Diario di viaggio: Lanzarote (Canarie) – seconda parte

Nello scorso articolo avete potuto leggere la prima parte del mio diario di viaggio nella terra di Lanzarote, l’isola vulcanica delle Canarie in cui possiamo visitare bellezze naturali introvabili qui in Italia.

In quell’articolo abbiamo visto descrizioni, informazioni, mappe e immagini di:
Costa Teguise
Orzola, Alegranza, Graciosa
Playa Blanca

Continuiamo il viaggio nell’entroterra e addentriamoci in altre zone che un visitatore non dovrebbe lasciarsi perdere a Lanzarote. Nell’ordine e suddivisi per “giornate di visita”, vediamo:
Timanfaya
Bottega La Geria, Lago Verde
Jameos del Agua
Mirador del Rio, Cueva de Los Verdes

Parco del Timanfaya

Terra rossa e marrone con vulcano in fondo

Il Parco del Timanfaya è un’estesa terra di origine vulcanica, con roccia di vari colori e qualche arbusto sparso

A causa dei ritardi dovuti all’arrivo, abbiamo perso un giorno e temevamo di non riuscire a seguire il nostro piano organizzato. Fortunatamente esistono pacchetti di escursione organizzati che (a pagamento) permettono di visitare i luoghi migliori dell’isola con una guida. Nel mio caso, ho potuto visitare in un giorno il Parco del Timanfaya, la bottega La Geria, il Lago Verde e il Jameos de Agua.

Il Parco del Timanfaya è una visita obbligata. Si percorre tutta in autobus (l’accesso a piedi è vietato per non turbare le condizioni naturali del posto) in circa una quarantina di minuti. Anche se non ci sono piante sempreverdi, lo scenario è suggestivo, perché ricorda da vicino le lande di un pianeta disabitato: chilometri e chilometri di roccia vulcanica, di colori che spaziano dal rosso al grigio e al marroncino, con imponenti rilievi vulcanici e strapiombi laterali. Sulla terra nascono delle piantine, che sono le stesse sporadiche che ricoprono tutta Lanzarote.

Passandovi in mezzo il pensiero comune è di meraviglia, perché abituati come siamo ai nostri posti costruiti, la zona del Timanfaya sembra un vero miracolo della natura, dove nonostante le condizioni impervie le piante trovano una via per mostrarsi. All’inizio del Parco è possibile mangiare al ristorante El Diablo, dove servono carne (costosa) riscaldata direttamente con il calore della lava vulcanica.

Esiste un’altra parte separata del parco, dove è possibile salire in groppa ai cammelli e farsi un giretto di venti minuti. Non aspettatevi lunghi giri: semplicemente sarete trasportati da un camelliere, tutti in fila, al di sopra di una duna, per poi ritornare al punto di partenza.
Il giro è divertente e a dire la verità mi hanno fatto pena quei cammelli costretti a giri serrati senza meta, in fila indiana con le museruole (forse per impedire loro di sputare). Probabilmente, se non fosse stato incluso nel pacchetto avrei evitato di salirci sopra.

Una nota: i locali spacciano il Timanfaya come un vulcano attivo. In verità, la guida ci ha assicurato che nessuno dei vulcani presenti è attivo, perché la camera magmatica sottostante è assente e la lava si accumula soltanto nel sottosuolo. Un modo per attirare i turisti.



vedi dove si trova il Parco di Timanfaya

APPROFONDIMENTI

Il Parco Nazionale Timanfaya descritto su Wikipedia

Terreno di roccia vulcanica

Il Parco del Timanfaya è accessibile solo attraverso un mezzo. Non è possibile scendere a piedi, per impedire al pubblico di rovinare il paesaggio

Bottega La Geria, Lago Verde

Lago verde con terra nera attorno

Il Lago Verde assume la colorazione grazie alla composizione chimica delle rocce. La spiaggia attorno è completamente nera

Lanzarote è famosa per i tipi di vigneti che coltiva. Visto che il vento è incessante e spesso fastidioso per le coltivazioni, sono stati creati dei muretti, dietro ai quali la terra è scavata per consentire al vitigno di crescere. Girando per le strade ne incontrerete parecchie di queste bizzarre costruzioni, che offrono un panorama particolare. Il risultato, comunque, è la produzione del vino Malvasia, che tutto sommato non è male.
Un assaggio di questo vino lo potete fare a La Geria, una casa vinicola con bottega annessa nelle zone di Yaiza.

Un paesaggio che non si dovrebbe perdere è quello offerto dal Lago Verde, nella zona di El Golfo. Il nome dice tutto: si tratta di una superficie lacustre completamente verde, colore dovuto alla composizione chimica dei minerali, circondata da una terra liscia e nera.
Per non rovinare questa laguna, è proibito anche solo avvicinarsi all’acqua (quindi niente bagno).



vedi dove si trova il Lago Verde

Cerchi di muretti con viti dietro

Un esempio di come a Lanzarote si coltivano le viti: muretti per proteggere la pianta dal vento e una buca profonda

Jameos del Agua

Vasca di acqua dentro una conca di roccia

Panoramica dall’alto di Jameos del Agua

Ultima visita dell’escursione è stata Jameos del Agua, una grotta naturale prodotta da un’eruzione vulcanica. Una scala porta a diversi metri nel sottosuolo, dove si viene accolti da un clima fresco e da un lago stagno che offre rifugio ai piccoli granchietti bianchi, nati ciechi proprio a causa del luogo buio.

Ora, di per sé il posto è niente male, ma a dare un tocco di grazia definitivo ci ha pensato il solito César Manrique, che ha saputo unire l’arte alla bellezza naturale. Sul fondo troviamo infatti un bar e un enorme auditorium dove vengono realizzati spettacoli teatrali e musicali. L’acustica, infatti, è perfetta per simili avvenimenti.



vedi dove si trova Jameos del Agua

APPROFONDIMENTI

Una descrizione di Jameos del Agua

Granchio bianco cieco tra rocce

Uno dei granchietti bianchi che vivono in Jameos del Agua. Sono ciechi dalla nascita, visto che vivono al buio

Io davanti a una vasca d'acqua in una conca di roccia

L’ambiente esterno di Jameos del Agua. La piscina è opera dell’architetto César Manrique

Mirador del Rio, Cueva de Los Verdes

Isla Graciosa vista dall'alto

Una veduta panoramica di La Graciosa dall’alto del Mirador de Rio

Poco più a ovest di Jameos del Agua trovate la Cueva de Los Verdes. In questo caso non parliamo di una semplice grotta sotterranea, ma di un vero intreccio di cunicoli sotto a un soffitto lavico. E’ stato creato oltre 5 mila anni fa in seguito all’eruzione del Volcano de la Corona e si estende per più di 7 chilometri – dopo i quali il tunnel sprofonda nel mare per un altro chilometro e mezzo, ovviamente non accessibile al pubblico.

Pagando l’ingresso, una guida turistica vi porta all’interno e vi spiega come è stato creato quel posto. Inoltre, vi spiega come il minerale poroso blocchi i suoni provenienti dalla vicina chiesa, impedendo la classica eco che si dovrebbe sentire in un tunnel.
L’atmosfera particolare, unito ai particolari riflessi dei bacini che creano l’illusione di sprofondare negli abissi della caverna, fanno della Cueva de Los Verdes una delle principali attrazioni turistiche.

Ancora più suggestiva è Mirador del Rio, anche se per un altro motivo. César Manrique ha ideato una struttura particolare, con bar annesso, che permette di vedere dall’altro l’intera isola de La Graciosa. Quando sono salito all’apice e mi sono soffermato a guardare l’isola, sono rimasto sconcertato dalle dimensioni: camminandoci qualche giorno prima mi era parsa molto più piccola.
Lo spettacolo visto dall’alto – dell’oceano, delle isole e dell’orizzonte – vale davvero la pena.
Una nota: qua la temperatura è leggermente più bassa, perché siamo in alto e spira un vento costante.



vedi dove si trova Cueva de los Verdes



vedi dove si trova Mirador de Rio

Soffitto della grotta riflesso nell'acqua

Uno dei riflessi nella Cueva de los Verdes, che crea l’illusione di un profondo abisso

Caverna con roccia lavica

Un altro scorcio della Cueva de los Verdes

Copyright immagini

Tutte le foto dell’articolo sono state scattate dall’autore

Fonti esterne

Un sito per il turismo in Lanzarote

Un altro sito per il turismo in Lanzarote, con pdf da scaricare (inglese)

Informazioni sulla Spagna e sulle Canarie

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