione erettile.

Diabete e osteoporosi – l’accusa all’eccesso di latte

Fragola tuffata nel latte che schizza

Latte e derivati, sopprattutto se consumati in grande quantità, portano all'indebolimento delle ossa e al diabete (4)

[40’] In Finlandia, dove si consuma più latte, ogni anno i bambini bevono fino a 200 litri di latte ciascuno (o equivalente in prodotti caseari): il risultato è che il diabete di tipo 1 (malattia autoimmune) è 36 volte più presente rispetto al Giappone, dove il consumo di latticini è il più basso al mondo. Negli USA una persona su 10 soffre di diabete. E il diabete, infatti, può regredire attraverso una dietra stretta di soli vegetali e senza latticini.

[47’] Al contrario di quanto spiegano in genere i media, il latte e suoi derivati non portano benefici alle ossa, anzi. Le proteine animali (soprattutto latte e latticini) causano osteoporosi, cioè rendono le ossa più fragili rendendole soggette a fratture. I Paesi che consumano più latte e latticini registrano più fratture e malattie legate alle ossa. Il motivo è che le proteine animali contengono troppi acidi (a differenza delle proteine vegetali), che l’organismo cerca di neutralizzare; per farlo usa il calcio che abbiamo nel sangue, ma se nel sangue non c’è abbastanza calcio lo ricava dalle ossa, rendendole più sottili (e obbligando i reni a un super-lavoro per smaltire il calcio in eccesso). Quando si aumenta il consumo di carne al giorno da 35 gr a 78 gr, la perdita di calcio attraverso i reni aumenta del 53%.
Nella rivista The Osteoporosis International dell’ottobre 2004 è stata pubblicata una rassegna degli studi condotti sull’osteoporosi: tra le altre, uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dimostrato che un basso consumo di latte non era un rischio per l’insorgenza dell’osteoporosi. Nel latte il calcio è realmente un beneficio, ma un calcio più facile da assorbire si trova nei vegetali (come l’insalata a foglie scure e i cavoli); con il latte, invece, oltre al calcio si apportano componenti pericolose come grassi e colesterolo.

[54’] Dall’altro lato, l’apporto eccessivo di calcio (come per esempio tramite integratori) è comunque dannoso: il corpo infatti si regola all’apporto eccessivo e di conseguenza sfasa il suo equilibrio. Nella nostra società è credenza popolare che, se una sostanza fa bene, assumerne in grandi quantità farà ancora meglio; ma eccedere in una sostanza (qualsiasi), anche se considerata benevola, è sempre dannoso e può portare anche a danni permanenti. Lo stesso discorso del calcio lo si può fare sul ferro, che si può trovare in quantità sufficienti nei vegetali.

Anche la carne di pesce ha i suoi (pericolosi) difetti

Grigliata di pesce

Il pesce ci apporta sostanze utili, ma anche pericolose se associate alla dieta normale. Inoltre l'allevamento di pesce cattura sostanze inquinanti (5)

[59’] I pesci e i crostacei contengono grassi e colesterolo. I gamberetti hanno due volte la quantità di colesterolo del manzo, e per quanto riguarda i grassi un etto di salmone equivale a un etto di braciola.
I pesci inoltre contengono batteri: quando inizia la decomposizione a opera di questi si sente il classico odore di pesce; con il tempo, la decomposizione rende inutile i benefici degli omega 3 e anzi portano al rilascio di radicali liberi, che potrebbero condurre a malattie. Al loro posto si potrebbe assumere l’olio di semi di lino, derivante dai vegetali, che ha omega 3, meno grassi e colesterolo e non si decompone facilmente come il pesce. Uno studio sull’American Journal of Cardiology afferma che il pesce non è benefico come si crede e che non migliora la salute del cuore.

Il pesce contiene diverse proteine, che unite alla dieta normale apporta un eccesso di proteine. Inoltre, le sostanze chimiche che finiscono nel fiume vengono assorbite da pesci e crostacei, che mantengono fino alla morte e finiscono sui nostri piatti. I pesci di allevamento sono ancora più pericolosi per la salute: stipati in piccoli spazi, sono circondati da grandi quantità di feci rilasciate da loro stessi e inquinanti.

Ai salmoni viene somministrata la “cantaxantina”, un pigmento chimico che dà loro il classico colore rosa; senza di essa, la carne dei salmoni sarebbe grigio pallido. La cantaxantina era stata ritirata perché, usata come abbronzante, provocava danni alla retina.

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, infine, la pesca indiscriminata sta portando una vera e propria strage alle specie dell’oceano.

Esperti intervistati nel video:

Neal Barnard, professore associato presso la George Washington University, presidente del Physicians Commitee for Responsible Medicine [7’]

T. Colin Campbell, chirurgo presso la Fondazione dell’Ospedale di Cleveland, direttore del progetto “China-Cornell-Oxford” su “Dieta, stile di vita e salute in Cina”. Ha pubblicato oltre 300 articoli su riviste scientifiche [7’]

Walter C. Willet, professore di Epidemiologia e Nutrizione, direttore del Dipartimento di Nutrizione alla Harvard’s School of Public Health di Boston [11’]

John A. McDougall, specialista in medicina interna e di nutrizione [31’]

Michael Greger, direttore del settore Salute Pubblica e Agricoltura Animale presso la Humane Society degli Stati Uniti [51’]

Noam Mohr, fisico, autore del report di Earthsave “A Global Warming Strategy” [57’]

David Pimentel, professore di Scienze Agricole alla Cornell Univeristy, autore di oltre 900 articoli scientifici [1h 8’]

Thomas Lyons, professore di Scienze Ambientali alla Murdoch University [1h 9’]

Peter Singer, professore di Bioetica alla Princeton University, insignito del titolo della Fondazione Ira W. Decamp [1h 14’]

Maneka Gandhi, politico e attivista per gli animali, autrice di libri [1h 16’]

Copyright immagini

(1) http://setteveli.blogspot.it/2011/06/spiedini-colorati-di-carne-e-verdure.html
(2) http://www.prweb.com/releases/2008/10/prweb1427374.htm
(3) http://www.boxingscene.com/forums/showthread.php?t=250454
(4) http://healthydietingandeating.com/swap-cows-milk-for-almond-milk/
(5) http://www.viaggiandoingrecia.it/enogastronomia-cucina-greca.htm
(6) https://lacapannadellozioblog.wordpress.com/2012/04/30/apologia-di-una-pecora/

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