Referendum costituzionale 2016: cos’è in parole chiare, come funziona, pro e contro

Referendum 2016 - Change and hope

Il referendum costituzionale del 2016 ha l’obiettivo principale di depotenziare il Senato, ridurre i costi politici e velocizzare l’emanazione delle leggi [01]

Nell’autunno 2016 gli italiani dovranno partecipare a un tipo di referendum che avviene piuttosto raramente: il referendum costituzionale.
Iniziamo con lo spiegare che cosa sia in generale un «referendum costituzionale». In seguito entreremo nei dettagli su questo specifico referendum.

Infine analizzeremo i pro e i contro del SI e del NO. Ho cercato di dare una valutazione obiettiva e razionale, e mi auguro che non venga interpretata come una presa di posizione politica. Il mio scopo è solo di far ragionare per una scelta ponderata e, anzi, sarò lieto di aggiungere alla lista i vostri punti pro e contro che non sono stati considerati.

A fondo pagina trovate dei link per approfondire.

Data della votazione: 4 dicembre 2016

Risultati del referendum: NO [non si applica nessuna modifica alla Costituzione]

Il referendum costituzionale: se non si vota, non si fa numero

Referendum 2016 - Schede votazione

Per il referendum costituzionale non esiste un quorum: soltanto chi vota fa numero [02]

Questa tipologia di referendum è descritto dall’articolo 138 della Costituzione e prevede che le Camere del Parlamento possano chiedere al popolo di confermare o rifiutare una loro revisione a una legge della Costituzione stessa.

Una cosa importante da ricordare è che il referendum sarà valido indipendentemente dal numero di votanti: non è necessario raggiungere un quorum, cioè un numero di votanti minimo. Anche se ci andasse una sola persona, il referendum sarebbe valido.
Per cui, a differenza di molte altre votazioni, l’astensionismo non va a incidere sul risultato e non viene contato come un «lasciare le cose come stanno» (cosa senz’altro gradita per un tema importante come la modifica della Costituzione, visto che l’astensionismo in Italia è alle stelle e in continua crescita).

Scendendo un attimo nel tecnico, i passi da seguire per arrivare al referendum costituzionale sono dettati dalla legge 25 maggio 1970, n. 352.
La Costituzione è l’asse portante della nostra Repubblica, per cui è normale che il procedimento per arrivare al referendum sia complicato (e lungo). Infatti servono due votazioni da parte delle Camere e la seconda volta quest’ultime devono raggiungere la maggioranza assoluta, cioè il 50% + 1.
La richiesta di referendum può essere presentata da un quinto dei componenti di una Camera, da 500 mila elettori oppure da 5 Consigli regionali.

È da aggiungere che se ogni Camera riesce a raggiungere l’accordo di 2/3 dei membri il referendum non può essere richiesto: per cui nel caso del referendum 2016 questo accordo non è stato raggiunto.
In Italia si sono avuti soltanto altri due referendum costituzionali, nel 2001 e nel 2006.

Il referendum costituzionale 2016 – Panoramica

Referendum 2016 - Costituzione

In Italia si sono avuti soltanto altri due referendum costituzionali in passato, nel 2001 e nel 2006 [03]

Lo scopo del referendum costituzionale del 2016 è di rompere quell’equilibrio che esiste tra la Camera dei Deputati e quella dei Senatori. Per la precisione, l’obiettivo è di ridurre i costi politici e di velocizzare l’emanazione delle leggi, che in Italia sono sempre estremamente lente nella pubblicazione.

Il testo preciso del referendum che i votanti si troveranno davanti è questo:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizione per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero di parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

È meno complicato dei testi che siamo abituati a trovarci davanti. Tra poco vedremo di cosa si tratta nello specifico, ma riassumendo:
– con un SI si accettano tutte le modifiche alla Costituzione
– con un NO la Costituzione rimane così com’è

Il referendum costituzionale 2016 – I punti essenziali

Referendum 2016 - Palazzo Madama

Palazzo Madama, a Roma, sede del Senato della Repubblica [04]

Ecco cosa succederà nel dettaglio se i SI avranno successo, ovvero se le modifiche alla Costituzione saranno applicate. I punti sono molteplici:

Il numero di senatori sarà ridotto a 100 (attualmente sono invece 315).

– I senatori saranno eletti durante le elezioni regionali, tra i candidati consiglieri. Il nome cambierà infatti in «Senato delle regioni» e i membri rappresenteranno di fatto le regioni.

– Scomparirà la figura del senatore a vita (a eccezione di quelli attuali, che rimarranno in carica).

– La fiducia al governo sarà data soltanto dalla Camera. Attualmente invece deve essere data da entrambe le camere.

Il Senato potrà presentare solo emendamenti che sono di sua diretta competenza: quindi non potrà intervenire sulle leggi ordinarie e di bilancio. Attualmente invece sono entrambe le camere a dover approvare le leggi ordinarie e costituzionali. La funzione dei nuovi senatori sarà di fungere da comunicazione tra lo Stato, le regioni e i comuni.

– I senatori riceveranno solo lo stipendio di amministratori: non saranno più pagati dal Senato.

– I poteri della Corte Costituzionale aumenteranno: se le viene richiesto potrà dare un giudizio sulle leggi che riguardano le elezioni di Camera e Senato.

Il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) sarà abolito. Il suo scopo attuale è di fornire consigli sulle leggi riguardanti il lavoro e l’economia.

– Nel caso in cui si raccolgano almeno 800 mila firme, il referendum abrogativo sarà valido anche con un quorum pari al 50%+1 di chi ha votato nelle ultime elezioni politiche. Attualmente invece è richiesto un quorum di 50%+1 degli aventi diritto al voto (cosa che rimarrà valida se non si raggiungono le 800 mila firme).

– Per proporre una legge, il popolo dovrà recuperare 150 mila. Attualmente ne servono solo 50 mila.

– Il Presidente della Repubblica sarà eletto solo dalle camere (attualmente invece partecipano i delegati delle regioni) e cambierà la modalità di scrutinio.

Molte competenze che attualmente sono delle regioni ritornano a essere gestite dallo Stato. Si citano le gestioni di trasporti, porti e aeroporti, sicurezza sul lavoro, uso e gestione dell’energia.

Gli argomenti a favore per il SI

Se il SI dovesse vincere, la cosa immediata che possiamo osservare è la netta diminuzione dei costi. Infatti il calo del numero di senatori (ridotto a un terzo) porta indubbiamente a un minore pagamento di stipendi; a questo c’è da aggiungere l’abolizione del CNEL.

Inoltre, la riduzione delle competenze del Senato farà meno ostruzionismo alle leggi presentate dalla Camera: in altre parole, l’iter per approvare o bocciare una legge sarà molto più veloce.

Dal punto di vista economico e burocratico, quindi, il SI è senz’altro la scelta razionalmente e oggettivamente più valida. L’opposizione naturalmente nega questo fatto, ma è indubbio che ci sarà una riduzione sensibile delle spese, visto che una delle uscite più gravose del governo italiano è proprio lo stipendio dei senatori e parlamentari; come è indubbio che snellire l’approvazione delle leggi è essenziale, data la lentezza del sistema politico.

Tuttavia ci sono altri punti di vista da valutare, che potrebbero far pendere la bilancia verso il NO.

Gli argomenti a favore per il NO

Gli argomenti che spingono verso il NO sono di carattere un po’ più filosofico. La questione verte soprattutto sul fatto che non è possibile scegliere quali tra i punti accettare o rifiutare: o si accetta tutte le modifiche, o si rifiutano tutte.

C’è poi il fattore politico, immancabile. Matteo Renzi, promotore del referendum, ha dichiarato che si dimetterà dal ruolo di premier nel caso in cui i NO dovessero vincere: quale migliore occasione per i suoi oppositori di dimetterlo? (Sempre se poi, effettivamente, confermerà la sua promessa di dimettersi).
Guardandola da un altro punto di vista, accettare questa «sua» riforma è un modo per legittimare davanti al popolo la sua posizione di premier.

Infine, il Senato viene depotenziato e la Camera acquisisce un potere decisionale “superiore”. Chiaramente, è un elemento che a non tutti può stare bene e che potrebbe minare l’equilibrio democratico esistente.

Fonti esterne

Il testo dell’art. 138 della Costituzione

Il referendum costituzionale descritto su Wikipedia

Copyright immagini

[01] http://www.bayoubusinessdistrict.com/upcoming-city-of-port-richey-council-elections/
[02] http://www.toctocfirenze.it/fare-lo-scrutatore-come-si-fa/
[03] http://www.culturaeculture.it/blog/costituzione-tradita/
[04] http://www.touringclub.it/concorso-fotografico-cieli-ditalia/palazzo-madama-torino

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