{"id":8060,"date":"2019-04-16T11:46:36","date_gmt":"2019-04-16T09:46:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/?p=8060"},"modified":"2022-11-17T15:56:53","modified_gmt":"2022-11-17T14:56:53","slug":"i-robot-autonomi-sono-indispensabili-per-colonizzare-i-pianeti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/8060\/i-robot-autonomi-sono-indispensabili-per-colonizzare-i-pianeti\/","title":{"rendered":"I robot autonomi sono indispensabili per colonizzare i pianeti"},"content":{"rendered":"\n<p>Lo spazio \u00e8 un ambiente ostile per gli esseri umani, su questo c&#8217;\u00e8 poco da sindacare. Persino con la tecnologia che oggi abbiamo a disposizione, una lunga permanenza nello spazio provocherebbe <a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/374\/problemi-da-superare-dall-uomo-per-rendere-possibile-la-colonizzazione-dei-pianeti\/\">dei danni quasi certi alla fertilit\u00e0 degli astronauti<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le difficolt\u00e0 di un viaggio spaziale sono cos\u00ec tante che a malapena riusciamo a capire quali potrebbero essere <strong>le reali conseguenze sul corpo e sulla psicologia umani<\/strong>. Forse un giorno le <a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/6033\/le-nanotecnologie-il-futuro-di-medicina-e-tecnologia-cosa-sono-i-rischi-e-le-previsioni-future\/\">nanotecnologie potranno esserci d&#8217;aiuto<\/a>, spingendoci oltre i nostri limiti e trasformandoci in creature pi\u00f9 adatte allo spazio, ma se anche dovesse succedere questo scenario richieder\u00e0 ancora qualche decennio (pi\u00f9 probabilmente qualche secolo).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il problema politico ed economico<\/h3>\n\n\n\n<p>Il problema di colonizzare nuovi pianeti non \u00e8 legato solo alla nostra natura di terrestri, ma anche alla politica. Anche se avremmo gi\u00e0 a disposizione i mezzi e le idee per dare inizio a una corsa allo spazio (o per costruire, per esempio, <a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/6747\/stazioni-spaziali-rotanti-per-creare-gravita-artificiale-come-funzionano-e-perche-non-le-abbiamo-ancora-costruite\/\">delle stazioni spaziali<\/a>) manca la volont\u00e0 di farlo da parte delle Nazioni e dobbiamo affidarci ai privati per realizzare qualcosa &#8220;di veloce&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La conseguenza \u00e8 che <strong>la colonizzazione allo spazio sta procedendo lentamente<\/strong>, troppo lentamente, e potrebbe bloccarsi all&#8217;improvviso per colpa di una decisione. Inoltre, questi continui rallentamenti ci impediscono di concentrarci sul tipo di tecnologia che sarebbe indispensabile per le future colonizzazioni.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Automi per i lavori sporchi<\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Michio_Kaku\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Michio Kaku (si apre in una nuova scheda)\">Michio Kaku<\/a>, nel suo libro <em>Il futuro dell&#8217;umanit\u00e0<\/em>, ci spiega che la colonizzazione spaziale sar\u00e0 possibile soltanto se riusciremo a progettare degli automi, cio\u00e8 dei robot capaci di agire da soli dopo aver ricevuto un comando.<\/p>\n\n\n\n<p>Il comando potrebbe essere qualcosa di semplice, come \u00abraccogli la spazzatura\u00bb, oppure molto pi\u00f9 complesso e che richiede il lavoro di squadra come \u00abcostruisci una casa\u00bb. <strong>Il loro scopo sarebbe quello di aprirci la strada<\/strong>: raggiungere un pianeta o una luna prima di noi e costruire quanto serve per poter iniziare subito a vivere una volta che l&#8217;equipaggio umano sar\u00e0 arrivato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I robot sono efficienti e sacrificabili, noi no<\/h3>\n\n\n\n<p>I vantaggi di inviare dei robot invece degli umani a fare il &#8220;lavoro sporco&#8221; sono enormi. Innanzitutto loro <strong>non temono n\u00e9 le radiazioni spaziali, n\u00e9 il gelo, n\u00e9 la mancanza di ossigeno, n\u00e9 i problemi psicologici<\/strong> dovuti al lungo viaggio. Anzi, potrebbero restare spenti e riattivarsi solo quando arrivati a destinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre sono molto pi\u00f9 forti di noi, possono sollevare enormi pesi e muoversi quasi senza problemi in condizioni di bassa gravit\u00e0, senza mai fermarsi finch\u00e9 hanno una batteria a tenerli in vita. Un umano nello spazio invece \u00e8 lento, goffo, debole e si stanca in fretta. Gli automi sbrigheranno i lavori monotoni e produranno le risorse di massa con una precisione impeccabile, non si lamenteranno quando dovranno pulire le fogne o smaltire le sostanze chimiche tossiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma soprattutto c&#8217;\u00e8 la questione della sicurezza. Se dovessero succedere degli incidenti, <strong>un robot distrutto pu\u00f2 essere riparato o sostituito<\/strong>. Se dovesse restare bloccato in qualche punto irraggiungibile, potremmo semplicemente lasciarlo dov&#8217;\u00e8 perch\u00e9 di certo non soffre &#8220;di solitudine&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, i robot possono esplorare luoghi sconosciuti senza dover prima inviare delle sonde (sono loro stessi una sonda di esplorazione). Alcuni automi saranno progettati proprio per esplorare e gireranno in lungo e in largo per la colonia catturando e inviando dati utili. Entreranno in luoghi inaccessibili all&#8217;uomo, dove le temperature sono alte o <a href=\"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/4930\/gli-effetti-della-temperatura-dalla-piu-bassa-zero-assoluto-alla-piu-alta-possibile\/\">addirittura vicine allo zero assoluto<\/a>.<br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Automi simili sono davvero possibili?<\/h3>\n\n\n\n<p>Per poter colonizzare \u00e8 indispensabile usare gli automi invece dei normali robot, perch\u00e9 dalla Terra serviranno ore prima che un&#8217;istruzione inviata via radio li raggiunga. Gli automi, a differenza dei normali robot, <strong>hanno bisogno solo di un&#8217;istruzione iniziale<\/strong> (\u00abcostruisci una casa\u00bb), poi si arrangeranno a fare tutto il resto in comunione con gli altri automi: non ci sar\u00e0 bisogno di impartire altre istruzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo i nostri robot di oggi sono del tutto inadeguati, lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 appena agli inizi. Non esiste nessun robot che possa capire il significato di \u00abraccogli la spazzatura\u00bb <strong>senza avere delle sequenze di azioni pre-impostate<\/strong>. Se trovano un intoppo non previsto dal loro codice, non sanno come aggirarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto possano apparire semplici, i gesti che svolgiamo tutti i giorni sono incredibilmente complessi da ricreare nella mente di un robot. Anche il solo camminare, cio\u00e8 muovere un passo dopo l&#8217;altro, richiede una lunghissima serie di istruzioni. Figuriamoci le azioni pi\u00f9 complicate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 indispensabile <strong>concentrarci sull&#8217;intelligenza artificiale<\/strong>, nonostante i possibili rischi a cui possiamo andare incontro. I privati stanno gi\u00e0 facendo la loro parte, i politici invece si preoccupano pi\u00f9 che altro di &#8220;sopravvivere&#8221; per il prossimo mandato. Di questo passo, non sar\u00e0 soltanto la colonizzazione spaziale a rimetterci.<\/p>\n\n\n<div class=\"sources-title\">Fonti principali<\/div>\n\n\n<div class=\"sources-voice\">Michio Kaku, \u00abIl futuro dell'umanit\u00e0\u00bb, Rizzoli, 2018, pp. 155-157.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli automi sono indispensabili per aprirci la strada verso lo spazio pi\u00f9 lontano. Senza di loro, per noi sar\u00e0 impossibile colonizzare dei nuovi pianeti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[179,63,28,268,88],"class_list":["post-8060","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-futuro","tag-astronomia","tag-futuro-2","tag-intelligenza-artificiale","tag-robot","tag-tecnologia","cat-59-id"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8060"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8060"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8060\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8543,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8060\/revisions\/8543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.manuelmarangoni.it\/onemind\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}