{"id":3584,"date":"2013-07-28T06:30:54","date_gmt":"2013-07-28T05:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/?p=3584"},"modified":"2022-12-27T12:07:30","modified_gmt":"2022-12-27T11:07:30","slug":"il-samurai-storia-potere-e-cultura-esiste-ancora-il-loro-senso-dellonore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/3584\/il-samurai-storia-potere-e-cultura-esiste-ancora-il-loro-senso-dellonore\/","title":{"rendered":"Il Samurai: storia, potere e cultura &#8211; Esiste ancora il suo senso dell\u2019onore?"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi erano i samurai?<\/h2>\n\n\n\n<p>Abili guerrieri, uomini votati al rispetto di un codice. Lavoratori instancabili e <strong>perfezionisti in ogni loro azione<\/strong>. Spadaccini insuperabili, tanto da entrare nelle leggende popolari. \u00c8 cos\u00ec che la storia ce li tramanda e non si pu\u00f2 che confermare. Ma come sempre bisogna distinguere tra mito e verit\u00e0, soprattutto in base al periodo storico, perch\u00e9 i samurai non sono stati sempre gli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo tratto <strong>nei dettagli la figura del samurai<\/strong> (quand\u2019era al suo apice): parto dalla storia e passo poi a parlare dell\u2019ideologia, della cultura e del senso dell\u2019onore che li distingueva in battaglia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ascesa al potere dei samurai<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Da guerrieri a nobili<\/h3>\n\n\n\n<p>I samurai sono figure abbastanza giovani, considerando che sono nate alla fine del 900 d.C. come guerrieri al servizio di un signore. Erano scelti tra <strong>chi si era distinto in battaglia<\/strong>, uccidendo il maggior numero di barbari (gli <em>ainu<\/em>, indigeni del Giappone feudale). Il loro ruolo era, quindi, di servitori di poco conto. Il cambiamento si ebbe nel XII secolo: l\u2019imperatore perse di importanza diventando pi\u00f9 che altro un simbolo e al suo posto iniziarono a governare i <em>daimyo<\/em>, i feudatari locali, che si portavano con loro i samurai.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci volle molto perch\u00e9 <strong>i samurai acquisissero potere<\/strong>. Legati al loro <em>daimyo<\/em>, a cui dovevano assoluta obbedienza, la loro scalata sociale li port\u00f2 a diventare una vera e propria casta. Il samurai era visto e rispettato alla stregua di un nobile e durante la peggiori guerre, quando servivano combattenti, si aveva la possibilit\u00e0 di battagliare per il proprio <em>daimyo<\/em> in cambio del titolo di &#8220;samurai&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto entra in gioco Hideyoshi Toyotomi, ex contadino diventato un comandante samurai e poi <em>daimyo<\/em>. Era destinato a stravolgere il concetto di &#8220;samurai&#8221;. Fu lui a decidere senza mezzi termini di rendere quella dei samurai una casta chiusa. <strong>Non si acquistava il titolo di samurai: lo si ereditava<\/strong>. Erano diventati di fatto una casta nobiliare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Privilegi<\/h3>\n\n\n\n<p>Siamo tra il 1587 e il 1591. Hideyoshi emise le pi\u00f9 ferree ordinanze del Giappone feudale, conosciute come \u00abgrande caccia alle spade\u00bb e \u00abeditto di separazione\u00bb. In pratica, il samurai diventava un titolo ereditario ed era l\u2019unico a poter aggirarsi in pubblico con le armi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo: <strong>i samurai avevano il diritto di uccidere<\/strong> chi gli mancasse di rispetto, se il calunniatore era di casta inferiore &#8211; un diritto che naturalmente provoc\u00f2 pi\u00f9 di un abuso. Era il <em>kirisute gomen<\/em>, cio\u00e8 l\u2019\u00abautorizzazione a tagliare e abbandonare\u00bb. Aveva inoltre diversi privilegi, come la possibilit\u00e0 di scegliersi un cognome per distinguersi dagli altri (usanza che ancora non esisteva in Giappone).<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La pace e la restaurazione Meiji<\/h3>\n\n\n\n<p>Durante il periodo Edo (1600-1868), il Giappone conobbe una lunga pace. I samurai avevano raggiunto l\u2019apice del potere, ma non trovandosi un campo di battaglia furono costretti a cambiare il loro ruolo: <strong>non erano pi\u00f9 guerrieri, bens\u00ec interpreti di duelli teatrali, burocrati e studiosi di arti<\/strong> (poesia, musica e scrittura, che in Giappone avevano molta importanza). Vedete delle somiglianze con i nobili europei? In effetti, non c\u2019erano grandi differenze.<\/p>\n\n\n\n<p>La casta dei samurai dur\u00f2 fino alla fine del 1800. La colpa della loro fine fu dell\u2019imperatore Meiji, che cerc\u00f2 di occidentalizzare il Giappone in tutti i modi. Con due nuovi editti <strong>obblig\u00f2 il taglio del codino dei samurai<\/strong> e proib\u00ec loro il diritto di portare le armi in pubblico. Un\u2019umiliazione senza precedenti, che segn\u00f2 il termine di una figura secolare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bushido &#8211; Onore e fedelt\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 parlare di samurai senza tirare in campo i concetti di &#8220;onore&#8221; e di &#8220;fedelt\u00e0&#8221;. <strong>La fedelt\u00e0 veniva sopra ogni cosa<\/strong> ed era profondamente legata al senso dell\u2019onore. Un samurai non avrebbe mai abbandonato il suo posto in battaglia, non avrebbe mai tradito il suo <em>daimyo<\/em> e non avrebbe mai disonorato la sua famiglia e il clan.<\/p>\n\n\n\n<p>Se questo succedeva, era scacciato e diventava un &#8220;samurai randagio&#8221;, <strong>un guerriero vagabondo e mercenario al soldo: un <em>ronin<\/em><\/strong>. La figura romantica del samurai, promossa dai cinema, riguarda in genere i <em>ronin<\/em>, ma nella realt\u00e0 un samurai senza un padrone perdeva ogni privilegio e spesso ogni considerazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Capire quanto l\u2019onore contasse nella vita di un samurai \u00e8 difficile per noi occidentali: la nostra fedelt\u00e0 si ferma a un contratto temporaneo e muore con quello. Per gli antichi giapponesi durava tutta una vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il codice di leggi che il samurai faceva proprio si chiamava <strong><em>bushido<\/em>. Era un insieme di regole da seguire<\/strong> per la buona condotta non soltanto in battaglia, ma anche nella vita. Qualche tempo fa ho scritto un <a title=\"Il Bushido \u2013 Il codice d\u2019onore e di comportamento per i samurai (e per gli uomini di oggi)\" href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/2285\/il-bushido-il-codice-di-onore-e-di-comportamento-per-i-samurai-e-per-gli-uomini-di-oggi\/\">approfondimento sul bushido<\/a>: all\u2019interno trovate anche l\u2019elenco dei precetti che si ricavano dal suo codice.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Seppuku: il suicidio rituale per disonore<\/h2>\n\n\n\n<p>Il disonore di un samurai culminava con un gesto che noi occidentali condanniamo: <strong>il suicidio rituale<\/strong>. Se il proprio signore cadeva, se la propria casata finiva in rovina o se si veniva sconfitti in battaglia, il guerriero poteva decidere di fare <em>seppuku<\/em> (o <em>harakiri<\/em>, il cui significato letterale \u00e8 &#8220;aprirsi il ventre&#8221;) e di riguadagnare cos\u00ec l\u2019onore perso.<\/p>\n\n\n\n<p>Come avveniva il <em>seppuku<\/em>? Il samurai si metteva in ginocchio. Poi, con un movimento rapido, <strong>si conficcava la spada nel ventre<\/strong> e procedeva con un segno a &#8220;elle&#8221;, da sinistra a destra e quindi verso l\u2019alto. A volte c\u2019era un <em>kaishakunin<\/em> ad assisterlo, un &#8220;padrino&#8221; incaricato di tagliargli subito dopo la testa con una katana, la <a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/2088\/la-katana-larma-dei-samurai-storia-forgiatura-e-caratteristiche\/\" title=\"La katana, l\u2019arma dei samurai \u2013 Storia, forgiatura e caratteristiche\">spada giapponese per eccellenza<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 questa sofferenza al ventre? Non sarebbe stato pi\u00f9 semplice, per esempio, tagliarsi la gola? Il fatto \u00e8 che l\u2019addome era visto come <strong>il luogo in cui l&#8217;anima e i sentimenti si incontravano<\/strong>. Ma nel caso di una donna, spesso il rituale avveniva sgozzandosi con il <em>tanto<\/em>, il coltello.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 il suicidio violento?<\/h3>\n\n\n\n<p>Per noi occidentali ogni forma di suicidio \u00e8 da condannare. Questo metodo violento di suicidio, poi, ci sembra orribile e immotivato. Non riusciamo a capire cosa ci sia di onorevole nell\u2019uccidersi con una spada.<\/p>\n\n\n\n<p>Spendo qualche parola pi\u00f9 su questo concetto importante, perch\u00e9 non \u00e8 facile da capire. Innanzitutto, dobbiamo andare oltre l\u2019idea della morte. Il samurai viveva continuamente con il pensiero che <strong>ogni istante poteva essere l\u2019ultimo<\/strong> e che quindi bisognava viverlo nel modo pi\u00f9 perfetto possibile. Questo lo si vede dai gesti precisi e metodici dei giapponesi.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, dobbiamo considerare che per i giapponesi l\u2019apparenza vale pi\u00f9 di qualsiasi parola. La perfezione e la rettitudine di un uomo lo si vede dalle sue azioni. Al tempo dei samurai, morire con disonore significava gettare al vento la propria vita senza possibilit\u00e0 di ritorno: ecco perch\u00e9 <strong>si ricercava la morte in battaglia<\/strong> (dove si mostrava il proprio valore) e si conduceva un\u2019esistenza il pi\u00f9 vicino possibile alla perfezione. Il samurai si paragonava a un fiore di ciliegio (in giapponese <em>sakura<\/em>): al primo soffio di vento cade, ma mantiene la sua perfezione; allo stesso modo il guerriero doveva vivere nella perfezione, nell\u2019idea che ogni istante potrebbe essere l\u2019ultimo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;ossessiva cerca della morte<\/h3>\n\n\n\n<p>Un altro concetto che per noi \u00e8 poco comprensibile \u00e8 la fissazione di \u00abcercare la morte\u00bb. La morte doveva essere ricercata, non temuta. Se un samurai era disonorato (perch\u00e9 il suo signore era caduto in disgrazia o perch\u00e9 aveva compiuto delle azioni immeritevoli) poteva riscattarsi dandosi la morte. Ma anche <strong>il suicidio doveva essere &#8220;controllato&#8221;<\/strong> (l\u2019autocontrollo era uno dei precetti del suo codice d\u2019onore): ecco quindi che ci si doveva mettere in ginocchio, in modo da cadere in avanti e non indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il ruolo del <em>kaishakunin<\/em> era importante, per impedire che dopo essersi trafitto il guerriero fosse preso dai naturali spasmi della morte. Essere scelto come <em>kaishakunin<\/em>, paradossalmente, era un onore, e infatti si trattava spesso di un amico o di un parente della vittima.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019episodio pi\u00f9 emblematico del <em>seppuku<\/em> lo riporta la storia, nel lontano 1582. Allora le truppe di Uesugi Kagekatsu si battevano contro l\u2019esercito di Oda Nobunaga ed erano in una situazione critica: Oda stava assediando il loro castello e non sembravano esserci speranze. La resa non era contemplata. Pur di non cadere preda del disonore (essere catturati e poi cadere in disgrazia), tutti i guerrieri nel castello <strong>decisero di compiere un <em>harakiri<\/em> di massa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui notiamo anche l\u2019importanza di tramandare il proprio nome, di far sapere alla gente che ci si \u00e8 battuti con onore: ognuno dei suicidi scrisse il proprio nome su una tavoletta di legno e la legarono a un orecchio tramite un foro fatto da loro stessi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Essere samurai in tempi moderni<\/h2>\n\n\n\n<p>Il samurai \u00e8 una figura ormai scomparsa? Forse no, soprattutto se lo guardiamo dal punto di vista ideologico. I giapponesi hanno da sempre un senso del dovere estremamente spiccato, una meticolosit\u00e0 che manca negli Stati occidentali. Certo, l\u2019apertura al mondo ha smorzato tutto questo. Ma non l\u2019ha ucciso.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo dimostrano i fatti della storia recente: come <strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Yukio_Mishima\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"Yukio Mishima - biografia su Wikipedia\">Yukio Mishima<\/a>, che il 25 novembre 1970 fece <em>seppuku<\/em><\/strong> davanti alle telecamere per far rivivere gli antichi valori giapponesi. Le sue ultime parole prima del gesto furono: \u00abDobbiamo morire per restituire al Giappone il suo vero volto\u00bb. Se per noi sono comportamenti incomprensibili o sbagliati, per i giapponesi si tratta anche di senso del dovere e di amor di patria (Mishima non era un uomo anonimo e spinto dalla disperazione; le sue opere, tra l&#8217;altro, erano conosciute a livello internazionale).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Valori corrotti<\/h3>\n\n\n\n<p>Il concetto di &#8220;fedelt\u00e0&#8221; e di &#8220;onore&#8221; sono <strong>per\u00f2 stati traviati dal suo significato originario<\/strong>. Ne sono un chiaro esempio i <em>kamikaze<\/em>, piloti che nella Grande Guerra erano disposti a gettarsi contro le navi e a immolarsi per il loro Paese. Qui non si tratta pi\u00f9 di suicidio rituale per ripristinare l\u2019onore, ma di suicidio per arrecare danni &#8211; un po\u2019 come gli immolati talebani, anch&#8217;essi una versione distorta dei veri islamici. Oppure il troppo lavoro dei dipendenti giapponesi, che in diversi casi porta al suicidio per eccessivo stress &#8211; un fatto visto, tra l\u2019altro, con un occhio di ammirazione da parte dei coetanei.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il codice del samurai non si ferma al Giappone. Il <em>Libro dei cinque anelli<\/em> di Musashi Miyamoto, leggendaria figura samurai, \u00e8 usato a tutt\u2019ora come un codice da seguire per quegli imprenditori che vogliono creare un\u2019azienda solida e duratura. \u00c8 un libro di vita e di ideologia, che insegna a trovare il primo <em>do<\/em> (la propria &#8220;via&#8221;).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il senso dell\u2019onore \u00e8 scomparso?<\/strong> Io credo di no. Servono soltanto uomini che lo riportino alla luce. Pu\u00f2 essere chiunque di noi a farlo: bastano le giuste motivazioni e la forza di volont\u00e0. Voi vi sentite samurai, avete un vostro <em>bushido<\/em> da seguire? In tal caso, forse un pizzico di onore \u00e8 rimasto.<\/p>\n\n\n<div class=\"sources-title\">Fonti principali<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\">Roberto Granati, \u00abStoria dei samurai e del bujutsu\u00bb<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\">\u00abFocus Storia\u00bb n. 64<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\">Yamamoto Tsunetomo, \u00abHagakure\u00bb<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\"><a href=\"http:\/\/www.jappone.com\/approfondimenti\/bushido.html\" title=\"Un approfondimento sulla cultura del guerriero giapponese\" alt=\"Un approfondimento sulla cultura del guerriero giapponese\" target=\"_blank\">Un approfondimento sulla cultura del guerriero giapponese<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I samurai erano abili guerrieri, uomini votati al rispetto di un codice, lavoratori instancabili e cos\u00ec tanto perfezionisti da entrare nelle leggende popolari.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[133],"tags":[91,176,175,242,66],"class_list":["post-3584","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-storia-2","tag-culture","tag-giappone","tag-samurai","tag-special-giappone","tag-storia","cat-133-id"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3584"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3584"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3584\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8961,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3584\/revisions\/8961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}