Quante volte si moltiplicano le cellule umane prima di morire?

Foto di Leonard Hayflick
Leonard Hayflick, scopritore del limite che porta il suo nome e che identifica il numero massimo di volte che una cellula può moltiplicarsi prima di morire [@01]

Leonard Hayflick, professore di anatomia all’Università della California (San Francisco) e professore di microbiologia alla Stanford University, nel 1961 dimostrò che le cellule umane in cultura non potevano moltiplicarsi per più di 50 volte. Dopo questo periodo, restano in vita un anno e quindi muoiono. Questo limite di moltiplicazione è chiamato, per l’appunto, limite di Hayflick.

Perché le cellule hanno una scadenza?

Dobbiamo però aspettare fino al 1971, grazie al ricercatore russo Alexey Olovnikov, per scoprire il motivo per cui esiste il limite di Hayflick. La risposta sta nel telomero, una struttura che compone l’estremità del cromosoma: a ogni replica della cellula, una parte sempre maggiore di telomero non viene copiata e di fatto viene cancellata la relativa parte di DNA. Una volta consumato il telomero, la cellula non ha più DNA da copiare per moltiplicarsi.

Un modo per rallentare l’invecchiamento della cellula (e dell’uomo in generale) è, quindi, quello di evitare il deterioramento dei telomeri.

Perché moriamo? Un video ce lo spiega

Il canale di YouTube “Il corpo umano” ha creato un ottimo video di 7 minuti che tratta l’argomento, spiegando perché si perdono informazioni durante la replicazione delle cellule, cosa sono i telomeri e quali altri elementi concorrono a far decadere il nostro corpo per «morte naturale».

Fonti principali
Focus n. 228, di ottobre 2011
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