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Centauro

All'Inizio del Tempo - Copertina
« Un racconto mitologico dai contorni irreali, ambientato in un mondo dove le emozioni prendono vita e dove la luce e l'oscurità si affrontano senza vie di mezzo. Prima della storia che conosciamo, le entità vivevano in un mondo al confine tra l'esistenza e l'immaginazione. Passavano i giorni a dare una forma e un senso agli elementi, e le loro azioni modellavano il Destino Immutabile. Era il Tempo dei Sogni. Per poterle rappresentare i popoli hanno attribuito alle entità un aspetto umano e un carattere che esalta la loro natura. Così l'Eco può solo ripetere le parole che ascolta, la Forza scava la roccia a mani nude e il Tempo vede l'oggi e il domani come se fossero il presente. La leggenda a questo punto si perde nel mito e i racconti parlano di un'alba in cui un terribile cambiamento sconvolse le quattro terre. Ebbe inizio con la comparsa del Nulla. Quando bussò alle loro porte, le entità si trovarono costrette a lottare per la loro sopravvivenza... »
« Un racconto mitologico dai contorni irreali, ambientato in un mondo dove le emozioni prendono vita e dove la luce e l'oscurità si affrontano senza vie di mezzo. Prima della storia che conosciamo, le entità vivevano in un mondo al confine tra l'esistenza e l'immaginazione. Passavano i giorni ...vedi tutto
« Un racconto mitologico dai contorni irreali, ambientato in un mondo dove le emozioni prendono vita e dove la luce e l'oscurità si affrontano senza vie di mezzo. Prima della storia che conosciamo, le entità vivevano in un mondo al confine tra l'esistenza e l'immaginazione. Passavano i giorni a dare una forma e un senso agli elementi, e le loro azioni modellavano il Destino Immutabile. Era il Tempo dei Sogni. Per poterle rappresentare i popoli hanno attribuito alle entità un aspetto umano e un carattere che esalta la loro natura. Così l'Eco può solo ripetere le parole che ascolta, la Forza scava la roccia a mani nude e il Tempo vede l'oggi e il domani come se fossero il presente. La leggenda a questo punto si perde nel mito e i racconti parlano di un'alba in cui un terribile cambiamento sconvolse le quattro terre. Ebbe inizio con la comparsa del Nulla. Quando bussò alle loro porte, le entità si trovarono costrette a lottare per la loro sopravvivenza... »
 

Descrizione

Il centauro è una creatura a metà tra un uomo e un cavallo. Vive sul pianeta Gea, lungo le steppe lasciate abbandonate dagli altri popoli.

 

Aspetto e carattere

La parte superiore fino al ventre (quindi testa, braccia e busto) è umana e si unisce alla parte inferiore, che comprende un intero corpo di cavallo a esclusione del collo e della testa. La sua altezza, dallo zoccolo alla testa, può superare i due metri.

Nelle varie generazioni, le razze umane ed equine si possono combinare indipendentemente dai geni portanti dai genitori; questo lascia presumere che i centauri acquisiscano geni da avi anche molto lontani o che riescano a sviluppare nuove caratteristiche fisiche nell'arco di poche generazioni.

In genere non indossano vestiti, ma si ricoprono spesso di oggetti decorativi come collane, conchiglie, anelli e orecchini. Tengono i capelli lunghi, che sistemano con lacci e corde in varie acconciature. Le donne amano acconciare la chioma con perline e piume d'uccello.

 

Linguaggio

La loro lingua, il centauriano, è rozza e pesante da ascoltare, con parole spesso simili tra loro e difficili da distinguere. Sopravvive solo all'interno di questo popolo ed è usata dagli stranieri soltanto per comunicare con i centauri.

A causa della difficoltà per uno straniero di parlarla, spesso è complicato comunicare con un centauro, soprattutto considerando il carattere ostinato e selvaggio di quest'ultimo. Quando un centauro vuole comunicare, è più probabile che sia lui stesso ad adattarsi alla lingua del forestiero.

 

Riproduzione e sessualità

La riproduzione e la gestazione dei centauri è molto simile a quella dei cavalli, quindi mentre il maschio resta fertile per tutta la vita, la femmina perde la fertilità durante l'ultimo terzo della sua esistenza.

Ci sono però delle sostanziali differenze rispetto alla riproduzione dei cavalli, legate senz'altro al cervello più sviluppato e ad una diversa evoluzione sociale. Per esempio, i periodi di maggiore fertilità durante l'anno possono cambiare nel tempo e sembrano essere legati più che altro alle condizioni climatiche: i concepimenti avvengono più di frequente durante le settimane più calde.

Anche il periodo di gestazione è diverso e dura circa dieci mesi, al termine del quale possono nascere da uno a tre piccoli.

 

Habitat

Nella Quinta Era i centauri abitavano prevalentemente nella regione del Tedarn, dove avevano costruito una forte struttura sociale e un vero e proprio governo tribale.

 

Nutrimento

La dieta onnivora permette ai centauri di mangiare praticamente qualsiasi cosa, ma vivendo all'aperto, in ambienti selvaggi, prediligono la carne cruda cacciata durante il giorno. Inoltre fanno largo uso di latte, il che porta a pensare che abbiano un allevamento di capre, di montoni o di pecore e recinti adibiti agli ovili.

Al contrario, sembrano non sopportare il vino: i riferimenti parlano di centauri che si ubriacano facilmente, cadendo vittime del loro temperamento aggressivo. La causa sta nella poca abitudine a consumare alcolici, importati in genere dall'esterno. Proprio per evitare delle faide interne dovute all'ubriacatura, spesso i clan proibiscono il consumo di alcol.

 

Razze

Il centauro è una specie che conta numerose razze, che possono dare una struttura diversa al loro corpo e un colore del manto differente. Le varie razze sono catalogate soltanto dai popoli esterni: per i centauri non esistono differenze culturali tra una razza e l'altra e possono convivere tra loro all'interno di uno stesso clan.

Ci sono stati dei periodi in cui una razza particolarmente aggressiva è stata cacciata dai clan e costretta a vivere per conto proprio, come se fosse una specie a parte; ma si tratta di casi isolati.

 

Struttura sociale e cultura

I centauri vivono in clan separati, ognuno dotato di proprie leggi e governato dall'individuo più valente di sesso maschile. La società è di tipo patriarcale: è il maschio ad assumere le decisioni e a stabilire la posizione dei figli e delle figlie.

Abitano in solide capanne di legno e si costruiscono gli utensili un po' come usavano fare gli uomini primitivi.

I centauri avevano costruito solide capanne in legno, avevano allevato capre e montoni nei recinti e conservato il latte prodotto in eccesso. Considerando i sacchi di lana riposti, con ogni probabilità avevano avviato un commercio con le razze delle terre vicine. Si nutrivano di carne cruda e nelle notti si abbandonavano a riti primitivi e a danze brutali, ma questo non toglieva loro una coscienza e una tradizione.

Descrizione tratta da "Il Sinkal"
 

Politica e forma di governo

Mentre la gerarchia di comando è chiara e basata sulla legge della forza, la politica è molto più volubile. Ogni clan può avere leggi e prevedere livelli di comando diversi, fino a casi estremi in cui il potere è puramente in mano alla famiglia del capo clan.

L'ultima decisione spetta sempre al capo clan. Ci potrebbero essere però dei gruppi di consiglio dedicati ad assumere le decisioni più marginali, oppure a ricoprire quel tipo di mansioni che il capo clan si rifiuta di svolgere.

I clan s'incontrano di tanto in tanto per gli scambi commerciali oppure per l'accoppiamento, utile per mantenere le varie tribù legate da patti di sangue.

 

Condizione della donna/uomo

Le donne centauresse vengono tenute in grande considerazione per quanto riguarda il mantenimento del clan, per la cura dei figli e per le faccende estranee alle fatiche fisiche. Non ricoprono però nessuna posizione attiva nelle decisioni (anche se i mariti tendono ad ascoltare i loro consigli).

Di fatto, le donne sono trattate con rispetto nelle faccende domestiche e con disprezzo al di fuori di queste, specie durante le campagne di guerra.

 

Economia e commercio

I centauri non battono moneta e vivono di sussistenza e di baratto.

Sono molto territoriali e tendono a commerciare tra clan e ad evitare il contatto con i popoli esterni. Quando però hanno la necessità di importare delle risorse che non hanno nel territorio, possono agire in due sistemi: attraverso un baratto a loro vantaggioso con gli stranieri oppure invadendo il loro territorio.

 

Guerra

I centauri hanno una forza proverbiale, motivo per cui riescono a controllare così bene il loro territorio nonostante si trovi in una zona selvaggia e vulnerabile agli attacchi.

La loro società selvaggia non mostra traccia di leggi scritte legate alla guerra, se non le solite gerarchie dove al vertice si trova l'individuo che ha mostrato maggiore forza e coraggio. I nemici catturati vengono spesso uccisi. Sul campo non è contemplata la resa, né dall'una né dall'altra parte, ed è cosa comune per un centauro lottare fino alla morte anche in caso di gravi ferite.

La guerra è prerogativa del sesso maschile. Raramente si sono viste femmine combattere al loro fianco. Nei momenti di maggiore minaccia per il clan, può capitare che anche i bambini impugnino le armi.

 

Armi e strategia

Le armi usate sono quelle costruite naturalmente e non lavorate, come randelli, bastoni, pietre; alcuni clan fanno uso di rozze spade costruite da altri popoli o sottratte durante campagne esterne. Anche a mani nude, però, si dimostrano estremamente validi: la loro tecnica preferita prevede di sradicare di potenza l'avversario dal suolo facendo uso della forza bruta e, una volta gettato a terra, di calpestarlo con gli zoccoli fino alla morte.

Il più delle volte il loro approccio è diretto, senza una tattica, ma non si deve commettere l'errore di considerare i centauri delle bestie brutali e senza intelligenza. In alcune situazioni, in battaglia sono capaci di sfoderare strategie particolari e quasi mai dimenticano la disciplina e il dovere verso il loro clan.

 

Scienze

Nonostante il temperamento pratico, i centauri si dedicano a quelle scienze inesatte come la profezia (lettura delle viscere animali, volo delle rondini, interpretazione dei cambiamenti naturali, ecc.) e i riti propiziatori. A ogni modo sono ottimi conoscitori delle stelle.

Tutti questi tratti lasciano presumere la presenza di sciamani o di figure simili tra i clan, la cui influenza in campo decisionale non è del tutto chiara.

 

Storia e origine

Attenzione! Questa parte contiene informazioni che possono svelare la trama di un libro

Il 30 settembre 5:16073 (38501 d.C.) avviene il peggiore massacro che il popolo ricordi. Il sinkal Devan avanza alla testa di un esercito composto da oltre 10.000 soldati (tra cui 140 mannari) e sottomette il popolo dei centauri dopo una sanguinosa battaglia durata due giorni.

Alla fine dello scontro, l'esercito di Kerastra si ritrova dimezzato nel numero, ma sono i centauri ad avere la peggio: chi partecipa alla battaglia viene trucidato e i pochi sopravvissuti sono costretti ad abbandonare in modo definitivo la loro terra con tutto quello che contiene.

 

Fonti esterne di approfondimento

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Wikipedia - Il centauro nella mitologia greca

 

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Libri da leggere: Il Sinkal
Categorie: Creature
Universi di appartenenza: Universo Specchio
Ere in cui compare: Quinta Era