Batman – Il cavaliere oscuro: il ritorno – Recensione e impressioni

Catwoman, Batman e Bane in fila

Il terzo e ultimo capitolo della saga di Nolan mostra il crudo realismo di un Batman in difficoltà. Anche questa volta, nemici e alleati non sono facili da definire (1)

Nota: nella recensione troverete i miei commenti e qualche accenno alla trama, ma non spoiler diretti (cioè non verranno citati episodi specifici che possono rovinare la storia del film).

Per recensire un film come si deve, bisogna fare in modo di liberarsi dai pregiudizi e dalle idee da “fanboy”.
In questo caso specifico le domande sono: il terzo capitolo di Batman è all’altezza del supereroe che dovrebbe rappresentare? Se al suo posto ci fosse stato un qualsiasi personaggio sconosciuto, la trama sarebbe stata lo stesso avvicinente?
La mia risposta è: in parte. “Il cavaliere oscuro: il ritorno” (titolo originale: The dark knight rises) è senz’altro un buon film, ma non lo definirei un capolavoro alla “Nolan”.

Entriamo nei dettagli e vediamo i motivi.
Per chi si è perso i primi due film della trilogia (imperdibili), qui sotto trovate alcuni link diretti per recuperarli su Amazon e seguire quindi la trama del terzo, che si appoggia in buona parte su questi.

Il trailer

Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno: Full Trailer Italiano

La critica: personaggi poco fedeli al fumetto?

Bane e Batman a mezzobusto si affrontano

Il nemico di turno di Batman è Bane, che nel fumetto è riuscito a mettere in difficoltà il cavaliere oscuro finendo quasi per ucciderlo (2)

Sulla carta, il film ha ottenuto l’esito che tutti si aspettavano: flotte di fan si sono presentati ai cinema e i botteghini hanno fatto il pieno. Come gli altri due capitoli precedenti, è stato un successo che ha portato entusiasmi e critiche allo stesso modo da parte dei fan.

Non sempre le critiche sono oggettive.
Vogliamo ricordare il Joker impersonato nel secondo capitolo? Le proteste sono fioccate di brutto, perché per i fan più accaniti il nemico principale di Batman era troppo diverso dal fumetto.
In questo terzo film, l’oggetto della critica è il nemico di turno (Bane), che i fan reputano come un “tradimento” al Bane del fumetto.
I gusti non si discutono, ma prima di rivolgere un qualsiasi commento dobbiamo tenere conto di un aspetto non da poco, e cioè di come Nolan ha voluto rappresentare la storia. In breve, ha preso il fumetto e lo ha trasportato nel film in una chiave realistica. Lo ha fatto qui, come nei primi due capitoli.

Il personaggio di Batman nel fumetto è a dir poco surreale. Nonostante non abbia superpoteri, ha un’intelligenza fuori dal comune, riesce ad affrontare qualsiasi tipo di pericolo a testa alta e dispone di tecnologie non ancora presenti sul mercato (se volete sapere quanto costerebbe “diventare” Batman, leggetevi questo articolo che ho scritto poco tempo fa).
Nel film, invece, Batman è più umano. Più fallibile, con tecnologie più alla portata (anche se avanzate) e con nemici che, al suo pari, sono realistici. Detto questo, gran parte delle critiche su Bane si sciolgono.

Questo non significa che il terzo film di Nolan sia senza difetti. Anzi, pur restando una buona pellicola, dal mio punto di vista gli manca quel qualcosa di “attraente” che invece avevo trovato nei primi due capitoli.

L’anima del film: Batman o Bruce Wayne?

Bruce Wayne a braccia conserte davanti al costume di Batman

Il film è incentrato soprattutto sulla figura di Bruce Wayne, più che sul personaggio di Batman. L’uso della psicologia come mezzo è tipico di Nolan (3)

Analizziamo la trama e il suo protagonista: Batman. O dovremo forse dire Bruce Wayne? Questo terzo film, in effetti, sembra essere incentrato più sulla figura umana del miliardario che non sul supereroe. Senza entrare nel dettaglio, basta dire che in gran parte del film Bruce non ricopre le vesti di Batman (e su una pellicola di due ore e mezza non è roba da poco).
Sul realismo non c’è niente da dire: si tratta di un uomo che combatte tra il rimanere in disparte e il ritornare in azione. Ma come fan del supereroe l’aspettativa era ben altra.

Altra critica su Batman come personaggio è il suo modo di agire. Mentre nei fumetti e nei primi due capitoli era un “ninja” – appariva e scompariva tra le ombre, lasciando una sua vaga traccia e la paura di un ritorno – qui è sin troppo diretto. Va di forza bruta e non sfrutta le sue tipiche trappole e la sua intelligenza.

Come l’ho descritto sembrerebbe che la sua figura sia stata del tutto traviata. In realtà, nel complesso si nota chiaramente l’impronta dell’essere Batman – l’orma del “cavaliere oscuro” – ma secondo me si sarebbe potuto fare di meglio. Convince, ma non fino in fondo.

La trama iniziale è molto lenta. Fino a metà racconto, è tutta una preparazione, e nella seconda metà cresce più lentamente di quanto ci si aspetterebbe. Tutto questo viene, però, ricompensato dall’ultimo quarto del film, dove l’azione, il pathos e il coinvolgimento arrivano all’apice.

Ambientazione e gli altri personaggi

Catwoman sullo sfondo cittadino

Selina (alias Catwoman) è uno dei personaggi più in linea con il fumetto. Altri, come il nemico Bane, hanno fatto storcere il naso ai fan più accaniti (4)

 

Nolan ha senz’altro azzeccato l’atmosfera cupa che da sempre caratterizza la città di Gotham. Le musiche sono ben studiate e proposte solo nei punti adatti, la penombra si trova dove dovrebbe stare, e cioè al centro della scena quando la situazione si fa difficile e più in disparte durante la resa dei conti.

Una cosa che ho notato è un tocco “psicologico” sulle inquadrature, che ricorda vagamente le scene alla Inception. Tutto questo dà al film la giusta ambientazione di contrasto: decadenza/rinascita, luce/ombra, paura/forza interiore.

Per quanto riguarda i personaggi, c’è da fare una distinzione tra il modo di recitare e il nostro doppiaggio italiano. I protagonisti (e i personaggi semi-secondari) sono ottimi attori e rendono molto bene il personaggio in cui si calano. Purtroppo si nota qualche stonatura nelle voci, in particolare in quella di Bane che si dimostra un po’ troppo “tirata” e in quella di Lucius Fox, che non è più doppiato dal solito Renato Mori.

Per il resto gli attori non sono stati per niente male, a cominciare dal sempre magnifico Morgan Freeman (che comunque ha una parte abbastanza ridotta) e dall’ottimo Michael Caine, che nella parte del maggiordomo Alfred è a mio avviso il soggetto che suscita più coinvolgimento emotivo al pubblico.
Anche i nuovi entrati si dimostrano all’altezza:
– il poliziotto John Blake (Joseph Gordon-Levitt, già protagonista di Inception), che spicca sin da subito per la sua intelligenza.
– Selina Kyle (Anne Hathaway) rispecchia molto bene il personaggio del fumetto. Una “gatta” ladra sensuale, estremamente egoista, che sembra aver visto nel mondo più di quanto la sua grazia non lascia intendere.
– l’anziano poliziotto James Gordon (Gary Oldman), ottimo sia nella recitazione che nel doppiaggio.

Un commento a parte è da fare su Bane. Innanzitutto, è un po’ diverso dal fumetto: essendo in chiave realistica, non è un “concentrato” di muscoli, ma semplicemente un uomo più forte della media. Fin qui potrebbe starci. La maschera che porta, però, è un po’ fuori luogo, come lo è la storia che lo ha portato a indossarla (la conseguenza di un’epidemia e di un intervento medico mal riuscito). Nolan si è preso un bel po’ di licenze nel crearlo. Come detto, poi, il suo doppiaggio non è tra i migliori.

SCHEDA RIASSUNTIVA

Ambientazione:
Cupa, con inquadrature mirate ed effetti di luce ben studiati. Anche Gotham è resa piuttosto bene. Gli effetti speciali sono molto buoni. Epica la scena del combattimento cittadino sotto i fiocchi di neve. Unica pecca degna di nota è la maschera di Batman, che sembra un po’ troppo plasticosa e fuori misura.

Sonoro:
Assente in molti punti, cresce e dà la giusta atmosfera dove occorre. La musica non è mai fastidiosa. Forse avrebbe dovuto essere usata un po’ più di frequente.

Trama:
Lenta nella prima metà del film, cresce lentamente e raggiunge l’apice improvvisamente nell’ultimo quarto. Tutto sommato la trama non dispiace, ma da un film basato su un supereroe ci si aspettava maggiore influenza del protagonista. I colpi di scena non mancano. E’ da aggiungere qualche leggerezza nella trama, come il fatto che Blake scopra immediatamente l’identità di Batman e lo prenda come un dato di fatto, oppure il fatto che Bruce ricopra il viaggio India-Gotham in pochissimo tempo e senza denaro a disposizione.

Cast:
buono nel complesso. Un’ottima Catwoman, un Batman buono anche se non eccezionale. I personaggi secondari fanno la loro bella figura. Qualche punta di dolore per il personaggio di Bane e su qualche comparsa poco espressiva.

Valutazione complessiva: 7/10

Copyright immagini

(1) http://shorester.wordpress.com/2012/08/09/movie-review-the-dark-knight-rises/
(2) http://www.breitbart.com/Big-Hollywood/2012/07/18/dark-knight-rises-review-batman-bain-ows
(3) http://theshootening.com/2012/04/14/news-the-dark-knight-rises-ew-scans-and-high-res-pics/
(4) http://screenrant.com/dark-knight-rises-imax-tv-spot-hi-res-images-synopsis-sandy-185167/catwoman-dark-knight-rises-3/

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  1. Matteo

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