Le vicende di WikiLeaks – Un simbolo di libertà o un pericoloso terrorista?

Homepage di WikiLeaks

WikiLeaks ha pubblicato migliaia di documenti coperti da segreto di Stato, accogliendo sostenitori e critiche pesanti

WikiLeaks è il fenomeno del momento.
Dall’inizio del 2010, la sua fama nel web è aumentata incredibilmente fino a raggiungere livelli inimmaginabili. Nel bene o nel male, nelle reti televisive e sui quotidiani, in campo informatico e politico, sono poche le persone che non l’hanno sentito nominare.
La curiosità è d’obbligo. Vediamo di fare un po’ di chiarezza e di capire perché WikiLeaks è tanto famosa.

Che cos’è WikiLeaks?

Il nome è un programma: leak è un termine inglese che sta per “perdita, fuga”, usato dal sito con il significato di “fuga di notizie”. E, infatti, è questo che si propone il sito: pubblicare sul web quelle notizie – principalmente di carattere politico e militare – che altrimenti sarebbero tenute segrete dai governi.
Nonostante il prefisso, non ha niente a che fare con il gruppo di Wikimedia Foundation (di cui fa parte, per esempio, Wikipedia), anzi è un’organizzazione indipendente e si rifiuta di avere una sede ufficiale. Il motivo, se ci pensate, è piuttosto ovvio, considerando le “merci scottanti” di cui tratta e le persecuzioni (inseguimenti) che ha subito in seguito da parte dei governi.

Julian Assange e Daniel Domscheit-Berg lo hanno fondato nel dicembre 2006. Si tratta di una fondazione senza scopo di lucro, messa insieme da un gruppo di hacker e che in seguito ha avuto l’appoggio di giornalisti e scienziati. Daniel investì a suo tempo 30 mila euro per finanziarla, ma attualmente sono i privati i maggiori sostenitori, visto che i costi operativi dell’organizzazione ammontano a ben 200 mila dollari.
Qualunque cittadino può inviare documenti ai gestori del sito, con la certezza che la fonte rimarrà anonima. I gestori del sito si occuperanno di valutare il materiale e di evitare la pubblicazione di notizie troppo compromettenti.

Obiettivo: pubblicazione di documenti governativi segreti

Apparentemente sembra un vero miracolo del web. I fondatori dichiarano di voler semplicemente rendere pubblici i documenti coperti dal segreto di stato o militare, garantendo l’anonimato a chi spedisce e una sicurezza di altissimo livello per il materiale che arriva (grazie, per esempio, all’uso della chiave PGP, un sistema di cifratura sofisticato).
In effetti, finora i governi sono riusciti soltanto a rallentare la scalata del sito, ma non a fermarlo del tutto.

Perché WikiLeaks ha avuto un impatto mediatico così grande nel 2010, dopo tre anni dalla fondazione?
Nei primi mesi del 2010, sul sito sono stati pubblicati migliaia di documenti segreti statunitensi relativi alla guerra in Iraq. Già di per sé, questo fatto ha ovviamente infastidito il governo degli Stati Uniti. Ma la batosta è arrivata il 5 aprile, quando un soldato americano ha disubbidito agli ordini e si è tenuto la copia di un video militare, che ha poi provveduto a inviare al sito web.

Nel video si nota chiaramente come un elicottero statunitense Apache inizi a sparare sui civili. Il pilota, inizialmente, scambia uno di loro per un uomo armato di rpg – anche se la macchina fotografica in possesso di quest’ultimo è evidentemente più piccola di un lanciarazzi – e si fa dare l’autorizzazione a fare fuoco. Poniamo il caso che il pilota sia stato davvero in errore: in questo caso la si potrebbe vedere come un’azione militare e non ci sarebbe nulla di strano nell’attacco.
La storia cambia considerando il seguito. Dopo l’attacco, è apparso un furgone nero a portare soccorso ai feriti. Si trattava di un padre – disarmato – con a bordo i due figli, fratello e sorella. Questa volta non c’era rischio di fraintendimento. Il pilota ha però pensato bene di fare fuoco anche sul furgone, uccidendo il padre e ferendo gravemente i due bambini.

Nessuna azione militare: si è trattato di un puro atto di terrorismo.
Potrebbe trattarsi anche di un caso isolato, ma agli occhi del mondo, gli Stati Uniti sono diventati pari a coloro che ufficialmente cercavano di contrastare: dei terroristi.

Da questo momento, Julian Assange diventa il nemico numero uno del governo americano, che inizia a dargli una caccia serrata. WikiLeaks si ritira in Islanda, dove stanno varando delle leggi per proteggere le fonti e gli informatori.

Troppa trasparenza può essere un danno

Julian Assange a mezzobusto

Julian Assange, fondatore di WikiLeaks insieme a Daniel Domscheit-Berg, è stato uno dei volti più noti del 2011

Trascorre poco tempo e già a luglio il sito rilascia circa 92 mila documenti sulla guerra in Afghanistan. Questa volta WikiLeaks si appoggia a tre testate giornalistiche per lavorare: il New York Times, il Der Spiegel e il The Guardian.
Spuntano notizie sospettate ma mai confermate: il Pakistan è il principale nemico degli Stati Uniti durante la guerra, perché fornisce aiuto diretto ai talebani.
In questo caso, però, Assange sembra avere osato troppo. Tra i documenti rilasciati figurano anche i nomi di pakistani che collaborano sotto copertura per gli Stati Uniti. Il rendere pubblica la loro identità li espone a un grande rischio. Per la prima volta, WikiLeaks è messa sotto accusa da molti dei suoi sostenitori.

Nel frattempo, Julian Assange acquista sempre più notorietà. In una serie di interviste – la principale fatta a Londra proprio per rispondere alle critiche sui documenti della guerra in Afghanistan – è chiaro che WikiLeaks non è più anonima, ma ha un volto: quello di Assange.
Il co-fondatore Daniel comincia a sentirsi tradito e dichiara che l’organizzazione sta perdendo il suo obiettivo iniziale. Per tutta risposta, Assange lo sospende per un mese.

WikiLeaks non si ferma. Pubblica altri documenti su Al Qaeda, in cui si nota chiaramente che, nei primi tre anni, il nome dell’organizzazione talebana non viene nemmeno nominato. Perché allora gli americani vogliono continuare la guerra in Iraq? Il motivo deve stare altrove (petrolio?). E’ un altro schiaffo al governo americano.
Tra i documenti si notano inoltre violenze e torture da parte dei militari a danno degli iracheni, compresa la morte di oltre 15 mila civili.

Il successivo colpo arriva a novembre, quando vengono pubblicati centinaia di migliaia di articoli che contengono messaggi confidenziali (e spesso imbarazzanti) tra Washington e le sue ambasciate sparse in tutto il mondo. Tra questi si trovano telefonate di Hilary Clinton, che richiede un controllo serrato sugli alti funzionari dell’ONU, fino addirittura a pretendere dei loro campioni di DNA. Una situazione di certo imbarazzante.

Assange è stato accusato, nell’agosto del 2010, di avere stuprato due donne. La verità è ancora un mistero, ma suona di certo strano che le accuse siano apparse in un momento così delicato, nonostante Julian fosse un volto noto sin dal 2006. A ogni modo, il tira e molla con la corte svedese finisce con la sua liberazione.
Anche l’arresto a Londra nel dicembre 2010 si conclude con la sua liberazione sotto cauzione.

Simbolo di libertà o di terrorismo?

Traiamo qualche conclusione.
WikiLeaks è un nuovo simbolo di libertà o di terrorismo?
Il 2 febbraio 2011 un parlamentare della Norvegia lo ha candidato per il premio Nobel per la pace. Ma è giusto rivelare apertamente segreti governativi? Come avete letto sopra, la pubblicazione di nomi sbagliati potrebbe causare danni irreparabili.

E’ indubbio che il governo statunitense abbia i suoi segreti messi da parte e che faccia di tutto per non rivelarli; i cittadini, di conseguenza, possono sentirsi traditi da tanta segretezza e fiducia mal riposta.
Però anche gli altri governi hanno i loro segreti e il fatto che non siano stati resi pubblici ha messo gli Stati Uniti in una posizione di netto svantaggio.

La libertà ha spesso un prezzo da pagare, a volte più grande delle aspettative. Può funzionare se tutti sono messi sullo stesso piano, se chiunque può usufruire di questa libertà nonostante le conseguenze per ottenerla. Quando a pagarne lo scotto è uno soltanto, però, la situazione non può fare altro che complicarsi.

Link esterni

I dati sono presi in gran parte dal documentario “WikiLeaks – Guerra, bugie e videotape” in onda su Discovery Channel

Sito ufficiale di WikiLeaks, con l’elenco delle sezioni contenenti i file pubblicati

WikiLeaks spiegato su Wikipedia

L’inchiesta de La Repubblica, sugli articoli pubblicati da WikiLeaks che sembrano accusare l’Italia di aver pagato l’Afghanistan per non subire attacchi

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  1. CliegeTew

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