Panda e Penguin – I due algoritmi di Google per posizionare meglio i siti

Dopo l’arrivo di Panda uscito il 12 agosto 2011, da aprile 2012 è stata la volta di un nuovo algoritmo di casa Google: Penguin.
Mentre Panda si occupa di “selezionare” i contenuti degli articoli e di scartare quelli con poco testo in favore dei più elaborati, Penguin si occupa delle parole chiave usate, utile mezzo per indicizzare i nostri articoli sui motori di ricerca. In entrambi i casi lo scopo è uno solo: eliminare lo spam e le copie di altri articoli per diminuire il più possibile il carico di informazioni “fantasma” (cioè senza contenuto originale).

Ci sono stati naturalmente dei problemi. All’uscita di Panda, alcuni siti o blog si sono visti ingiustamente scendere il numero di visitatori. Si tratta pur sempre di un algoritmo, di un codice, e pertanto non può essere perfetto. A ogni modo, non ci possiamo fare niente: il motore di ricerca è di Google ed è lui a stabilire come deve funzionare.
Quello che invece possiamo fare è dare un’occhiata ai due algoritmi e capire come comportarci per evitare di essere “degradati”.

Panda – algoritmo per i contenuti

Logo di Google Panda

Google Panda si occupa di penalizzare i contenuti poveri di un articolo o copiati dall’esterno (1)

Lo stesso Google, il 18 maggio 2011, ha rilasciato una serie di domande generali per capire se il vostro articolo è ben costruito. Non dà risposte, ma i quesiti ci permettono indirettamente di farci un’idea su dove è necessario migliorare.

Spulciando più in profondità, scopriamo che l’unica vera regola è «costruire un articolo dai contenuti unici, possibilmente ben descritti con più di qualche frase introduttiva». Se gli spider di Google (robot che setacciano i siti in cerca di contenuti) trovano anche un solo articolo chiaramente poco adatto, l’intero vostro sito potrebbe essere penalizzato.

Per capire se il vostro sito ha subito penalizzazioni a partire dal 12 agosto 2011 potete affidarvi a due strumenti: Google Webmaster e Google Analytics. Se avete un account Google, vi basta agganciare il sito a questi due strumenti.
Google Webmaster, alla sezione Query di ricerca, evidenzia quante volte gli utenti hanno visualizzato il sito passando per la ricerca web. Un calo improvviso al 12 agosto 2011 potrebbe indicare l’intervento di Panda.
La stessa cosa potete osservare guardando il traffico (sezione Sorgenti di traffico) in Google Analytics.

Questo genere di esame è possibile farlo soltanto se avete il sito agganciato a questi due strumenti prima del 12 agosto 2011. In caso contrario, non avrete uno storico su cui basarvi e non vi resta che seguire le regole base per comporre un buon articolo (valide non soltanto con l’introduzione di Panda). In linea generale:
– Non copiare pagine dall’esterno, ma prendere solo parte dei contenuti ed elaborarle. Meglio ancora se producete materiale solo vostro.
– Non usate il vostro sito come semplice aggregatore di link. Mettere dei contenuti è imperativo.
– Evitate di inserire troppa pubblicità.
– Se gran parte degli utenti abbandonano il vostro sito dopo aver visitato una sola pagina, Google potrebbe scegliere di valutarla poco. Cercate quindi un sistema per tenere “ancorati” gli utenti al vostro sito.
– Stessa cosa del punto precedente vale per gli utenti di ritorno. Se Google si accorge che gli utenti visitano il sito e non tornano in futuro, riterrà il vostro sito poco interessante.

Penguin – algoritmo per le keywords

Logo di Google Penguin

Il nuovo algoritmo Penguin penalizza i siti che fanno un uso scorretto e indiscriminato delle parole chiave (2)

A distanza di meno di un anno, fa la sua comparsa l’algoritmo Penguin, attivo dal 24 aprile 2012. Il suo scopo è ben diverso dal precedente aggiornamento: impedire il keyword stuffing, cioè l’uso sconsiderato delle parole chiave al fine di promuovere il proprio sito.
Nella pratica, chi usa questa tecnica inserisce parole chiavi che non hanno niente a che fare con l’argomento della pagina (in genere sono legate, naturalmente, a temi più ricercati come il porno o il gossip). Penguin si occupa di penalizzare questo tipo di siti.
Non solo. Se voi puntate con un link al sito penalizzato in questione, molto probabilmente anche il vostro sito sarà penalizzato.

Google, in questo modo, spinge ad avere più coscienza dei contenuti. Anche i nostri link dovranno essere studiati e valutati, e non dovranno puntare ad articoli casuali che avete “letto di sfuggita”. Meglio conoscere bene una fonte prima di linkarlo.

Ci saranno penalizzazioni ad altri blog e siti, in aggiunta a quelli degradati da Panda? Certamente. Però, in fin dei conti, con questo sistema potremo debellare buona parte dei siti che non offrono informazioni utili, ma falsate o che riciclano quelle di altri.

Fonti esterne

Un breve articolo su Penguin

Articolo completo riguardante Panda, su html.it

Copyright immagini

(1) http://www.musicsense.it/news913–SEO-Google-News-Test-Google-Panda-in-Italia-Europa-913.htm
(2) http://seomadhat.blogspot.it/2012/05/google-penguin-update-attenzione-alla.html

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  1. teutra

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