Palio di Siena 2015 - immagine di repertorio

Il Palio di Siena è una competizione tra Contrade che si tiene ogni anno, con una tradizione secolare. Nel 2015 è finito in una clamorosa rissa [1]

Di per sé, il Palio di Siena è già una competizione che fa discutere. Si tratta di una corsa tra cavalli che rievoca, in qualche modo, la giostra equestre del Medioevo: il 2 luglio e il 16 agosto di ogni anno, 10 tra le 17 Contrade mettono in campo i loro fantini e spronano i rispettivi cavalli in cerca della vittoria. Non importa se il fantino arriva a destinazione: quello che importa è il cavallo che taglia per primo il traguardo dopo aver compiuto tre giri completi.

La critica nasce dal fatto che il Palio è una competizione pericolosa: è capitato varie volte in passato che i cavalli e qualche fantino finissero uccisi nella foga (si conteggiano 48 cavalli morti dal 1970); motivo per cui gli animalisti stanno spingendo sempre più per far chiudere le gare.
Ma si tratta di una lotta difficile, perché il Palio è una tradizione tra nobili casate che si tiene sin dal 1200 ed è sinonimo di grande prestigio per il vincitore. Dopo la vittoria, la Contrada festeggia per settimane.

Il popolo, in effetti, è diviso tra chi dichiara che le tradizioni non dovrebbero mai essere soppresse e chi invece afferma che in tempi moderni la sicurezza e il buonsenso vengano prima di tutto.

La rissa dopo il Palio di Siena 2015

Nel 2015 ad aggiudicarsi il premio del Palio di Siena di agosto è stata la Contrada Selva, diretta dal fantino Giovanni Atzeni in sella al cavallo Polonski.
Alla fine della gara è scoppiata una rissa di massa tra le Contrade di Nicchio, Montone, Onda e Torre.

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Api in formazione nell'alveare

Un video in time-lapse mostra l’evoluzione delle api, dallo stadio di larva al momento in cui lasciano il nido [1]

Le api sono creature straordinarie, responsabili di gran parte delle impollinazioni dei fiori e quindi indispensabili alla vita delle piante, degli animali e dell’essere umano.
La loro struttura gerarchica è così ben organizzata che si avvicina in buona parte alle nostre piramidi sociali.

Ma se vi siete chiesti come nasce un’ape, National Geographic vi risponde attraverso un meraviglioso video che dura poco più di un minuto, creato dal fotografo Anand Varma dopo 6 mesi di lavoro.
In time-lapse (cioè velocizzando il tempo) assisterete alla formazione della larva e al suo sviluppo nella cella dell’alveare fino al momento in cui l’ape lascerà il nido.
Un minuto di video che condensa 21 giorni di vita di un’ape.

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Google Server Farm

Il 30 giugno 2015 sarà aggiunto 1 secondo per compensare l’effetto del rallentamento della rotazione terrestre. Alcune aziende potrebbero trovarsi in difficoltà [1]

Sembra impossibile che un solo secondo possa fare tanta differenza. Eppure, alcune aziende stanno sudando freddo aspettando il 30 giugno 2015, quando l’orologio dovrà essere portato avanti di un secondo.

Questo adeguamento di tempo è necessario per un motivo semplice: la rotazione della Terra sta rallentando e, quindi, la nostra giornata si accorcia progressivamente. L’accumulo di questi piccolissimi accorciamenti ci ha costretto ad arrivare a un compromesso: la mezzanotte del 30 giugno 2015 sarà doppia. Si passerà direttamente dalle ore 23:59:59 alle ore 23:59:60, e soltanto dopo ci saranno le ore 00:00:00 come di consueto.

[curioso di sapere cosa succederebbe se la Terra si fermasse all’improvviso?]

Non si tratta di un evento nuovo, visto che è già successo per ventiquattro volte in passato dal 1972 al 2012 (l’adeguamento viene fatto ogni volta che il tempo solare si discosta dal nostro di 0,6 secondi).
Ma proprio nel 2012 ci sono stati dei seri problemi a causa della tecnologia moderna. I computer di alcune aziende, tra cui Linkedin e Foursquare, non hanno retto il colpo e si sono bloccati perché non trovavano la giusta corrispondenza di tempo. Con i computer basta poco per perdere il “filo” e l’errore di un secondo conta tanto quanto l’errore di un anno.

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Varsavia

C’è una città che, ogni anno, si ferma per un minuto. E’ Varsavia, capitale della Polonia, e i cittadini commemorano in questo modo la morte dei 200 mila polacchi durante la rivolta del 1944 [1]

Succede a Varsavia, la capitale della Polonia, il’1 agosto di ogni anno.
Se ci si ritrova a camminare per le sue strade, si potrebbe incorrere in un fenomeno straordinario: i cittadini si bloccano, restano immobili come sospesi nel tempo per un intero minuto.

Potrebbe sembrare un’ingegnosa trovata pubblicitaria, ma in realtà si tratta di un gesto simbolico per ricordare la terribile perdita dei 200 mila civili polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale che si sono rivoltati contro la Germania nazista.

La rivolta: orgoglio, tradimento, risentimento

Tra l’1 agosto e il 2 ottobre del 1944, infatti, l’Esercito Nazionale Polacco tentò una sortita in quella che sarà poi conosciuta come “La Rivolta di Varsavia“; l’intento era di liberare la capitale dai nazisti prima dell’arrivo dell’esercito sovietico (che i polacchi consideravano degli invasori simili ai tedeschi).
Ma i rivoltosi avevano armi inadatte e un addestramento approssimativo, per cui dovettero presto ripiegare in tattiche di guerriglia urbana. Come ci si poteva aspettare, non potevano fronteggiare le truppe preparate dei tedeschi e la rivolta si concluse in un massacro polacco senza precedenti.

I nazisti non si risparmiarono. Dopo aver circondato la popolazione civile, fu ordinato di sparare indiscriminatamente su uomini, donne e bambini, e di distruggere gli edifici.
I polacchi speravano allora nell’arrivo dell’Armata Rossa sovietica, che tuttavia non intervenne – in parte perché fu bloccata dai tedeschi, in parte perché Stanlin voleva approfittare in futuro della debolezza polacca.

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Montreal - Neve e ghiaccio in città

La spaventosa tempesta di ghiaccio del 1998 a Montreal, in Canada, ha lasciato una traccia evidente nel DNA dei bambini che a quel tempo si trovavano in attesa di nascere [1]

Era il 1998 e a Montreal, in Canada, si stava verificando una tempesta di ghiaccio senza precedenti.

I meteorologi l’hanno definita in seguito la forma più vicina alla “tempesta perfetta”, e a ragione: 4 milioni di persone sono rimaste senza elettricità e senza acqua, congelata nelle tubature. Gli alberi caduti e la strada ghiacciata hanno impedito i soccorsi per 6 giorni. Il riscaldamento non era accessibile e ha provocato 35 morti.

Le tracce di quello spaventoso evento continua a ripercuotersi tutt’ora nella gente di Montreal, ma non solo a livello emotivo.
Grazie a quello che è stato chiamato Project Ice Storm (“progetto tempesta di ghiaccio”), infatti, si è scoperto che i bambini che al tempo dei fatti si trovavano nel pancione delle loro madri recano nel DNA le conseguenze della tempesta.

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Uragano Katrina 2015 - effetti alluvione

Dal 1970 i disastri meteorologici hanno provocato quasi 2 milioni di vittime e danni per 2400 miliardi. L’industrializzazione e la globalizzazione sono tra le cause [1]

8835 eventi meteorologici disastrosi. 1,94 milioni di vittime nel mondo. Circa 2400 miliardi di danni.
Sono questi i dati riferiti dalla World Meteorological Organization su un periodo che va dal 1971 al 2012. Quarant’anni di fenomeni naturali che l’uomo, industrializzato o meno, non è riuscito a gestire o a contenere.

Che il meteo sia in continua evoluzione era già risaputo ed è chiaro che episodi isolati di particolare violenza possono sempre capitare. Nel 2003, per esempio, il caldo e la siccità hanno messo l’Europa in ginocchio, provocando 70 mila vittime di cui 20 mila solo in Italia.
Ma senza andare troppo lontano nel tempo, anche il 2014 ha segnato delle anomalie, con piogge torrenziali, grandinate violente e un’estate che praticamente non si è presentata. Per fortuna non ci sono state così tante vittime come nel 2003, ma i danni ci sono stati e ci saranno senz’altro ripercussioni future a causa dei danni all’agricoltura.

Il passato ci spiega che l’essere umano non sarà mai sufficientemente in grado di affrontare i fenomeni meteorologici fuori controllo. Lo dimostra il fatto che i disastri sono andati in crescendo con il passare degli anni, anziché diminuire.
Eppure le nostre conoscenze sulla fisica sono aumentate. Allora perché siamo ancora in balia della natura?

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Foglia al sole - dettaglio

Julian Melchiorri ha creato una foglia artificiale capace di produrre ossigeno come fanno le piante. Saranno usate negli edifici ma anche per i viaggi nello spazio [1]

In un prossimo futuro, è possibile che viaggiando per strada vi ritroverete a osservare enormi edifici dalle facciate completamente verdi. E il rivestimento di cui stiamo parlando non è la vernice: sono le foglie delle piante.
Le potreste trovare praticamente ovunque: sui muri, attorno ai lampadari, forse persino all’interno delle vostre macchine.

Julian Melchiorri, uno studente inglese di ingegneria al Royal College of Art, è riuscito a creare la prima foglia artificiale capace di produrre ossigeno come fanno le piante, e cioè assorbendo luce, piccole quantità d’acqua e anidride carbonica.
Il vantaggio? Le foglie artificiali possono essere create in massa in laboratorio e usate per “tappezzare” gli edifici in città estremamente inquinate.

Julian Melchiorri e la foglia artificiale

Julian Melchiorri con una delle sue foglie artificiali [2]

Ma c’è anche un altro vantaggio meno immediato: le foglie di Melchiorri riescono a sopravvivere al di fuori dell’atmosfera terrestre, se ottengono il giusto nutrimento di acqua e luce, cosa che le piante comuni non riescono a fare.

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Nelson Mandela e la poesia Invictus - fumetto

Un fumetto sui 26 anni di Nelson Mandela trascorsi in prigionia. La poesia Invictus di Henley gli ha offerto la forza di volontà per resistere

Qualche tempo fa abbiamo presentato una delle più accese poesie che gli autori di ogni secolo abbiano mai scritto: Invictus, di William Ernest Henley.

Si tratta di un’opera estremamente personale, densa di determinazione e di forza di volontà. Il titolo stesso – “invitto”, “mai sconfitto” – riassume tutte le emozioni che Henley voleva esprimere.

La forza di Invictus è tale che Nelson Mandela ne fece letteralmente il suo mantra per sopportare i lunghi anni di prigionia, la conseguenza della sua lotta anti-razzista contro l’apartheid. Una detenzione, ricordiamo, che è durata ben 26 anni, durante i quali è normale per un uomo la tentazione di cedere. Proprio Invictus pare sia stato il bastone su cui Mandela si appoggiò per continuare a combattere.

Il seguente fumetto riprende la poesia Invictus e la associa alla vita di prigionia di Mandela.
Il testo della poesia è in inglese: fate riferimento all’articolo che ho linkato sopra per la sua traduzione all’interno del fumetto.
Cliccateci sopra per aprirlo, in un’altra pagina, a grandezza originale.

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FingerReader - lettura di un testo con un dito

FingerReader è un piccolo dispositivo ad anello che permette di leggere ad alta voce un testo scorrendovi sopra il dito. Utile per i non vedenti e per tradurre un testo da una lingua a un’altra

FingerReader in inglese significa «dito che legge». Ed è proprio quello che si promette di fare un nuovo dispositivo ideato dal MIT Media Lab: permettere di leggere qualsiasi scritta senza l’uso degli occhi.

Si tratta di una notizia senz’altro eccezionale per chi ha problemi di vista e soprattutto per i non vedenti. Basta infilare il piccolo dispositivo al dito e scorrere il dito su una qualsiasi pagina. Una telecamera si occuperà di catturare il testo e di leggerlo ad alta voce – segnalando, tra l’altro, con una vibrazione quando il dito esce dalle righe.

FingerReader - prototipo di lettura per non vedenti

Ecco come appare il prototipo del dispositivo capace, grazie a una telecamera, di leggere un testo con il semplice scorrere del dito

L’anello è capace di leggere non solo libri cartacei, ma anche i dispositivi tecnologici ormai diffusi, quali i computer e i tablet.

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Amicizia tra ragazze

L’essere umano tende a scegliere amici con delle varianti genetiche simili e ad aggregarsi in gruppi familiari. E’ questa tendenza ad averci permesso di evolvere così velocemente [1]

Vi siete mai chiesti perché tendete a preferire alcuni amici anziché altri? O perché vi accorgete subito se esiste un’affinità con una persona appena conosciuta?
La risposta ce la dà un articolo, pubblicato ancora il 15 dicembre 2010, su Proceedings of the National Academy of Sciences. Quello che ci fa protendere verso una persona invece di un’altra è la somiglianza genetica.

A quanto pare, inconsciamente, il nostro corpo è capace di stabilire se l’individuo che ci sta di fronte è geneticamente simile a noi, al punto che i nostri amici condividerebbero circa l’1% del nostro patrimonio genetico (un valore piuttosto alto per la scienza).
Si tratta naturalmente di un’indagine statistica, che potrebbe riservare ancora delle sorprese, anche perché si dovrebbero considerare numerosi fattori nella scelta di un nuovo “amico”. Ma il risultato spiega perché i popoli tendono ad aggregarsi e a cooperare con gruppi geograficamente vicini (per esempio, l’Italia preferisce trattare con i Paesi europei poco più a nord), in cui il patrimonio genetico è simile.

Sembra inoltre che il rapporto con persone simili permetta a ognuno di noi (e all’essere umano) di evolvere più in fretta. Ecco uno dei motivi per cui l’essere umano ha avuto un’accelerazione evolutiva così spiccata negli ultimi 30 mila anni, periodo in cui i rapporti sociali sono diventati importanti.

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