Le api capiscono lo zero, proprio come un bambino umano

Ape succhia il nettare da fiore giallo

Una ricerca ha dimostrato che le api sanno capire il concetto di zero. Si uniscono quindi ad altre specie animali come i pappagalli, i primati e i delfini [@01]

Per contare serve la logica e il senso dello spazio. Nel caso dello zero, però, si richiede qualcosa in più: è un concetto più astratto, che indica l’assenza, il vuoto e il nulla. Ecco perché i bambini umani devono aspettare fino ai 4 anni d’età per iniziare a capire cosa significa davvero il «nulla».

Una ricerca portata avanti da un team internazionale coordinato da Scarlett Howard e in cui faceva parte, tra le altre, l’Università di Melbourne (Australia) ha dimostrato che anche le api sono capaci di comprendere il significato dello zero. E le api hanno appena un milione di neuroni: niente in confronto ai nostri 86 miliardi di neuroni, che ci hanno comunque obbligato ad aspettare migliaia di anni prima di mettere nero su bianco cosa significhi davvero lo “zero”.

Come si è svolta la ricerca

Una domanda naturale è: come hanno fatto i ricercatori a capire che le api conoscono lo zero? Sapevamo già che altre specie animali sanno contare e hanno il concetto di assenza: i primati, i delfini e i pappagalli sono tra queste.

Il concetto di maggiore e minore

Gli scienziati hanno dovuto organizzare un test complicato per studiare le api. Innanzitutto hanno messo dei riquadri bianchi su un muro, ciascuno con varie forme nere sulla sua superficie (da 2 a 5 forme). Dopodiché hanno premiato le api quando volavano sui riquadri con un numero più grande di forme.

Si è capito quindi che le api comprendono il concetto di «minore» e «maggiore»: di per sé è già un risultato notevole, se la differenza tra due numeri è molto piccola (mentre è più facile intuirlo quando la differenza tra due riquadri è tanta).

Il test con un riquadro vuoto

Fatto questo test iniziale, sono stati aggiunti due riquadri sconosciuti che contenevano una forma e, l’altro, nessuna forma. Le api hanno sempre scelto senza esitare i riquadri che contenevano qualcosa ed erano ancora più rapidi nella scelta quando la differenza tra zero e “qualcosa” era alta.

Proprio il fatto che la reazione diventava più rapida quando il confronto era tra il riquadro vuoto e un riquadro con molte forme, fa capire che non è soltanto una scelta tra niente e qualcosa: le api effettivamente si rendono conto che lo zero è un numero e che è il minore di tutti gli altri.

Può sembrare un concetto base da apprendere, ma come spiegato a inizio articolo l’essere umano inizia ad afferrarlo soltanto dopo i 4 anni. È facile immaginare che molti altri preconcetti che abbiamo sulla mente degli animali siano sbagliati e che, in fin dei conti, non siano così “primitivi” come tendiamo a immaginare.

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