Climeworks - Impianto depurazione dell'anidride carbonica

Climeworks ha realizzato un impianto capace di togliere l’anidride carbonica dall’aria e di immagazzinarla per essere venduta come un prodotto [@01]

Se si diffonderà secondo le promesse, probabilmente entrerà nella storia. Climeworks ha realizzato un impianto artificiale capace di catturare l’anidride carbonica (CO2), togliendola dall’aria e immagazzinandola. Dopo due o tre ore, quando i container saranno saturi, la pura anidride carbonica potrà essere rilasciata in una forma che può essere sotterrata o venduta commercialmente all’interno di altri prodotti.

Le aspettative sono enormi e l’azienda si è imposta l’obiettivo di ridurre dell’1% le emissioni carboniche a livello mondiale entro il 2025. A differenza di altri impianti prodotti in precedenza, e comunque efficienti, Climeworks ha il vantaggio che il prodotto non viene scartato ma rivenduto sul mercato, oltre a essere mille volte più rapido della fotonsintesi delle piante nell’assorbire l’anidride carbonica.

Funzionamento: una lotta al surriscaldamento globale

In breve, come si legge nel sito ufficiale, funziona così:
fase 1: l’aria entra nell’impianto. Un filtro fatto di granulati porosi modificati con ammine (composti organici contenenti azoto) cattura l’anidride carbonica, tenendola all’interno, e libera tutto il resto dell’aria (aria “pulita”).
fase 2: una volta che l’impianto è saturo di anidride carbonica, il filtro brucia a una temperatura di 100 °C per distruggere il legame che mantiene l’anidride carbonica unita al filtro. L’anidride carbonica concentrata finisce in un container, che può essere spostato e venduto.

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Civil Maps - Auto a guida autonoma

Grazie a una tecnologia di localizzazione 6D, le auto a guida autonoma saranno capaci di leggere i segnali stradali dietro agli ostacoli [@01]

Quanto saranno sicure le auto a guida autonoma? Ormai avrete visto ovunque articoli e video sulle auto che si guidano da sole, che promettono di essere più sicure di una “guida umana”. In generale, però, la diffidenza da parte dei cittadini resta molto alta.

Vi propongo un video realizzato dalla Ford, che mostra il livello ormai raggiunto per quanto riguarda il riconoscimento della segnaletica stradale e degli ostacoli. Come notate la tecnologia ha fatto un enorme passo avanti in termini di sicurezza, tanto da permettere all’auto di raggiungere i 70 km/h senza incontrare problemi grazie a una tecnologia di localizzazione «6D».
In pratica, un nuovo sistema di mappe più efficienti attraverso cui l’auto può leggere il percorso e i segnali nonostante gli ostacoli ad oscurarli.

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Tre ragazze ridono in compagnia

Una ricerca ha dimostrato che chi possiede un alto quoziente intellettivo, è più soddisfatto se possiede pochi amici da frequentare in modo saltuario [@1]

La vita sociale è importante, su questo non ci sono dubbi. Lo abbiamo nel DNA e sull’interazione sociale si è sempre fondata la civiltà dell’essere umano. Quindi possono sembrare strani i risultati della ricerca pubblicata sul British Journal of Psychology, secondo i quali i soggetti con un quoziente intellettivo più alto della media tendono a essere soddisfatti se frequentano soltanto amicizie occasionali. I ritrovi con grandi gruppi, dunque, sarebbero più un “obbligo” che un piacere.

La ricerca è stata effettuata su 15 mila giovani tra i 18 e i 28 anni, portata avanti da Satoshi Kanazawa (della London School of Economics) e da Norman Li (della Singapore Managemente University). I risultati parlano chiaro: a parità di quoziente intellettivo, si è più soddisfatti se la cerchia di amici è ristretta e se la si frequenta saltuariamente.

I motivi sono legati propri all’utilità di possedere un gruppo sociale stabile. I più intelligenti, infatti, sono abituati ad arrangiarsi e hanno meno bisogno di contare sul prossimo; non vedono quindi l’amicizia come un mezzo per raggiungere uno scopo. Trascorrono il tempo cercando di raggiungere gli obiettivi personali, che sia in campo lavorativo o nella vita di tutti i giorni, e non cercando di compiacere gli altri nel tentativo di ritagliarsi un posto nel gruppo.

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MS The World a Melbourne

La The World è il più grande yacht privato trasformato in un autentico condominio. Oltre a viaggiare per il mondo, offre i tipici servizi delle navi di lusso [@1]

Il The World è il più grande yacht privato trasformato in un autentico condominio. Il suo scopo è di trasportare i residenti in giro per il mondo, attraccare in vari porti e offrire ai condomini tutti i servizi che un appartamento terrestre potrebbe offrire.

Comprende ben 165 locali, di cui 106 appartamenti, che appartengono ai residenti della nave. La media degli occupanti è di 150-200 persone, compresi gli eventuali ospiti, mentre l’equipaggio può raggiungere i 280 individui.
Alcuni abitanti, naturalmente, approfittano dei frequenti attracchi per scendere a terra, ma al loro ritorno è qui che vivono e che trascorrono la notte: in uno degli appartamenti dello yacht.

MS The World a Mackay, Queensland

La The World in notturna a Mackay, Queensland [@2]

Trattandosi di una nave di lusso, all’interno si trovano tutte quelle aree che potremmo aspettarci: negozi, stanze da biliardo e simulatori di golf, centri fitness, campi da tennis, spa, e l’immancabile sezione per gli aperitivi serali dove socializzare.
Sei ristoranti permettono una vasta scelta per i pasti e nel tempo libero si può visitare il teatro, la libreria o ascoltare un po’ di musica; oppure connettersi a internet, accessibile ovunque.

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Paraplegico cammina di nuovo

Il team di Walk Again Project ha collegato degli elettrodi a un simulatore di camminata virtuale e hanno permesso ad alcuni paraplegici di tornare a camminare [1]

Un team di ricercatori del Walk Again Project («Progetto per Camminare di Nuovo») ha scoperto che è possibile insegnare al cervello dei paraplegici a camminare di nuovo.

La notizia è di agosto 2016. A San Paolo, in Brasile, i ricercatori hanno impiantato degli elettrodi in otto pazienti affetti da lesioni al midollo spinale e hanno scoperto che se li si spingeva a pensare di muovere le gambe, non veniva prodotto nessun segnale. In seguito hanno collegato gli elettrodi a un simulatore di camminata virtuale e si sono resi conto che è possibile addestrare il cervello a imparare di nuovo i movimenti.

Il risultato è andato oltre le aspettative. Tra i pazienti ce ne’erano alcuni paralizzati da oltre 10 anni e grazie ai robot e alla realtà virtuale sono riusciti di nuovo ad alzarsi in piedi e a muovere i passi. Il caso più stupefacente è quello di un (ex)paraplegico che adesso riesce addirittura a guidare in autonomia grazie a un sostegno.

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Brinicle - Dito della morte in Artide

Brinicle, chiamato anche «Dito della Morte», è un fenomeno naturale che porta al congelamento rapido delle acque e alla formazione di una stalattite sottomarina [1]

La BBC Earth ci propone questo suggestivo video sulle formazioni di ghiaccio più interessanti che avvengono in natura.
Al di là della bellezza che questo spettacolo ci offre, vorrei focalizzare l’attenzione sul secondo fenomeno, chiamato ufficialmente Brinicle ma ribattezzato ufficiosamente «Dito della morte».

Il nome bizzarro, un po’ tetro, è comprensibile guardando il filmato: tutto quello che tocca viene subito congelato, compresi gli animali di piccola taglia che si trovano impossibilitati a fuggire.

La Brinicle avviene nei mari artici e precisamente sui fondali, dove l’acqua più calda (poco sotto gli 0° C) si scontra con le acque fredde della superficie che raggiungono temperature sotto i -20° C. La conseguenza è la formazione di una specie di stalattite sottomarina, che arriva sul fondo come una cascata gelata e non lascia scampo.

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Exacto - Proiettile guidato della DARPA

Il proiettile guidato del progetto EXACTO (DARPA) è capace di colpire un bersaglio in movimento senza sbagliare [1]

Non è la prima volta che presento articoli dove la fantascienza sembra prendere vita. Nel 2016 in particolare ci sono state delle anticipazioni che promettono bene in campo dei trasporti, della tecnologia domestica e della medicina.
Come sappiamo bene, il primo campo dove le innovazioni tecnologiche sono testate è quello militare. Lo scopo è sempre quello, e cioè raggiungere in fretta il risultato con il minor numero di danni possibili.

Da questo punto di vista, il video qua sotto sembra aver raggiunto l’obiettivo: un proiettile guidato, funzionante, capace di colpire un bersaglio dalla lunga distanza e persino quando è in movimento. Senza mai fallire.

Il progetto è stato ideato dalla DARPA e si chiama EXACTO («Extreme Accuracy Tasked Ordnance»). Come si vede dal video, i test sono andati a buon fine sia quando a sparare era un esperto, sia quando il cecchino era un novizio. Grazie a un sistema di guida ottica che traccia il bersaglio in tempo reale, il proiettile compensa le deviazioni dovute al maltempo, al vento e a varie condizioni di impedimento.

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Megatsunami a Lituya Bay

Il megatsunami che si abbattè a Lituya Bay nel 1958 arrivò a un’altezza di 525 metri [1]

È il 9 luglio 1958, precisamente alle ore 22:15:58, e un violento terremoto di magnitudo 7,8 della scala Richter scuote l’Alaska.

Le conseguenze dell’evento sono terrificanti. Nei pressi della Lituya Bay si crea una frana di 30 milioni di metri cubi di roccia, che cade per diverse centinaia di metri e finisce nell’insenatura, in mezzo all’acqua. Il fragore dell’impatto viene sentito fino a una distanza di 80 km.
Immediatamente inizia ad alzarsi un’ondata di acqua gigantesca (un megatsunami), che si addentra sulla costa opposta e risale per un’altezza di 525 metri rispetto al livello della baia, distruggendo la vegetazione che incontra lungo la strada.

Lo schema del megatsunami a Lituya Bay

Lo schema del megatsunami a Lituya Bay. La forma della baia permise di raggiungere un’altezza di 525 metri [2]

I testimoni che hanno assistito al fatto – da lontano – hanno offerto dati preziosi ai ricercatori per studiare il fenomeno. Sembra che la cresta dell’onda più alta abbia raggiunto i 30 metri di altezza. Il terremoto che generò l’onda anomala fu il più potente avvenuto nell’arco di 50 anni nella regione, superato soltanto da un sisma verificatosi a Cape Yakataga il 4 settembre 1899 con un magnitudo di 8,2.

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BMW Motorrad VISION NEXT 100

Di progetti futuristici per le auto ne abbiamo visti un bel po’. Per quanto riguarda le moto, però, i design scarseggiano.
Motorrad VISION NEXT 100 è un prodotto innovativo ideato dalla BMW, pensato sia per avere un aspetto accativante e in linea con le tendenze future, sia per offrire confort e protezione al pilota.

Per quanto riguarda l’aspetto, le immagini dicono tutto: elegante, dalle linee morbide e nonostante tutto aggressivo.
Ma l’innovazione riguarda la sua stabilità: la moto sarà infatti dotata di un sistema di assistenza capace di bilanciare il mezzo in base alle condizioni della strada. Anche da ferma, la moto resterà in piedi. Il vantaggio è evidente, perché il pilota potrà fare a meno di caschi e tute imbottite, riuscendo così non soltanto a proteggersi dagli incidenti (che, ricordiamo, per le moto su strada sono numerosi) ma anche ad avvertire la sensazione del vento durante la corsa.

Il telaio triangolare nero Flexframe in fibra di carbonio è un unico pezzo che va dalla parte anteriore alla ruota posteriore, e ha il compito di proteggere dal maltempo e di deviare il vento perché dia meno fastidio. Ci sono da aggiungere altre due particolarità: la tuta termo-regolante, che adatta la temperatura interna, e il visore in realtà aumentata, che permette al pilota di dialogare direttamente con la moto con il semplice movimento degli occhi e di seguire i suggerimenti di traiettoria.

Di seguito trovate alcune immagini. Trovate i dettagli nel sito del produttore (in inglese).

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Il grafico dei dati statistici tra il 2014 e il 2016 sulla situazione lavorativa in Italia

Il grafico dei dati statistici tra il 2014 e il 2016 sulla situazione lavorativa in Italia

Nel 2014-2015 in Italia si è avuta quella riforma del lavoro chiamata «Jobs Act». Nell’articolo originale di #TrueNumber trovate tutti i dettagli e in fondo vi lascio il link per informarvi sul Jobs Act; per adesso ci basta sottolineare che il suo scopo era l’aumento delle assunzioni. È stato davvero così? Ha portato dei benefici al lavoro e all’economia? Per saperlo possiamo affidarci a dati statistici ben precisi – che quindi non hanno niente a che vedere con gli schieramenti politici.

I dati dell’INPS parlano chiaro, purtroppo: nel 2015 c’era stato un incremento visibile nelle assunzione, mentre nel 2016 si è avuto un crollo improvviso. Come cita l’articolo:

Il vero crollo (-33,4%) c’è stato per le assunzioni a tempo indeterminato: tra gennaio e giugno 2015 erano state 977.036, nello stesso periodo di quest’anno solo 650.637. E di queste, solo 374.916 sono full time, per il resto si tratta di contratti part time.

In pratica nel 2016 c’è stato un crollo di assunzioni del 10,5% rispetto all’anno precedente e addirittura del 33,4% per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato. Se interpretiamo questi valori, si capisce che oggi il lavoro sicuro senz’altro non esiste ma soprattutto che una volta licenziati è anche difficile trovarne un altro.

Decisamente un calo terribile. Le attenuanti che cercano di giustificare la validità del Jobs Act, spiegando che nel 2015 c’è stato comunque un boom di assunzioni, reggono poco: infatti dalla sua nascita il Jobs Act ha portato ad assumere poco più di 252 mila lavoratori grazie all’esonero di contributi promesso, un numero insufficiente per risanare la nostra situazione italiana. Senza contare che trattandosi di assunzioni per lo più precarie o part-time, è chiaro che abbiamo a che fare un “tappabuchi” temporaneo.

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