Quanto può vivere un uomo senza bere e senza mangiare?

24 Settembre 2011 | Mente e corpo umano

Introduzione

L’acqua è il bene più prezioso per l’uomo. Il suo corpo, infatti, è composto per gran parte di acqua, che viene consumata durante la giornata: motivo per cui gli esperti ritengono di doverne assumere almeno due litri al giorno, che possono salire fino al doppio in casi eccezionali, come per esempio una sudorazione troppo intensa.

Una settimana senz’acqua

Ma quanto può resistere un uomo senza bere? Una risposta esatta non esiste, perché dipende dalla corporatura del soggetto e dal suo stato fisico. Un bambino appena nato resisterebbe per un terzo del tempo di un uomo adulto; una donna ha potenzialmente la possibilità di resistere più a lungo di un maschio, perché consuma meno energie.

Dipende inoltre da vari fattori esterni, come il tipo di ambiente in cui ci si trova (nel deserto servirebbero quattro litri di acqua al giorno per una dieta corretta) e dal tipo di attività che si compie. Dormendo, per esempio, si riduce la perdita di liquidi.

In linea generale, con una temperatura ambientale attorno ai 15°C, un uomo può resistere una settimana intera senza bere, purché si nutra dei liquidi contenuti nei cibi freschi (frutta e verdura in primis). A ogni modo, la disidratazione porta conseguenze in poco tempo, spesso anche gravi.

Un mese senza cibo

Se all’acqua non si può rinunciare nel breve termine, l’astinenza da cibo è invece più sopportabile. Come nel caso della disidratazione, anche senza nutrirsi si possono avere conseguenze pesanti, ma nei primi due o tre giorni il vero problema è rappresentato più che altro dai morsi della fame.

Teniamo conto che l’energia del nostro corpo è alimentata dal glucosio (un tipo di zucchero presente in alte quantità nella frutta; è tra l’altro il composto organico più numeroso in natura). Il cervello pensa e agisce unicamente grazie alla nostra riserva di glucosio. Dal glucosio si ottiene un polimero prezioso, il glicogeno, che è la nostra vera fonte di energia. Se manchiamo di assumere glucosio, inizieremmo a perdere la lucidità mentale.

Dopo il primo giorno e mezzo di astinenza da cibo, la scorta di glicogeno viene meno e il corpo si adatta, cominciando a “nutrirsi” degli avanzi. Al quarto giorno, saranno gli acidi grassi a darci la fonte di energia primaria (nello specifico, il cervello attingerà l’energia dai chetoni, che derivano dalla degradazione degli acidi grassi).

A questo punto avremmo un effetto curioso: euforia seguita da sensi più acuti, come se fossimo sotto l’effetto di una droga.

È alla seconda settimana (dopo 15-20 giorni di digiuno) che iniziano i danni permanenti in un uomo adulto. Dapprima il nostro corpo cercherà di che nutrirsi divorando le pareti dello stomaco. In seguito arriverà anche a decomporre lo stesso cervello.

Nonostante questo, comunque, occorrerà un intero mese senza mangiare perché sopraggiunga la morte.

Fonti principali
Enzo Maolucci e Alberto Salza, «Surviving»
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