Gli effetti del fuoco sul corpo umano

Fiamme tra la sterpaglia

Il corpo umano brucia fino a 7 ore, alimentato dal proprio grasso. A temperature normali, non si consuma del tutto: per ridurre le ossa in cenere servono quasi mille gradi [1]

Abbiamo già presentato diversi articoli che riguardavano gli effetti della temperatura estrema. In particolare, abbiamo visto cosa succederebbe alla Terra se la temperatura aumentasse fino a 6 gradi e quali conseguenze ha il freddo intenso sul corpo umano.
Con una linea più ordinata, abbiamo anche passato in rassegna le singole temperature dalla più bassa in assoluto fino alla più alta possibile.

Ci restano soltanto due passaggi per avere il quadro completo: gli effetti di un caldo eccessivo e gli effetti del fuoco sul corpo umano.
In una prossima pagina ci occuperemo delle conseguenze di un caldo eccessivo nell’aria.

In questo articolo, invece, ci concentreremo su cosa succede quando un corpo viene progressivamente sottoposto alle fiamme di un fuoco. I dati sono frutto di ricerche scientifiche da parte dell’Università della West Florida, fatte su corpi donati alla scienza, e sono utili per analizzare scene del crimine.
Attenzione: gli effetti saranno descritti oggettivamente, per cui alcuni passi potranno essere un po’ forti da leggere.

Quando un corpo inizia a bruciare

Mano brucia in cucina

Le fiamme consumano gradualmente e trovano nuovo alimento quando incontrano il grasso corporeo [2]

Immaginare di essere avvolti dal fuoco basta già per darci un senso di calore e di oppressione. Anche se il freddo intenso produce effetti altrettanto dannosi, le altissime temperature provocano un dolore intenso e improvviso.

Il corpo è composto da varie sostanze e materiali, e ridurlo in cenere richiede molto tempo. Nello specifico, un corpo umano può bruciare per 7 ore ininterrottamente.

La prima parte a sciogliersi è, naturalmente, la pelle, che viene distrutta in poco tempo. Nell’arco di 5 minuti tutti i livelli di derma vengono consumati.
A questo punto la parte sottostante è allo scoperto ed è qui che il fuoco trova nuovo carburante: il grasso. Il grasso è infiammabile e può bruciare per ore.

Le fiamme scendono sempre più in profondità e aggrediscono i muscoli, portandoli a contrarsi e ad “animare” il corpo per qualche tempo.
Alla fine, rimangono solo le ossa e i denti, che resistono fino a quando tutti i tessuti sono stati consumati e, quindi, fino a quando il fuoco non si spegne per mancanza di materiale infiammabile. Da notare che se un osso fosse rotto, anche il midollo al suo interno brucerebbe.

E se alzassimo la temperatura delle fiamme?

Durante le cremazioni dei corpi, il fuoco raggiunge temperature ben più alte delle normali fiamme. In questo caso possono arrivare anche a 980° C.
A una simile temperatura, del corpo non rimane niente: persino le ossa vengono consumate. Tuttavia, anche a temperature così alte il corpo impiega diverse ore per bruciare.

Una curiosità: i ricercatori hanno cercato di capire a cosa corrispondesse l’odore di un organismo bruciato e il risultato, dopotutto, non è sorprendente. Il corpo umano, infatti, odora esattamente come le costolette di maiale al barbecue.

Fonti esterne

Listverse (inglese)

Copyright immagini

[1] http://www.theherald.com.au/story/3189213/rural-burn-off-laws-may-be-relaxed/
[2] https://www.youtube.com/watch?v=zPecSfHLaDw

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