{"id":4998,"date":"2015-04-26T06:30:44","date_gmt":"2015-04-26T04:30:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/?p=4998"},"modified":"2022-12-15T17:21:48","modified_gmt":"2022-12-15T16:21:48","slug":"tutti-i-numeri-della-seconda-guerra-mondiale-la-potenza-distruttiva-delluomo-tecnologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/4998\/tutti-i-numeri-della-seconda-guerra-mondiale-la-potenza-distruttiva-delluomo-tecnologico\/","title":{"rendered":"Tutti i numeri della Seconda Guerra Mondiale &#8211; La potenza distruttiva dell&#8217;uomo tecnologico"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bisogno atavico di combattere<\/h2>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il desiderio di prevalere, gli animali e l&#8217;essere umano hanno un istinto molto simile. Quello che differenzia le due tipologie \u00e8 la quantit\u00e0 di mezzi a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo il linguaggio ha svolto un ruolo cruciale nel differenziare l&#8217;umano dagli animali sul &#8220;campo di guerra&#8221;, ma evidentemente <strong>\u00e8 la tecnologia a fare da sovrana al carattere distruttivo<\/strong> che ha sempre accompagnato i popoli. Un tempo si usavano lance e pietre, poi sono comparse le armi da fuoco, e infine hanno fatto la loro presenza alcuni tipi di tecnologie che non sono direttamente delle armi: aerei, attacchi informatici, l&#8217;energia nucleare, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo ci concentriamo sui <strong>numeri (negativi) che riguardano la Seconda Guerra Mondiale<\/strong>, per farci un&#8217;idea di dove possa arrivare il potenziale distruttivo dei popoli se non vi si pone un freno. Lo scopo dell&#8217;articolo \u00e8 proprio di risaltare l&#8217;animo contorto e le conseguenze che accompagnano non solo le Grandi Guerre, ma qualsiasi guerra sia mai stata combattuta (e si continui a combattere a tutt&#8217;oggi). Le perdite non sono mai proporzionate ai guadagni e, tra le altre cose, i danni civili sono spesso pi\u00f9 alti di quelli militari.<\/p>\n\n\n\n<p>Per semplicit\u00e0 <strong>divider\u00f2 i dati in quattro parti<\/strong>, ordinandoli dal valore pi\u00f9 basso al pi\u00f9 alto:<br>&#8211; i numeri, di qualsiasi genere, che riguardano esclusivamente l&#8217;Italia<br>&#8211; distruzioni e morti nel resto del Mondo<br>&#8211; i dati riguardanti le bombe atomiche lanciate su Hiroshima e Nagasaki (chiamate rispettivamente &#8220;Little boy&#8221; e &#8220;Fat man&#8221;), che da sole hanno provocato una distruzione pari a diversi giorni di guerra<br>&#8211; altre tipologie di dati<\/p>\n\n\n\n<p>I dati non sono proprio precisi e spesso sono arrotondati per difetto, ma ci dar\u00e0 un&#8217;idea della situazione. <strong>L&#8217;articolo \u00e8 in continuo aggiornamento<\/strong>. Se avete informazioni e dati da aggiungere, contattatemi e li integrer\u00f2 nella lista (ricordatevi di indicare la fonte da cui li avete presi).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I numeri dell&#8217;Italia nella Seconda Guerra Mondiale<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>-29% produzione industriale<\/strong><br>Il calo della produzione industriale in Italia (nonostante lo sforzo bellico).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>-63% produzione agricola<\/strong><br>Il calo della produzione agricola in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>40% delle linee ferroviarie<\/strong><br>La percentuale di linee danneggiate in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>150.000 civili<\/strong><br>I morti civili in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>400.000 militari italiani<\/strong><br>I militari caduti durante il conflitto. Abbiamo il (triste) record di trovarci al terzo posto nella classifica delle perdite, dopo Urss e Germania.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I numeri &#8211; Morti e danni nella Seconda Guerra Mondiale<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>66% dei neonati<\/strong><br>La percentuale di morti alla nascita a Berlino, nel luglio 1945, a causa dell&#8217;epidemia di dissenteria da inquinamento idrico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.000 locomotive<\/strong><br>Le locomotive che rimasero in Francia. Prima del conflitto erano 12 mila, ovvero 10 volte tanto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>35.000 persone<\/strong><br>I morti in seguito ai bombardamenti su Desdra da parte degli Alleati nel febbraio 1945. Furono sganciate 6.500 tonnellate di bombe, in buona parte incendiarie. Le stime sono in difetto: in realt\u00e0 i morti potrebbero essere anche 100 mila. I cadaveri continuarono a essere portati alla luce fino agli anni &#8217;60.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>40.000 tonnellate di bombe<\/strong><br>Le bombe lanciate su Berlino nel solo maggio 1945. In 14 giorni di bombardamenti si rese inabitabile il 75% degli edifici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>65.000 km di linee<\/strong><br>Le linee ferroviarie distrutte in Urss.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><strong>500.000 case<\/strong><br>Gli edifici distrutti in Francia tra il 1944 e il 1945.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>700.000 case<\/strong><br>Gli edifici distrutti in Giappone nel 1945, nella sola Tokyo, in tre giorni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4.000.000 perdite tedesche<\/strong><br>I militari della Germania caduti durante il conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5.000.000 civili<\/strong><br>I morti civili in Polonia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>6.000.000 ebrei<\/strong><br>Gli ebrei sterminati durante il conflitto. Gli ebrei italiani deportati dopo l&#8217;8 settembre 1943 furono 8.500.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>7.500.000 internati<\/strong><br>Gli internati totali durante l&#8217;intera guerra. Tra loro si trovavano ebrei, omosessuali, Rom e Sinti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>8.600.000 perdite russe<\/strong><br>I militari dell&#8217;Urss caduti durante il conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>16.000.000 civili<\/strong><br>I morti civili in Urss, il doppio rispetto alle perdite militari. Da sottolineare che la cifra \u00e8 in difetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>50.000.000 perdite umane<\/strong><br>Il numero totale di morti causati dalla Seconda Guerra Mondiale. Il numero \u00e8 naturalmente in difetto, vista l&#8217;impossibilit\u00e0 di calcolare con precisione il dato. Alcuni azzardano addirittura 80 milioni. I civili furono il 60% dei morti. La Polonia perse un quinto della sua popolazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le bombe atomiche nella Seconda Guerra Mondiale<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>1,5 km<\/strong><br>Il raggio di distruzione massiva della bomba che colp\u00ec Hiroshima. Entro questo raggio ogni cosa fu distrutta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>12 km quadrati<\/strong><br>L&#8217;area della tempesta rovente che si scaten\u00f2 in seguito all&#8217;esplosione della bomba di Hiroshima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>90% edifici<\/strong><br>Gli edifici interamente distrutti o gravemente danneggiati a Hiroshima per gli effetti della bomba.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>16.000 tonnellate<\/strong><br>L&#8217;equivalente in tritolo della bomba che cadde su Hiroshima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>18.000 metri di altezza<\/strong><br>L&#8217;altezza che raggiunse il fungo atomico della bomba sganciata su Nagasaki.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>40.000 abitanti<\/strong><br>Gli abitanti di Nagasaki morti all&#8217;istante dell&#8217;esplosione della bomba.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>50.000 feriti<\/strong><br>I feriti in seguito all&#8217;esplosione della bomba di Nagasaki.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>60.000 morti<\/strong><br>I morti totali che si ebbero a causa della bomba di Nagasaki a fine 1945. Alcuni stimano che fossero 80 mila. In ogni caso, il numero continu\u00f2 ad aumentare negli anni che seguirono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>70.000 abitanti<\/strong><br>Gli abitanti di Hiroshima morti nell&#8217;istante dell&#8217;esplosione della bomba. Erano quasi tutti civili e buona parte fu incenerita sul momento. Secondo alcuni dati, potrebbero essere addirittura 80 mila.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>166.000 morti<\/strong><br>I morti totali che si ebbero dopo alcuni mesi dallo scoppio della bomba di Hiroshima.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Altri dati della Seconda Guerra Mondiale<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>860 calorie<\/strong><br>Le razioni giornaliere che i cittadini di Berlino ricevevano nel giugno del 1945, nella zona occupata dagli americani. A Budapest, nel dicembre del 1945, la media era di appena 556.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>49.000 orfani<\/strong><br>I bambini rimasti senza padre e senza madre in Cecoslovacchia a fine 1945.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>60.000 orfani<\/strong><br>I bambini rimasti senza padre e senza madre in Olanda a fine 1945.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>87.000 donne<\/strong><br>Le donne violentate soltanto a Vienna nelle tre settimane che seguirono all&#8217;ingresso dell&#8217;Armata rossa. E si tratta di una stima per difetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>200.000 orfani<\/strong><br>I bambini rimasti senza padre e senza madre in Polonia a fine 1945.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>300.000 orfani<\/strong><br>I bambini rimasti senza padre e senza madre in Iugoslavia a fine 1945.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>13.000.000 persone<\/strong><br>I senzatetto giapponesi dopo la resa, nel settembre del 1945.<\/p>\n\n\n<div class=\"sources-title\">Fonti principali<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\">\u00abFocus Storia\u00bb n. 101, marzo 2015<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Seconda Guerra Mondiale mostra il potenziale distruttivo che nasce tra uomo e tecnologia. Morti, distruzioni, orfani e violenza si sono trascinati per decenni.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[133],"tags":[205,171,227,217,66],"class_list":["post-4998","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-storia-2","tag-germania","tag-guerre","tag-italia","tag-polonia","tag-storia","cat-133-id"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4998"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4998"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4998\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8793,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4998\/revisions\/8793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}