Janken, il robot che vince sempre alla morra cinese contro un essere umano [video]

Janken - Robot che vince sempre alla morra cinese

Janken robot riesce a vincere il 100% delle volte al gioco della morra cinese contro un avversario umano. Il segreto? Prevede la gestualità umana e l’anticipa [@01]

I ricercatori dell’Università di Tokyo sono riusciti a costruire un robot capace di vincere il 100% delle volte a sasso-carta-forbici, o «morra cinese», un gioco che in giapponese viene chiamato «janken». Da qui il nome dell’automa: Janken (rock-paper-scissors), abbreviato in «Janken robot».

Per chi non lo conoscesse, la morra cinese è un gioco molto semplice in cui due avversari presentano in contemporanea un gesto con la mano che sta a indicare uno tra i tre simboli permessi: sasso, carta o forbici. Il sasso batte le forbici, le forbici battono la carta e la carta batte il sasso. Se entrambi presentano lo stesso gesto, il tiro a sorte si ripete [per dettagli vedete il link nelle fonti più sotto].

Se il gioco è semplice, prevedere il risultato non lo è altrettanto. Tra esseri umani che non si conoscono le probabilità di vittoria sono il 50% per la prima tirata a sorte, mentre chi conosce l’avversario potrebbe aumentare le sue probabilità a favore sfruttando le debolezze dell’altro. Ma Janken robot non sbaglia un colpo e ottiene sempre una vittoria.

Il segreto? Interpretare i microgesti in anticipo

La seconda versione di Janken robot [durata: 57s]


Janken robot è forse un veggente? In un certo senso, lo è. La sua abilità deriva da uno studio profondo e immediato della gestualità dell’avversario, che gli permette di anticipare la mossa della mano umano. Proprio perché è un robot costruito per un unico compito, la sua velocità è di molto superiore rispetto a quella della mano umana e può quindi regolarsi di conseguenza e aprire la sua mano meccanica in tempi brevissimi.

In pratica, Janken robot “imbroglia” per vincere. La prima versione apparsa nel giugno 2012 riusciva a prevedere il risultato allo stesso modo, ma era 20 millisecondi troppo lento rispetto all’avversario, per cui l’inganno era ben visibile. Con la seconda versione i ricercatori di Tokyo hanno fatto enormi passi avanti e un ulteriore miglioramento l’hanno avuto con la terza versione, dove hanno esteso il campo di visuale.

La terza versione di Janken robot [durata: 1m]


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