Lo schema dell’evoluzione umana che parte con lo scimpanzè è sbagliato

Schema dell'evoluzione dalla scimmia all'uomo (sbagliato)
Il famoso schema che mostra l’essere umano evolversi dalla scimmia secondo una linea ben precisa è sbagliato. In realtà, l’evoluzione agisce in modo più complesso [@01]

Il classico schema in cui l’essere umano evolve progressivamente a partire da uno scimmione che cammina sulle nocche, trasformandosi in ominidi sempre più glabri, è pura arte e non corrisponde alla realtà.

Nella realtà storica l’essere umano si è evoluto in parallelo con gli altri primati, tra cui lo scimpanzè, e in ogni caso la sua crescita è stata tutt’altro che lineare (come lo è stata per qualunque altra specie).

Approfondimento

L’evoluzione procede a tentativi, non esiste una linea unica

Schema realistico - Linea temporale dell'evoluzione dell'uomo
Uno schema più realistico, anche se semplificato, di come l’essere umano si sia evoluto a parte rispetto agli altri primati [@02]

Il diagramma della linea evolutiva dell’essere umano che circola in rete e che ha conquistato il favore del pubblico (al punto che sono nate innumerevoli parodie) è concettualmente sbagliato dal punto di vista scientifico. La sua origine risale al 1965, anno in cui Rudolph Franz Zallinger lo disegnò per il settimanale Time.

Proprio le parodie hanno contribuito a ingannare la convinzione del popolo, che spesso si ritrova a immaginare la natura come un processo lineare, in cui una specie segue un percorso ben preciso fino ad arrivare alla forma moderna che conosciamo. Ma l’evoluzione, come spiegava Darwin, è caotica e senza uno scopo preciso, non è mai lineare e si basa sempre su tentativi che portano soltanto i più adatti a sopravvivere, eliminando quasi sempre gli “esperimenti” non adatti.

L’essere umano non è il più evoluto tra le specie

Tra l’altro lo schema ha contribuito ad alimentare un’altra convinzione sbagliata, e cioè che l’essere umano sia all’apice dell’evoluzione. In realtà si tratta di una specie tra innumerevoli che hanno subito miglioramenti dalla natura fino ad arrivare a una (chiamiamola così) perfezione.

Ogni specie può quindi considerarsi la migliore nel suo ramo storico, che ha eliminato le precedenti imperfezioni; e visto che l’essere umano appartiene soltanto a uno dei rami dell’albero evolutivo, significa che non ha senso considerarlo «superiore» alle altre specie, benché dotato di capacità uniche. Esistono infatti delle specie animali (e vegetali) che possiedono caratteristiche uniche per poter sopravvivere. Se un giorno le sue capacità non fossero più adatte a garantirgli la sopravvivenza, l’Uomo soccomberebbe mentre le altre specie continuerebbero a evolversi.

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