Le maiuscole: quando usarle e quando evitarle

Mani, penna e libro bianco

L’uso delle maiuscole e delle minuscole non è così immediato e spesso le regole sono soltanto una guida da seguire. Il buon senso ci spinge a distinguerle soprattutto quando posso creare confusione [@01]

Secondo le regole della grammatica italiana, le maiuscole dovrebbero essere usate soltanto in due casi: con i nomi propri e dopo il punto.
Se state scrivendo un racconto potete concedervi qualche licenza in più, per esempio facendo uso di acronimi in maiuscolo per attirare l’attenzione o staccare dal testo; è una prassi frequente nei libri polizieschi, dove si citano spesso i reparti amministrativi.

Teniamo presente comunque che l’abuso delle maiuscole rende lo scritto faticoso e pesante da leggere, per cui devono essere usate con parsimonia. Soprattutto quando la vostra opera non è un racconto, ma un saggio o un testo di divulgazione, bisogna fare particolare attenzione.

Tutti i nomi di battesimo vanno, naturalmente, con la lettera iniziale maiuscola. Meno ovvio è capire come comportarci davanti agli altri sostantivi.

Sommario

Elementi sempre minuscoli o maiuscoli
Sigle e acronimi
Popoli e titoli letterari
Organizzazioni, enti e titoli onorifici
Geografia e monumenti
Argomenti tecnici o scientifici

Elementi da scrivere sempre in minuscolo o in maiuscolo

Ci sono alcuni elementi che vanno sempre scritti in minuscolo o con l’iniziale maiuscola, senza eccezioni. Riporto un elenco (che comunque non è esaustivo).

Termini sempre in minuscolo
– lingue: italiano, inglese, spagnolo.
– valute: euro, dollaro, lira.

Termini sempre in maiuscolo
– nomi di battesimo: Anna Bianchi, Mario Rossi.
– nomi zodiacali: Ariete, Leone, Pesci.

Sigle e acronimi

Per quanto riguarda le sigle di uso comune, ormai è normale scriverle tutte in minuscolo: laser, html, sms.

L’acronimo vero e proprio andrebbe scritto interamente in maiuscolo, come per esempio «NATO». Come dicevo, però, le maiuscole appesantiscono la lettura, per cui se avete troppi acronimi e sigle nella stessa pagina è il caso di evitarlo.

Di solito si preferisce lasciare soltanto la prima lettera in maiuscola, come «Nato», oppure usare un tipo di font (cioè famiglia di caratteri) diverso rispetto al testo. Quindi i seguenti esempi potrebbero andare bene a seconda di come vengono usati nell’opera:

Ho comprato una nuova stampante laser.
LASER è l’acronimo per “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation”.
Ho contattato l’Enel per un errore nella fattura.

Popoli e titoli delle opere letterarie

Per i popoli la questione è semplice: i nomi dei popoli antichi, cioè che non esistono più, vanno in maiuscolo. È anche un modo per distinguere casi di omonimia, come possono essere i greci (antichi o moderni che siano, si scrivono allo stesso modo). Quindi scriveremo:

Greci, Norreni, Romani
italiani, norvegesi, americani

Con i titoli delle opere letterarie invece va sempre scritta in maiuscolo la prima lettera di riferimento, che potrebbe essere anche l’articolo. Per esempio:

Persino a distanza di secoli La divina commedia continua a essere uno dei libri più letti.

Ma se l’articolo dovesse venire meno o diventare articolato, sarà comunque la prima parola successiva a iniziare con la maiuscola:

Ho letto un canto della Divina commedia, ma preferisco opere più moderne

Organizzazioni, enti e titoli onorifici

In linea di massima l’iniziale va maiuscola per indicare un soggetto specifico e va minuscola se parliamo invece di un soggetto generico. In realtà la regola non è così chiara e le eccezioni “personali” sono frequenti. L’importante è affidarsi al buon senso: se una parola ha un significato diverso quando scritta con l’iniziale maiuscola o minuscola, è bene distinguerle.

Negli esempi che seguono scriviamo «chiesa» con la minuscola perché ci riferiamo a una chiesa generica, mentre «Chiesa» con la maiuscola indica l’istituzione ecclesiastica:

Ieri sono stato alla chiesa di San Nicola.
La Chiesa ha promosso otto Crociate nella storia.
Lo Stato parteciperà agli incontri per fermare il riscaldamento globale.

I titoli di studio e onorifici di solito vanno con la minuscola, come «dottor Rossi» o «presidente Verdi». Ma se per qualche motivo vogliamo esaltare il suo titolo, magari perché è una persona illustre a cui si sta chiedendo di tenere una conferenza, si può scrivere con la maiuscola: «Egregio Dottor Rossi».

Geografia e monumenti

I nomi geografici unici sono da considerarsi come nomi propri, per cui anche il sostantivo che li accompagna e che è parte inseparabile del nome va in maiuscolo. Per esempio:

Ho visitato il Lago di Garda.
Il Monte Bianco offre uno scenario straordinario.
Il Palazzo Madama è uno dei simboli storici di Torino.

Invece vanno scritti con l’iniziale minuscola i riferimenti che possono anche non accompagnare il nome principale:

Ho fatto un giro sul lago Transimeno.
Il palazzo della Gran Guardia si trova vicino all’Arena di Verona.

Infine, i punti cardinali vanno scritti in minuscolo se indicano la direzione geografica. Vanno in maiuscolo soltanto per indicare una zona geografica precisa:

La mia casa si trova più a nord.
Il Nord Italia è industrialmente più sviluppato rispetto al Sud.

Nomi usati in ambito tecnico o scientifico

La maiuscola va usata anche per riferirci a un elemento che rientra nell’ambito dell’argomento tecnico di cui stiamo parlando.

Nel linguaggio comune scriveremo «sole e luna», ma se stiamo scrivendo un trattato scientifico o stiamo parlando di astronomia dobbiamo riportarli con la maiuscola: «Sole e Luna».

Per il nostro pianeta la questione è un po’ più controversa. La regola dovrebbe essere come la precedente (cioè usare «terra» nel linguaggio comune): a mio avviso però la possiamo considerare come un nome proprio e andrebbe con la maiuscola, «Terra», per distinguerla dal suolo normale (terreno). Comunque è più una filosofia che una regola specifica.

Fonti esterne


Parlare e scrivere senza errori, di Sabrina Carollo


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