{"id":3731,"date":"2013-10-06T06:30:35","date_gmt":"2013-10-06T05:30:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/?p=3731"},"modified":"2022-12-22T12:23:55","modified_gmt":"2022-12-22T11:23:55","slug":"i-koan-indovinelli-privi-di-una-soluzione-sensata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/3731\/i-koan-indovinelli-privi-di-una-soluzione-sensata\/","title":{"rendered":"I koan &#8211; indovinelli privi di una soluzione sensata"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos&#8217;\u00e8 il K\u014dan?<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Un filosofo giunse un giorno da un maestro zen e gli disse: \u00abSono venuto a conoscere lo Zen, a capire quali sono i suoi principi e i suoi scopi\u00bb.<br>\u00abPosso offrirti una tazza di t\u00e8?\u00bb gli domand\u00f2 il maestro. E inizi\u00f2 a versare il t\u00e8 da una teiera.<br>Quando la tazza fu colma, il maestro continu\u00f2 a versare il liquido, che trabocc\u00f2.<br>\u00abMa cosa fai?\u00bb sbott\u00f2 il filosofo. \u00abNon vedi che la tazza \u00e8 piena?\u00bb.<br>\u00abCome questa tazza\u00bb disse il maestro \u00abanche la tua mente \u00e8 troppo piena di opinioni perch\u00e9 le si possa versare dentro qualcos&#8217;altro. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non svuoti la tua tazza?\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nella cultura orientale la meditazione riveste un ruolo chiave. Diverse parole entrate a far parte del vocabolario occidentale sono legate alla filosofia, al pensiero e all&#8217;introspezione. Tra queste troviamo il <strong><em>K\u014dan<\/em>, una forma particolare di \u00abaiuto per la meditazione\u00bb<\/strong> che \u00e8 nata all\u2019interno del Buddhismo e che, al giorno d&#8217;oggi, viene usata anche per motivi terapeutici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella pratica, il <em>K\u014dan<\/em> \u00e8 un&#8217;affermazione, un indovinello o un racconto che ha lo scopo di rivelare un aspetto della vita poco conosciuto o di mettere chi lo ascolta nella condizioni di riflettere sulla propria consapevolezza. Detto in altri termini, \u00e8 spesso un\u2019<strong>affermazione che racchiude un paradosso<\/strong>, che cio\u00e8 non ha una soluzione sensata e che pertanto porta l\u2019ascoltatore a riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono <em>K\u014dan<\/em> affermazioni come le seguenti:<br>\u00ab Chi sono io? \u00bb<br>\u00ab Che suono ha il silenzio? \u00bb<br>\u00ab Qual \u00e8 il significato della vita? \u00bb<br>\u00ab Come \u00e8 nato Dio? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Scuole dedicate<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019esempio pi\u00f9 famoso, anche se non di facile interpretazione, \u00e8 il <em>K\u014dan<\/em> pronunciato dal maestro Zh\u00e0ozh\u014du C\u00f3ngsh\u011bn a un suo discepolo. L&#8217;aneddoto afferma che un monaco pose questa domanda: \u00abUn cane possiede la natura di Buddha?\u00bb.<br>Il maestro rispose semplicemente: \u00ab<em>W\u00fa<\/em>!\u00bb.<br>Il carattere con cui si scrive <em>W\u00fa<\/em> (in lingua giapponese <em>Mu<\/em>), che letteralmente significherebbe &#8220;no&#8221;, \u00e8 in realt\u00e0 composto da un carattere che si riferisce a un \u201cfuoco\u201d messo sotto a un covone di grano: nella dottrina zen significa <strong>\u00abn\u00e9 esistenza, n\u00e9 non-esistenza\u00bb<\/strong>.<br>Proprio questo significato \u00e8 la chiave del <em>K\u014dan<\/em>, che porta il discepolo a chiedersi cosa significhi la risposta del maestro.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono allievi di scuole che dedicano l&#8217;intera esistenza al pensiero di un solo <em>K\u014dan<\/em>, cercando non tanto la soluzione ma pi\u00f9 che altro delle risposte &#8220;intermezze&#8221;: quesiti simili, spesso senza soluzione, portano infatti a farsi nuove domande che ci portano a riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p>A prima vista potrebbe sembra soltanto una filosofia che non porta a nulla, ma in verit\u00e0 \u00e8 una <strong>tecnica usata anche a scopi psicologici<\/strong>. Non importa se non si arriva a una soluzione: l&#8217;uomo che riflette arriva in ogni caso a conoscere qualcosa in pi\u00f9 su se stesso, a farsi delle nuove domande. Non \u00e8 un caso che Gustav Jung, uno dei padri della psicologia, abbia affermato che in quarant&#8217;anni non abbia mai avuto un paziente la cui preoccupazione non fosse la morte: le domande generiche che l\u2019uomo si pone sono uguali per tutti.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esempi di K\u014dan<\/h2>\n\n\n\n<p>I seguenti <em>K\u014dan<\/em> sul tema della sopravvivenza sono stati presi dal manuale <em>Surviving &#8211; Istruzioni di sopravvivenza individuale e di gruppo<\/em>, di Enzo Maolucci e Alberto Salza. Il loro scopo \u00e8 pi\u00f9 che altro di <strong>vincere la paura e le fobie<\/strong>, situazioni dove <a title=\"Cosa succede nel nostro corpo in caso di paura e come uscirne\" href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/3511\/cosa-succede-nel-nostro-corpo-in-caso-di-paura-e-come-uscirne\/\">la mente viene sopraffatta dal corpo<\/a>, ma in ogni caso possono darci un\u2019idea di come si costruisce una frase paradossale su cui riflettere.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>La Terra \u00e8 un ambiente ostile, non se ne esce vivi (Alberto Salza)<\/p><p>Dove nasce il pericolo maggiore, cresce anche ci\u00f2 che pu\u00f2 salvarci (Fiedrich H\u00f6lderlin)<\/p><p>Vivere \u00e8 una malattia incurabile, sempre letale (Alfredo Ronchetta)<\/p><p>La tua morte \u00e8 un fatto che non ti riguarda (Simone De Beauvoir)<\/p><p>I giovani muoiono di continuo (Mick Jagger)<\/p><p>I primi ottant\u2019anni sono molto difficili. Poi muori, e tutto si sistema (proverbio greco)<\/p><p>Una vita in salute e sicurezza \u00e8 solamente il modo pi\u00f9 lento per morire (anonimo)<\/p><p>Gli uomini vivono per vivere, per non morire. Chi teme la morte \u00e8 gi\u00e0 morto (Carlo Michelstaedter)<\/p><p>Non c\u2019\u00e8 nulla di personale nella morte (Marco Aurelio)<\/p><p>Si passa sempre inconsapevoli l\u2019anniversario della nostra morte (D.H. Lawrence)<\/p><p>Ogni giorno \u00e8 sempre il primo della vita che ti resta (E. Maolucci)<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Prendiamo l&#8217;ultima affermazione, di Maolucci, e analizziamola brevemente: \u00abOgni giorno \u00e8 sempre il primo della vita che ti resta\u00bb. Non appena l&#8217;avete letta, probabilmente avrete cominciato a pensare al suo significato e, di conseguenza, vi sono venuti alla mente <strong>diversi altri significati secondari<\/strong>. Per fare un esempio, qualcuno potrebbe pensare all&#8217;ineluttabilit\u00e0 della morte, oppure al fatto che i giorni passati non possono pi\u00f9 ritornare ed essere cambiati, o ancora che lo scopo dell&#8217;esistenza perde di significato davanti al tempo che inesorabilmente vi sta &#8220;rubando&#8221; giorni da vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>I <em>K\u014dan<\/em> non sono altro che questo: punti di partenza per riflettere sulla propria condizione. In pratica, <strong>una filosofia nella filosofia<\/strong>, che ci fa capire perch\u00e9 \u00e8 tanto amata dalla religione buddista.<\/p>\n\n\n<div class=\"sources-title\">Fonti principali<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\">Enzo Maolucci e Alberto Salza, \u00abSurviving - Istruzioni di sopravvivenza individuale e di gruppo\u00bb<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/K%C5%8Dan\" title=\"Wikipedia - K\u014dan\" alt=\"Wikipedia - K\u014dan\" target=\"_blank\">Wikipedia - K\u014dan<\/a><\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\"><a href=\"http:\/\/www.fiorediloto.org\/koan.htm\" title=\"Fiorediloto - Un articolo sul K\u014dan.\" alt=\"Fiorediloto - Un articolo sul K\u014dan.\" target=\"_blank\">Fiorediloto - Un articolo sul K\u014dan.<\/a> L'autore del testo li studia da 17 anni.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I K\u014dan sono affermazioni il cui lo scopo \u00e8 di far meditare su aspetti della vita poco conosciuti. C&#8217;\u00e8 chi trascorre una vita intera a interpretare un solo K\u014dan.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[170,132],"class_list":["post-3731","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-varie","tag-poesie","tag-religione","cat-7-id"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3731"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3731"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3731\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8939,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3731\/revisions\/8939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3731"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3731"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}