Quando e perché ci sarà la prossima Glaciazione – Secondo un russo, potrebbe iniziare già nel 2014

Locandina del film The day after tomorrow

Lo locandina catastrofica del film “The day after tomorrow”. Uno scenario simile nel breve termine è molto improbabile (anche se non impossibile) (1)

Quando ho letto il titolo della notizia ho pensato a un’altra di quelle informazioni fuorvianti che servono per attirare il pubblico e spingerlo a leggere l’articolo intero, rivelandosi poi tanto fumo e niente arrosto.

Niente affatto. In questo caso non si tratta di uno specchietto per le allodole. Come riporta un articolo de La Voce della Russia, il dottor Habibullo Ismailovich Abdussamatov, responsabile della ricerca spaziale all’Accademia delle scienze di Pulkovo, ha lasciato questa dichiarazione ancora a febbraio del 2012:

«Secondo i dati disponibili, la temperatura andrà ad abbassarsi costantemente a partire dal 2014. Il picco sara raggiunto nel decennio del 2050. L’abbassamento si concluderà con la riduzione delle zone seminate. Oltre ai problemi alimentari diventerà più difficile l’estrazione del petrolio e del gas nelle latitudini nord. L’abbassamento toccherà molti paesi, quasi tutti, ma in primo luogo quelli del nord».

Per la precisione, nella sua ricerca tradotta leggiamo:

Nel prossimo futuro si osserverà un periodo di transizione (tra riscaldamento globale e il raffreddamento globale), di cambiamenti climatici instabili con la temperatura globale fluttuante attorno al suo valore massimo raggiunto nel periodo 1998-2005. Dopo il massimo del ciclo solare, da circa il 2014 ci si può aspettare l’inizio del prossimo ciclo bicentenario di raffreddamento profondo con una piccola era glaciale nel 2055 ± 11.

Stando alle sue parole, ci troviamo alle porte di una vera e propria glaciazione, che coinvolgerà innanzitutto gli Stati del nord.
Senza farci prendere dallo sconforto (di teorie simili ne sono uscite a decine) e senza nulla togliere alla competenza dello scienziato (vedremo alla fine che non si tratta del “primo venuto”), vediamo di analizzare per un attimo le informazioni che abbiamo.

Fonti e una breve nota personale

Della questione se ne sono occupati scienziati e non, a volte criticando la teoria e altre ritenendola fondata. In fondo alla pagina trovate le fonti a cui mi sono appoggiato e qualche altra la trovate all’interno del testo.

Devo ammettere che sono rimasto piuttosto sorpreso dalla rigidità delle idee tra chi è del settore, che in alcuni casi si è persino rifiutato di discuterne o ha bollato l’argomento come un’idea «fallimentare, di cui si è già dimostrata l’erroneità».
Innanzitutto, si tratta di un’affermazione poco convinta, visto che l’argomento è ancora aperto e, anzi, come vedremo più sotto esistono prove a supporto della tesi (e altre contrarie).
In secondo luogo, stiamo parlando di una possibilità e non di una certezza: basandoci sui dati storici e attuali, stiamo facendo delle possibili previsioni. Chiunque, ma soprattutto chi si occupa di scienza, non dovrebbe fermarsi al «sentimento» e ripudiare un’idea soltanto perché esce dagli schemi o non è conforme allo standard (che poi, di quale standard stiamo parlando?).
Infine, ricordiamoci che non stiamo parlando di una vera e propria Era Glaciale, ma di una glaciazione (o Piccola Era Glaciale): sono due cose ben diverse.

Fino a prova contraria, è il caso di tenere la mente aperta. Se poi si rivelerà una tesi fallimentare o corretta, saranno i dati a dirlo.

Come inizia un’Era glaciale

Mappa geografica dell'Oceano Atlantico

La Corrente del Golfo stabilizza il clima di Europa e America. Se rallentasse, gli effetti sarebbero pesanti (2)

In seguito al commento di Marco (che ringrazio) ho fatto qualche ricerca più dettagliata sul significato di Ere glaciali e sui loro sottoperiodi. Da dilettante sulla materia, avevo infatti tralasciato delle importanti distinzioni. Riporto qualche informazione di base, che potrete approfondire. Se trovate altri errori o c’è qualcuno del settore che vuole lasciare la sua opinione, scriva pure un commento o mi contatti: provvederò ad aggiornare.

Si contano almeno cinque Ere glaciali nella storia. L’attuale ha avuto inizio circa 1 milione di anni fa.
All’interno di un’Era glaciale si distinguono degli intervalli di tempo minori, detti periodi glaciali, che hanno una durata media di circa 100 mila anni. Nell’attuale Era glaciale si sono avuti quattro periodi glaciali.
Infine, in un’Era glaciale si conteggiano alcuni sotto-intervalli di tempo detti periodi interglaciali, la cui durata è tra i 15.000 e i 10.000 anni. Queste interglaciazioni sono, nella sostanza, un tempo di quiete, in cui la temperatura si innalza e i ghiacci si ritirano sensibilmente.
Agli indirizzi linkati, che fanno riferimento a pagine su Wikipedia, troverete una spiegazione dettagliata su ogni periodo e delle tabelle riassuntive suddivise per intervalli di tempo.

Secondo la classificazione qui sopra, quindi, Abdussamatov non fa riferimento all’inizio di un’«Era glaciale», ma di un periodo glaciale (una glaciazione, appunto). Anche perché ci troviamo già all’interno di un’Era glaciale, che è iniziata milioni di anni fa ed è ancora in corso.

Per quanto gli scienziati siano in disaccordo sulle cause nel dettaglio, è chiaro che una glaciazione ha inizio con un raffreddamento dell’emisfero settentrionale. I raggi del sole non sono più sufficienti a sciogliere i ghiacci e questi avanzano nel corso dei secoli, abbracciando zone sempre più meridionali.
Il raffreddamento è progessivo: mancando il caldo, l’atmosfera sarà sempre più fredda e i ghiacci avanzeranno sempre di più. In 10-20 mila anni si ritorna in un nuovo periodo glaciale.

Abdussamatov ha affermato, tra l’altro, che: «Come al solito, prima tutti dicono che si tratta di una sciocchezza, priva di fondamento scientifico e poco probabile, poi dicono, che c’è da pensarci su, e poi che l’avevamo detto. La teoria dell’abbassamento di temperatura è riconosciuta da tutto il mondo».

In effetti, la teoria di abbassamento di temperatura di cui parla è effettivamente studiata da tempo. Riducendola all’osso, spiega che il surriscaldamento dell’atmosfera terrestre a cui stiamo assistendo oggigiorno, se non fermato, potrebbe paradossalmente portare a un improvviso abbassamento del clima. Una delle cause è lo scioglimento dei ghiacci, la cui acqua andrebbe a intaccare le correnti oceaniche (prima tra tutte la Corrente del Golfo) che, come sappiamo, regolano il clima lungo le coste.
Anche l’incremento di un solo grado di temperatura nell’atmosfera potrebbe significare dei pesanti cambiamenti climatici. Ecco perché, nell’ultimo decennio, gli allarmismi degli scienziati sono aumentati (meglio tardi che mai).

Una delle grandi cause su cui si discute sono le emissioni spropositate di anidride carbonica degli ultimi anni. Il surriscaldamento da loro prodotto rischia di sciogliere i ghiacci e di mettere in gioco le basi per una glaciazione.
Alcuni articoli, però, smentiscono la tesi. Sostengono cioè che le alte emissioni di anidride carbonica del mondo moderno, per quanto siano pericolose e da evitare (visto i danni che provocano), potrebbero addirittura impedire alla Terra di piombare in una nuova glaciazione, tardando di secoli il suo avvento.

Proprio queste divergenze di opinioni dovrebbero farvi capire che nessuno sa con precisione quali siano le cause che portano a un’Era glaciale.

I precedenti periodi glaciali come riferimento

Globo terrestre con ghiaccio al nord

La Terra è stata soggetta nei millenni a numerosi periodi glaciali, con intervalli intermedi di caldo (3)

Abdussamatov ha detto un’altra verità: finché non ci capitiamo in mezzo, ci sembrano delle sciocchezze e le ignoriamo. Ma la scienza si basa sui fatti e noi abbiamo a disposizione degli esempi su cui fare affidamento.

Dal 1645 al 1715 circa il Sole si è trovato in un periodo di bassa attività solare. Questo periodo è detto minimo di Maunder dal nome dell’astronomo che scoprì il fenomeno, dovuto a una diminuzione del numero di macchie solari.
Il fatto successe in modo brusco, senza preavviso, e portò una piccola era glaciale con inverni molto rigidi in Europa, Nord America e forse in altri continenti limitrofi.
In questo caso l’attività dell’uomo non c’entrava, ma gli effetti sono gli stessi spiegati sopra e hanno causato probabilmente una modifica delle correnti oceaniche.

Se ci spingiamo più indietro e parliamo di migliaia di anni, scopriamo che la Terra ha subito spesso dei cicli glaciali e ben più forti. Tutte le glaciazioni sono state separate da periodi intermezzi caldi che sono duranti circa 10 mila anni. Come vedete nello schema sotto, la storia si ripete in modo piuttosto regolare.

Grafico delle temperature nei millenni

Uno schema che mostra i picchi di temperatura nei millenni. In verde troviamo le interglaciazioni (4)

Attualmente stiamo vivendo in uno di questi periodi intermezzi: l’ultima glaciazione, infatti, è finita circa 11 mila anni fa. A livello di storia, quindi, ci troviamo sulla possibile soglia di una nuova glaciazione.

In un articolo di ottobre 2016, la rivista “BBC Science” riporta un passo a tema, che riporto integralmente qui sotto:

Quando c’è un minimo solare, l’assenza di tempeste solari fa perdere alla Terra parte del suo scudo contro le radiazioni cosmiche che vengono dall’esterno del Sistema Solare.
«Complessivamente, l’emissione di radiazioni da parte del Sole si riduce nei minimi solari, facendo restringere lievemente l’atmosfera terrestre perché è meno riscaldata» dice Lucie Green, autrice di “15 Million Degrees: A Journey to the Centre of the Sun” (15 milioni di gradi: un viaggio al centro del Sole). «Per i satelliti artificiali è una buona notizia, e anche per la Stazione Spaziale Internazionale, perché quando l’atmosfera terrestre si restringe, questi oggetti in orbita incontrano meno resistenza e così hanno una vita più lunga. Purtroppo lo stesso discorso vale anche per i detriti spaziali!».

«L’attività delle macchie solari è la più bassa dal 1906 e questo, forse, potrebbe influenzare anche il clima. È possibile che il Sole stia attraversando un lungo declino nella sua attività» spiega Joanna Haigh, codirettrice del Grantham Institute for Climate Change and Environment. «L’ultimo Grande Minimo si verificò alla fine del secolo XVII ed è associato a un periodo più freddo nell’Europa nordoccidentale, detto Piccola Era Glaciale. A quel che ci risulta, qualla bassa attività solare ebbe poco impatto sulle temperature globali, ma potrebbe aver provocato effetti regionali, tra cui inverni più rigidi nel nord-ovest dell’Europa. È possibile per il futuro prevedere effetti analoghi».

Nulla di certo, quindi, ma la possibilità concreta dell’abbassamento di temperatura esiste.

Cosa dobbiamo aspettarci in caso di Glaciazione

Uomini in una strada innevata

Jakutsk, la città più fredda del mondo. Qui le temperature arrivano a -50°C (5)

Poniamo il caso che il mondo, o l’emisfero settentrionale, si trovi a sopportare un altro ciclo glaciale come quella del 1600. Pensate forse che se i nostri avi sono riusciti a sopravvivere, non riusciremmo a farlo anche noi, con la tecnologia che abbiamo a disposizione?

Parlando di “Periodi Glaciali” (inteso più che altro come un improvviso abbassamento di temperatura) si pensa sempre a uno scenario catastrofico. Non è così, come abbiamo visto. La pericolosità e il rischio dipendono dall’intensità della glaciazione. Se ci fermiamo ai livelli del 1600, avremo senz’altro dei disagi (e probabilmente anche gravi in alcune zone) e la società ne sarà senza dubbio influenzata, ma da qua a parlare di “fine del mondo” siamo ben lontani.
Certo, il freddo anomalo porta a problemi non indifferenti: qualche tempo fa ho trattato un articolo che parlava degli effetti del freddo estremo e delle conseguenze di una violenta tempesta di ghiaccio. Ma visto che in Russia esiste una città abitata, Jakutsk, che arriva a sfiorare anche i -50°C, direi che è una questione di adattamento.

Tutt’altra cosa avverrà se saremo sottoposti a una vera e propria Era Glaciale, di quelle che comportano un avanzamento dei ghiacci fino al cuore dei continenti. Situazioni simili non sono prevedibili nel lungo termine e, soprattutto, possono verificarsi improvvisamente.
Quanto improvvisamente? In Siberia sono stati trovati dei mammuth perfettamente conservati, con del cibo ancora fresco nello stomaco, che lascia pensare a un congelamento nell’arco di poche ore. I mammuth non hanno avuto nemmeno il tempo di digerire il pranzo.
Cercare di capire come comportarsi in caso di glaciazioni simili, a mio avviso, è abbastanza inutile: se avvenisse, è chiaro che il nostro modo di vivere cambierebbe radicalmente.

In questo articolo non approfondirò il tema delle vere e proprie Ere glaciali che si sono verificate nella storia.
Non dimentichiamoci però che Abdussamatov è uno scienziato: potremmo non essere d’accordo con le sue previsioni, ma questo non toglie che siano frutto di studi.
Una traduzione della sua ricerca (un po’ tecnica) la trovate all’articolo linkato nelle fonti esterne, tanto per darvi un’idea della sua serietà.

Link esterni

L’articolo su La Voce della Russia

La traduzione della ricerca di Abdussamatov

Un articolo su Skeptical Science che parla dell’ultima Piccola Era Glaciale

Rivista “BBC Science”, ottobre 2016.

Copyright immagini

(1) http://www.1zoom.net/Movies/wallpaper/92846/z157.1/
(2) http://xmx.forumcommunity.net/?t=1777196
(3) http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/le-attivita-umane-hanno-solo-accentuato.html
(4) http://www.skepticalscience.com/translation.php?a=53&l=17
(5) http://dzuturum.blogspot.com/2011/11/jakutsk-najhladniji-grad-na-svijetu.html

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