{"id":5531,"date":"2016-05-17T08:53:43","date_gmt":"2016-05-17T06:53:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/?p=5531"},"modified":"2022-12-09T20:46:52","modified_gmt":"2022-12-09T19:46:52","slug":"il-buddhismo-la-pratica-e-le-considerazioni-sulle-quattro-nobili-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/5531\/il-buddhismo-la-pratica-e-le-considerazioni-sulle-quattro-nobili-verita\/","title":{"rendered":"Il Buddhismo &#8211; La pratica e le considerazioni sulle Quattro Nobili Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SOMMARIO<\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/5520\/panoramica-sul-buddhismo-filosofia-descrizione-e-i-pilastri-su-cui-si-fonda\">Panoramica sul Buddhismo: filosofia, descrizione e i pilastri su cui si fonda<\/a><br><a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/5531\/il-buddhismo-la-pratica-e-le-considerazioni-sulle-quattro-nobili-verita\">Il Buddhismo &#8211; La pratica e le considerazioni sulle Quattro Nobili Verit\u00e0<\/a><br><a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/5542\/il-buddhismo-la-teoria-degli-aggregati-e-della-coproduzione-condizionata\">Il Buddhismo &#8211; La teoria degli aggregati e della coproduzione condizionata<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;articolo precedente abbiamo visto la struttura portante del pensiero buddhista, ovvero le Quattro Nobili Verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle Quattro Nobili Verit\u00e0 e in particolare dall&#8217;Ottuplice Sentiero possiamo ricavare alcune considerazioni e un sistema di vivere adatto per avvicinarsi allo scopo: <strong>la liberazione dalla sofferenza<\/strong>, che \u00e8 una caratteristica innata di ogni essere vivente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo che, secondo gli insegnamenti del Buddha, la sofferenza pu\u00f2 scomparire soltanto quando comprenderemo che gli stati che ci condizionano (<em>samkhara<\/em>) sono impermanenti (<em>anicca<\/em>), cio\u00e8 non sono eterni, e sono dolorosi (<em>dukkha<\/em>); e soltanto quando comprenderemo che <strong>tutte le realt\u00e0 (<em>dhamma<\/em>) sono senza sostanza (<em>anatt\u0101<\/em>)<\/strong>, cio\u00e8 non possono esistere da sole e dipendono dai fattori esterni.<\/p>\n\n\n\n<p>La definizione pu\u00f2 sembrare un po&#8217; complessa, ma in realt\u00e0 ci sono delle linee guida che possiamo seguire per avvicinarsi a questa comprensione, che vedremo tra poco. Il resto, naturalmente, deve partire da noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tenete presente un altro elemento, durante la lettura: anche chi non arriva fino in fondo al cammino consigliato dal Buddhismo, otterr\u00e0 comunque un miglioramento di se stesso (proprio perch\u00e9 si basa su un&#8217;analisi interiore). Inoltre capir\u00e0 meglio <strong>il legame tra la disciplina mentale (<em>praj\u00f1\u0101<\/em>) e la compassione (<em>karun\u0101<\/em>)<\/strong>, che rappresenta un fulcro nella morale buddhista.<\/p>\n\n\n\n<p>Le informazioni presenti in questo articolo sono il frutto di varie ricerche, che ho cercato di riassumere; ma le dottrine buddhiste sono numerose e con idee che si discostano tra loro in alcuni punti, per cui considerate il testo come una traccia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non esiste un&#8217;unica verit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Una considerazione tra tutte \u00e8 che non \u00e8 sbagliato credere in una verit\u00e0: quello che \u00e8 <strong>sbagliato \u00e8 pensare che la propria verit\u00e0 sia assoluta<\/strong> ed eterna. \u00c8 un modo di pensare che i filosofi greci non condividerebbero, dato che a loro avviso esisteva sempre un&#8217;unica verit\u00e0, raggiungibile attraverso il dialogo logico.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 da specificare che il pensiero buddhista \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 radicato: pi\u00f9 che a non attaccarsi a una verit\u00e0 in particolare, insegna <strong>a tollerare e a condividere le verit\u00e0 degli altri<\/strong>. Il Buddhismo, come abbiamo visto, non accetta regole fisse e si integra con culture e religioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Siamo parte di un insieme che comincia dall&#8217;origine dell&#8217;Universo<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel primo punto dell&#8217;Ottuplice Sentiero abbiamo parlato dell&#8217;<em>anatt\u0101<\/em>. Riassumendo, specifica che <strong>ogni cosa (meglio, ogni \u00abrealt\u00e0\u00bb) \u00e8 connessa alle altre<\/strong>. L&#8217;individuo singolo non esiste senza quello che lo circonda ed \u00e8 continuamente influenzato dall&#8217;ambiente; anzi, \u00e8 il prodotto di millenni di storia, senza la quale non sarebbe mai nato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho affrontato il tema in altri articoli, per\u00f2 da un punto di vista pi\u00f9 scientifico, dimostrando quanto <a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/1854\/perche-siamo-unici-tra-miliardi-ognuno-di-noi-e-un-vero-e-proprio-miracolo-della-creazione\/\">siamo unici tra miliardi di persone<\/a> e che tutto \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/2150\/luomo-e-fatto-della-stessa-sostanza-dei-sogni-e-delluniverso\/\">fatto della stessa materia di base<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Riuscire a capire fino in fondo la qualit\u00e0 <em>anatt\u0101<\/em> delle cose \u00e8 semplice, ma mantenere questa consapevolezza in ogni momento \u00e8 piuttosto difficile. Uno dei sistemi per farlo \u00e8 <strong>meditare facendo attenzione all&#8217;ambiente<\/strong>: ci si rende conto che l&#8217;aria che respiriamo \u00e8 passata prima nei polmoni degli altri, che i suoni che ci influenzano sono creati dall&#8217;esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Se avete visto qualche praticante buddhista in azione, vi accorgerete tra l&#8217;altro che esegue movimenti lenti anche per i lavori di tutti i giorni: \u00e8 un altro sistema per porre attenzione in quello che si fa e in quello che ci circonda (un atteggiamento ben lontano dalla routine che conosciamo).<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il primo passo: concentrarsi sul respiro<\/h2>\n\n\n\n<p>Concentrarsi sul respiro \u00e8 la prima fase per capire l&#8217;<em>anatt\u0101<\/em>. Il processo deve seguire quattro fasi:<\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Si accompagna il respiro con esercizi<\/strong> rivolti alle 32 parti del corpo e ai 4 stati della materia (terra, fuoco aria, acqua). Una descrizione su come devono essere portati avanti questi esercizi \u00e8 presente nel <em><a href=\"http:\/\/www.etanali.it\/meditazione_samatha.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Visuddhimagga<\/a><\/em> (\u00abla via della purezza\u00bb), scritto nel V secolo a. C. dal monaco Buddhaghosa. In realt\u00e0, all&#8217;interno di questo testo sono contenuti ben 40 elementi di meditazione.<\/p>\n\n\n\n<p>2. Si rivolge <strong>l&#8217;attenzione sulle sensazioni<\/strong>, piacevoli o meno, cercando di capire la qualit\u00e0 <em>anatt\u0101<\/em> che li accomuna.<\/p>\n\n\n\n<p>3. Si rivolge <strong>l&#8217;attenzione sulle condizioni della mente<\/strong>, che deve essere liberata da tre fattori nocivi che abbiamo gi\u00e0 visto: attaccamento, ostilit\u00e0 e illusione.<\/p>\n\n\n\n<p>4. Si rivolge <strong>l&#8217;attenzione sugli elementi che riguardano la mente<\/strong>. Possiamo dividerli in due gruppi:<br>&#8211; i 5 <em>khandha<\/em>: forme sensibili, sensazioni, percezioni, condizionamenti, coscienza.<br>&#8211; i 5 <em>n\u012bvara\u1e47a<\/em>: sono gli &#8220;impedimenti&#8221; negativi e cio\u00e8 avidit\u00e0, rigidit\u00e0 e rilassatezza, gioia e depressione, tensione ostile, incertezza. Da notare che anche un sentimento positivo \u00e8 ritenuto &#8220;impedimento&#8221; se \u00e8 troppo presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sui <em>khandha<\/em> e sui <em>n\u012bvara\u1e47a<\/em> parleremo in dettaglio nel prossimo articolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il secondo passo: le concentrazioni sovrasensibili<\/h2>\n\n\n\n<p>Completato il passo appena visto in quattro fasi, si passa a rivolgere l&#8217;attenzione su quelle che vengono chiamate <strong>le \u00abconcentrazioni sovrasensibili\u00bb<\/strong> (<em>arupasam\u0101dhi<\/em>), ovvero:<br>1. concentrazione sullo spazio illimitato (<em>\u0101k\u00e0sa<\/em>)<br>2. concentrazione sulla coscienza illimitata (<em>vij\u00f1\u0101na<\/em>)<br>3. concentrazione sul vuoto (<em>s\u016bnya<\/em>)<br>4. concentrazione sulla condizione particolare di \u00abn\u00e9 percezione, n\u00e9 non percezione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio di questi elementi \u00e8 il pi\u00f9 complicato e, una volta completato, porta a uno stato di coscienza che possiamo considerare di \u00abperfetto equilibrio\u00bb. In questo stato <strong>non si ha neanche il desiderio di raggiungere il <em>Nirv\u0101na<\/em><\/strong>, cio\u00e8 la liberazione dalla sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si deve immaginare che a questo punto di essere diventati incapaci di provare sensazioni: si continua a provarla, soltanto che non si prova attaccamento a esse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Considerazioni: il Buddhismo rifiuta ogni morale?<\/h2>\n\n\n\n<p>Da quanto appena visto si pu\u00f2 arrivare a comprendere un altro concetto: il vuoto (<em>\u015b\u016bnya<\/em>) e la vacuit\u00e0 (<em>\u015b\u016bnyat\u0101<\/em>, cio\u00e8 l&#8217;irrealt\u00e0 delle cose) sono caratteristiche comuni a tutte le forme. Sembra un controsenso: come pu\u00f2 essere che le forme materiali siano fatte di \u00abvuoto\u00bb?<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0, con vuoto non si intende il &#8220;nulla&#8221;, bens\u00ec un concetto pi\u00f9 sottile: <strong>ogni forma pu\u00f2 essere definita solo se confrontata con altre forme<\/strong>. In altre parole, una forma esiste e si pu\u00f2 descrivere solo perch\u00e9 possiamo determinare quello che non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorge spontanea un&#8217;altra domanda: se davvero tutto \u00e8 connesso, se non esiste un \u00abio individuale\u00bb a cui fare capo e a cui assegnare le responsabilit\u00e0 delle azioni (perch\u00e9 siamo condizionati dalle altre realt\u00e0), significa che ogni moralit\u00e0 deve cadere?<\/p>\n\n\n\n<p>Se non riusciamo a rispondere a questa domanda, ci manca uno dei tasselli fondamentali. Al di l\u00e0 del fatto che <strong>nel Buddhismo stesso esiste una morale<\/strong> (l&#8217;Ottuplice Sentiero da seguire), dobbiamo sempre ricordarci che come siamo condizionati dalle realt\u00e0 esterne, noi condizioniamo a nostra volta le realt\u00e0 esterne. Siamo responsabili quanto non siamo responsabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 seguire l&#8217;Ottuplice Sentiero non \u00e8 solo una questione di moralit\u00e0, ma anche di rettitudine personale. <strong>Se aiutiamo gli altri, aiutiamo noi stessi<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"sources-title\">Fonti principali<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\">Giangiorgio Pasqualotto. \u00abIl Buddhismo\u00bb<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\">Conferenze varie tenute dal professore di filosofia Marco Gaza<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\"><a href=\"http:\/\/santacittarama.altervista.org\/capire_sankhara.htm\" title=\"Una panoramica su cosa sono gli stati condizionali\" alt=\"Una panoramica su cosa sono gli stati condizionali\" target=\"_blank\">Una panoramica su cosa sono gli stati condizionali<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Buddhismo non impone una verit\u00e0 assoluta come accade nelle altre religioni. Per comprenderlo fino in fondo, il punto di partenza \u00e8 la concentrazione.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[141],"tags":[231,213,132,95],"class_list":["post-5531","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-miti-e-religione","tag-buddhismo","tag-filosofia","tag-religione","tag-vita","cat-141-id"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5531"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5531"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8697,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5531\/revisions\/8697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}