Come superare il blocco dello scrittore

Blocco dello scrittore

Il blocco dello scrittore è una sindrome psicologica temporanea. Sapendo quali sono le cause e come gestirla, uscirne è piuttosto facile [@01]

Il contenuto del libro è solido, abbiamo le idee chiare e stiamo scrivendo una parola dopo l’altra. I capitoli già completati ci convincono e sappiamo bene quale sarà il prossimo passo da scrivere per finire la trama o l’argomento di cui stiamo parlando.

Prendiamo la penna o ci mettiamo davanti alla tastiera, scriviamo una frase… e poi vuoto totale. Le parole che mettiamo nero su bianco ci sembrano sbagliate, inadatte a quello che vogliamo effettivamente dire, persino infantili. Arrivano i dubbi che anche le parti già scritte siano da rivedere e che sia il caso di modificare il pezzo successivo.

Benvenuti nel peggiore incubo di chi ha scelto il mestiere dello scrivere: il blocco dello scrittore.

Sommario

È una questione di psicologia

Consigli per uscire dal blocco dello scrittore
1. Calmatevi e prendete tempo
2. Organizzatevi
3. Imparate ad andare oltre
4. Una buona idea è solo il punto di partenza
5. Come ritrovare la trama
6. Mai rinunciare, persevera

È una questione di psicologia

Prima o poi capita a tutti, perché il dubbio fa parte della natura umana, e questo non riguarda soltanto la scrittura. Dubitare di noi stessi ci permette di migliorarci, ci costringe a guardarci attorno per imparare e rinnovarci. Quando però la “perfezione” diventa un’ossessione, il blocco può essere frequente ed è quindi necessario imparare a gestirlo.

Se durante la stesura di un libro non vi è mai capitato di bloccarvi su almeno un pezzo potete ricadere in tre casistiche:
1. siete dei talenti come pochi nel campo della scrittura
2. vi siete preparati bene in anticipo
3. è probabile che abbiate scritto un’opera da rivedere, frettolosa e con parti poco curate.

A meno che non ricadiate nel primo punto (in questo caso c’è poco da dire), vi capiterà per forza di cambiare la vostra psicologia durante la lunga scrittura di un libro e quindi di provare delle incertezze. Quello che all’inizio vi sembrava buono potrebbe non piacervi più; oppure vi sembra ancora buono, ma non riuscite a metterlo giù come vorreste.

Il blocco dello scrittore è normale, colpisce anche gli autori più rodati. L’importante è non abbattersi e capire come uscirne.

Consigli per uscire dal blocco dello scrittore

1. Respirate, calmatevi e prendete tempo

Può sembrare una pratica da new age, ma la prima cosa da fare quando non usciamo dal blocco è di calmarci, magari prendendoci un tè o rilassandoci davanti alla tv. È il «metodo della fetta di torta»: mettete da parte quello che state facendo e dedicatevi completamente ad altro (per esempio mangiatevi una fetta di dolce). Alcuni di noi infatti cadono in una vera ansia da prestazione fino a sfiorare il panico, una condizione che porterà a peggiorare il nostro umore.

Una volta che ci siamo calmati, bisogna porsi delle domande sul nostro stato psicofisico: oggi siamo troppo stanchi per scrivere? Sarebbe meglio prendersi una pausa di un giorno? Staccare, riposare e cambiare abitudini porta la nostra mente a vedere il mondo sotto un punto di vista diverso. Provare per credere.

2. Organizzatevi, preparatevi

Ognuno ha il suo approccio con la scrittura, tuttavia se volete evitare il blocco il modo più efficace è di preparavi il più possibile prima di mettervi a scrivere: la trama generale, le tempistiche massime per ogni pezzo, appunti per possibili idee (da cui potete attingere in caso di “vuoto mentale”).

L’organizzazione non deve diventare un’ossessione, perché altrimenti sarà essa stessa la causa del blocco. Visto che la perfezione non esiste, quando pretendiamo di creare qualcosa di perfetto finiamo per forza per bloccarci. Quindi organizzarci va bene, ma tenendo presente che la struttura è solo una traccia e che può essere modificata.

Se state scrivendo un racconto provate a dare un’occhiata all’articolo dedicato agli errori da evitare e ai consigli su come scrivere una trama.

3. Imparate ad andare oltre

Spesso la nostra mente ci insinua dei dubbi sbagliati, perché dipende molto dal nostro umore e dal nostro carattere. Potremmo credere erroneamente di aver scritto un pezzo da buttare, quando in realtà è scorrevole da leggere. Oppure potremmo rileggere un passo che credevamo perfetto e renderci conto (senza un vero motivo) che è da riscrivere. C’è una scuola di pensiero che ritiene il blocco dello scrittore una «illusione» creata dalla nostra mente: quello che dobbiamo fare è prendere questa illusione e ridimensionarla, cioè darle sempre meno peso fino a farla scomparire.

Quando un pezzo ci risulta troppo difficile da scrivere, la cosa migliore è di stenderlo come viene e di revisionarlo in seguito quando avremo le idee più chiare. Stiamo parlando ovviamente di un testo da scrivere all’interno di un capitolo: questo approccio non può invece funzionare se siamo bloccati su cosa deve succedere in una trama, perché se un giorno dovessimo modificarlo potremmo dover cambiare a cascata anche il resto del capitolo (se vi siete organizzati come nel punto 2, questo problema vi capita raramente).

4. Una buona idea è solo il punto di partenza

Vi è venuta una buona idea su un capitolo da scrivere? Bene, non osate mettervi davanti al foglio per inserirla nel vostro testo. La prima cosa da fare quando vi viene un’idea che sembra ottima è di aspettare almeno un giorno per rivalutarla. La seconda cosa è di crearci attorno una “struttura”, di definirla meglio.

Un’idea al volo può essere davvero buona come si crede, ma in gran parte dei casi ci sembrerà meno allettante quando dovremo usarla. Fa sempre parte della natura umana: ideare, provare e fallire per migliorare, fino a quando avremo un successo.

5. La trama è nebulosa? Chiedete consiglio… o copiate

Quando il vostro problema è di non riuscire a trovare una trama o un argomento convincente da incastrare in mezzo al vostro “copione”, guardatevi attorno. Chiedere consiglio a chi conoscete o sui forum potrebbe essere una buona idea. Un altro metodo utile è cercare sul web o tra i libri una situazione simile alla vostra e da cui potete prendere spunto.

Se tutti i vostri sforzi non sono andati a buon fine, vi resta l’ultima spiaggia: ricalcare i passi di qualcuno. Non sto parlando di copiare di sana pianta l’opera di qualcuno (a parte la mancanza di soddisfazione personale e di moralità, rischiate di incorrere nel reato di plagio), ma di seguire la stessa idea anche se non vi convince appieno. Magari in futuro riuscirete a riadattarla meglio.

6. Mai mollare, persevera a passi

Infine, la regola d’oro: mai rinunciare. Scrivere un libro è un impegno non da poco che ci terrà compagnia per mesi, già lo sapevamo dal principio. In un tempo così lungo i problemi sono inevitabili e dobbiamo affrontarli di petto, senza abbatterci e senza rinunciare.

Finite sempre quello che iniziate, a meno che non ci siano motivi gravi a spingervi ad abbandonare. Superare gli intoppi dà soddisfazione e ci rende più sicuri, senza contare che quando ce li lasciamo alle spalle non ci sembreranno più così insormontabili.

Un trucco per restare davanti al foglio quando abbiamo poca voglia? Dite a voi stessi: «Adesso scrivo un altro paio di paragrafi e poi smetto». Il vostro cervello sarà più propenso a lavorare se lo ingannerete in questo modo. I due paragrafi diventeranno quattro, poi otto, poi magari un intero capitolo. Passo per passo, parola per parola.

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