Catatumbo - Tempesta di fulmini

Alla foce del fiume Catatumbo si registrano tempeste di fulmini per 160 giorni all’anno e con 280 lampi all’ora. I lampi si vedono fino a 400 km di distanza [@01]

Alla foce del fiume Catatumbo, sul lago Maracaibo in Venezuela, si verificano delle tempeste di fulmini fino a 160 giorni all’anno e che continuano anche per 10 ore al giorno. Ogni ora si possono registrare fino a 280 lampi.

Il fenomeno è suggestivo perché, oltre ai persistenti lampi nel cielo notturno visibili fino a 400 chilometri, il luogo è del tutto isolato dalla presenza dell’uomo per un raggio di 50 chilometri.

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Israele - Muro del pianto

La Palestina, la terra promessa agli ebrei, è stata teatro di un violento scontro tra Israele e Medio Oriente che è culminato con la Guerra dei sei giorni [@01]

Il 5 giugno 1967 Israele dà il via all’Operazione Focus. I suoi caccia si alzano in volo e in pochi giorni sottomettono le principali potenze arabe: prima l’Egitto, poi la Giordania e infine la Siria.
La breve battaglia, conosciuta come «Guerra dei sei giorni», avrebbe dovuto portare un equilibrio duraturo in una zona che da decenni era sul punto di scoppiare. Al contrario però ebbe l’esito di inasprire i dissapori tra Israele e il Medio Oriente.

Il ritorno degli ebrei in Palestina

Israele - Palestina

Da quando l’imperatore Adriano li scacciò dalla Palestina, gli ebrei sono rimasti un popolo senza patria. La nascita di Israele è stata una conseguenza inevitabile [@02]

La storia della persecuzione ebraica dura da secoli. La diaspora iniziò nel II secolo d.C., quando l’imperatore romano Adriano vietò loro di rimanere in Palestina dopo l’ennesima rivolta ebraica. Nel 1492 la cosa peggiorò, perché la Spagna li scacciò senza mezzi termini dalla loro patria.
A fine ‘800 si era arrivati alla conclusione che questa oppressione potesse finire creando una Nazione ebraica: Israele per l’appunto, nato nel 1948. Ma per arrivare a questo punto se n’è dovuta fare di strada.

Il movimento sionista nacque per riunire gli ebrei dei vari Paesi sotto un unico Stato. Aveva finanziato a suo tempo delle terre disabitate in Palestina, che gli arabi vendettero con piacere, e lì gli ebrei si rifugiarono come immigrati. All’inizio la questione sembrava sul punto di risolversi, ma ben presto gli ebrei crebbero di numero e si trovarono con la necessità di ottenere nuove terre fertili e acqua per sopravvivere. Se nel 1914 gli ebrei erano soltanto 60 mila, negli anni ’30 raggiunsero le 400 mila unità.

Il conflitto fu inevitabile. La Palestina fu contesa tra ebrei e arabi, e gli inglesi che la gestivano sin dalla Prima Guerra mondiale non fecero niente per smorzare gli animi. Nel 1936 la «grande rivolta araba» cercò di bloccare l’avanzata degli ebrei e gli inglesi questa volta reagirono, uccidendo 6 mila arabi nel tentativo di contenerli e varando una legge per limitare l’immigrazione ebrea.
Gli ebrei, da parte loro, reagirono al soffocamento. Guidati dai sionisti formarono delle sorte di milizie militari, che finirono per attaccare anche obiettivi inglesi.

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Terra in mano

La massa può essere calcolata combinando le leggi fondamentali delle forze e della gravità. Il peso però non è valore fisso e dipende dalle masse in gioco [@01]

Precisiamolo subito: massa e peso sono due elementi ben diversi, come vedremo tra poco. La domanda nel titolo è stata posta in questo modo perché è tra le più ricercate nel web; è quindi evidente che gran parte della gente fa confusione tra «peso» e «massa», e l’articolo è nato tra le altre cose per fare un po’ di chiarezza.

La massa della Terra è di circa 6 mila miliardi di miliardi di tonnellate (6 seguito da 24 zeri) e non ha mai smesso di aumentare da quando si è formata, perché in media ogni giorno continuano a cadere 400 tonnellate tra polveri e meteoriti.

La massa della Terra può essere calcolata grazie a due leggi fondamentali legate tra loro: la legge di gravitazione universale e la seconda legge della dinamica di Newton. Combinandole e inserendo i dati che conosciamo, possiamo ricavare la massa della Terra.

Il peso invece non è un valore fisso e, anzi, sarebbe più corretto chiamarlo «forza peso»: infatti il suo valore dipende da quale corpo esercita l’attrazione gravitazionale con la Terra.

Differenza tra massa e peso

Teniamo presente che massa e peso sono due grandezze diverse. La massa indica la quantità di materia di un oggetto e non cambia mai, mentre il peso (di preciso: «forza peso») identifica la forza che la gravità esercita sulla massa. Se voi faceste un viaggio sulla Luna dove la gravità è molto minore rispetto a quella terrestre, la vostra massa non cambierebbe, ma pesereste circa 1/6. In altre parole, il peso dipende dal campo gravitazionale di riferimento.

In astronomia parlare di “peso della Terra” suona un po’ male, perché la Terra non poggia su niente; però ruota attorno al Sole e quindi possiamo calcolare la forza peso in base all’attrazione esercitata dal Sole.
Dunque la domanda «quanto pesa la Terra?» è imprecisa, perché bisognerebbe precisare in riferimento a quale campo gravitazionale. Per esempio una domanda un po’ più precisa sarebbe: «quanto pesa la Terra in base all’attrazione gravitazionale esercitata dal Sole?».

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Violenza sulle donne - Silohuette uomo e donna

Il report 2014 dell’Istat ci mostra come la violenza sulle donne continui negli anni, nonostante i miglioramenti [@01]

Un report dell’Istat risalente al 2014 ha messo in luce una verità inquietante: la violenza contro le donne è fenomeno così ampio da essere quasi incontrollabile. Nonostante i progressi che si sono fatti e la consapevolezza che si tratta di un sintomo da debellare, ci sono situazioni che non accennano a diminuire.

Stiamo parlando di ben 6.788.000 donne italiane che nel corso della vita hanno subito un qualche tipo di violenza (fisica o sessuale); e si tratta soltanto di coloro che hanno deciso di dichiararlo apertamente, per cui è probabile che il totale sia più alto. Per cui anche considerando il fatto che alcune denunce potrebbero essere “esagerate”, il fenomeno resta preoccupante e pericoloso.

Nelle fonti a fondo pagina trovate il link al report originale. Nell’articolo mi limito a riassumere le parti principali.

Qualche numero

Violenza sulle donne - Manifesto

Le denunce sono aumentate rispetto al 2006, ma sono ancora insufficienti a fermare il fenomeno [@02]

Elenchiamo qualche dato preciso. Precisiamo che per «violenza sessuale» si intende un tipo di maltrattamento più generico di «stupro»: include per esempio lo stalking, le “palpatine”, le persecuzioni.

Nel rapporto ci sono dei dati positivi, segno che qualcosa sta cambiando: si abbassano le violenze psicologiche dei partner (dal 42,3% al 26,4% rispetto al 2006), le donne abusate denunciano di più il reato e sembrano essere più soddisfatte del lavoro fatto dalle forze dell’ordine (dal 9,9% al 28,5%).

Il problema è che gli elementi negativi continuano a pesare e che alcuni dati non danno segno di voler diminuire. In particolare gli stupri e i tentati stupri sono rimasti della stessa percentuale del 2006, e il 10% delle donne subisce una più generica violenza sessuale prima dei 16 anni.
Sono 652 mila le donne che hanno subito degli stupri e 746 mila dei tentati stupri.

La violenza sessuale non è l’unico movente che porta al maltrattamento: spesso la donna subisce delle violenze fisiche che non hanno niente a che fare con il sesso. Non importa se la donna sia straniera o italiana, perché la percentuale di maltrattate è simile: ma verso le straniere gli stupri e i tentati stupri sono molto più frequenti, mentre le violenze sessuali sono soprattutto una piaga per le italiane. Nemmeno le disabili o le donne in gravidanza vengono risparmiate.

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Kaguya-hime - Fan art

Il mito della principessa splendente Kaguya-hime si intreccia con la festa del raccolto, festeggiata durante la Luna piena di settembre [@01]

Che cos’hanno in comune l’autunno, la Luna piena e il monte Fuji? La risposta si trova nella tradizione giapponese: il mito di Kaguya-Hime.
La favola è una delle tante meraviglie nascoste nella terra del Sol Levante, ma altrettanto particolare è la stagione O-Tsukimi, in cui gli abitanti celebrano la Luna piena con una festa in piena regola.

Il racconto originale è datato attorno al X secolo ed è conosciuto con due nomi: Taketori monogatari («Il racconto di un tagliabambù») e Kaguya-hime no monogatari («Il racconto della principessa splendente»).

La ragazza splendente

Kaguya-hime - Sequenza del mito

Una sequenza che riporta il mito di Kaguya-hime, preso dal film Kaguya-hime no Monogatari del 2013 [@02]

La leggenda racconta di un vecchio tagliabambù che, passeggiando in un boschetto, si imbattè in un uno stelo di bambù splendente nella notte. Quando lo spaccò a metà, però, al suo interno trovò una ragazza così minuscola che poteva stare sul palmo di una mano.

Il vecchio immaginò che fosse un dono degli dei: infatti lui e la moglie erano vecchi e non avevano potuto avere figli. Decise quindi di portarla a casa e di crescerla. Tra le altre cose, da quel momento ogni volta che il vecchio tagliava una canna di bambù, all’interno ci trovava sempre una moneta d’oro, che gli permise di arricchirsi in breve.

La ragazza fu chiamata Kaguya-hime o, per la precisione, Nayotake no Kaguya-hime («principessa splendente del bambù flessuoso»). Crescendo acquistò una straordinaria bellezza, al punto che le si presentarono alla porta cinque principi pretendenti.

Come condizione per accettare la proposta di matrimonio, lei stabilì per ognuno di loro di recuperare un tesoro impossibile da trovare: la sacra ciotola del Buddha, un ramo di un albero dal tronco d’oro e dalle foglie d’argento, la pelle di un topo di fuoco della Cina, il gioiello multicolore sulla testa di un drago e la conchiglia nascosta nella pancia di una rondine.
Nessuno portò mai a compimento l’impresa, nemmeno con l’imbroglio, e anzi uno dei principi perse la vita nel tentativo. La ragazza rifiutò persino la corte dell’imperatore in persona.

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Vaccini - Donna vaccinata da medico

I vaccini ci hanno permesso di debellare o controllare certe pericolose malattie. Alcuni dubbi restano sulle modalità di somministrazione [@01]

Il tema delle vaccinazioni rese obbligatorie per legge ha sollevato uno spolverone durante l’estate. I genitori, comprensibilmente, sono preoccupati per la salute dei figli e gli esperti, altrettanto comprensibilmente, cercano di spiegare perché tanto allarmismo è fuori luogo.

Per capire fino a dove arriva la verità e dove iniziano le fantasie, ho dovuto informarmi a fondo leggendo articoli di settore e guardandomi documentari a tema. La questione non è così semplice da sbrogliare, perché spesso anche gli esperti non sono del tutto d’accordo su certi argomenti; e le bufale su internet si sprecano.

Riassumendo

Vaccini - Omino con siringa

L’efficacia del vaccino è evidente. Le complicazioni sono rare, i dati parlano chiaro, ma forse sarebbe il caso di iniettarli uno alla volta [@02]

I dati che troverete nell’articolo sono un riassunto delle informazioni che sono riuscito a recuperare; in fondo trovate alcune delle fonti da leggere per intero. Diversamente dal solito farò subito un riassunto ed entrerò in seguito nei dettagli.

L’idea che mi sono fatto è riassumibile in questi punti:
– i vaccini sono necessari e ci hanno già protetto in passato da probabili epidemie: auguriamoci di non dover mai sperimentare una vera epidemia come accade in altre zone del mondo, dove la medicina è inaccessibile, perché in quel caso anche il più riluttante tra noi cambierebbe idea sull’argomento.
– i vaccini non sono un miracolo: riducono di molto la possibilità di contrarre la malattia, ma la percentuale non scende a 0.
– le complicazioni possono esistere, ma sono rare e in genere legate a particolari caratteristiche dell’individuo.
– nel dubbio sarebbe preferibile che i vaccini fossero fatti separati e non tutti in una volta; questa introduzione forzata rischia di diminuire l’efficacia della prevenzione. Non abbiamo prove certe che i vaccini multipli abbiano la stessa efficacia di quando li si somministra uno alla volta in tempi separati.

Ma soprattutto mi sono reso conto che gran parte dei cittadini contrari (non tutti) protesta senza essersi prima informata: si limita a copiare un sentito dire e soltanto perché avverte una naturale paura a riguardo. Questa tendenza è anche alimentata dal «piacere del complotto», che accompagna le società dall’alba dei tempi.
Dobbiamo renderci conto che quando un esperto parla lo fa, appunto, da esperto sull’argomento: ne sa senz’altro più di noi. Possiamo non essere d’accordo, ma in tal caso dobbiamo dimostrare le nostre ipotesi potrando dei validi esempi. Stiamo parlando di medicina, non di filosofia: servono prove scientifiche ripetute per rendere valida un’affermazione.

L’efficacia dei vaccini

I vaccini servono davvero? Le malattie non possono scomparire da sole?

Vaccini - Epidemia di ebola

Le epidemie sono tra le più spaventose catastrofi umanitarie. Controllarle mette in sicurezza le società e le economie future [@03]

A prima vista il nostro corpo riesce ad affrontare tutte le malattie e a uscirne senza danni o al massimo con qualche cicatrice. Non è così. I virus sono l’arma naturale più letale sul pianeta Terra: il nostro sistema immunitario riesce a far fronte a gran parte di essi, ma basta una malattia particolarmente resistente perché si diffonda e si trasformi in epidemia.

Prendiamo qualche numero. Senza andare troppo indietro nella storia (nel medioevo le epidemie di peste causavano milioni di vittime), basta che guardiamo i fatti recenti: l’Ebola sta mettendo in ginocchio tre Stati dell’Africa occidentale, l’AIDS ha causato circa 39 milioni di vittime dal 1960, l’influenza spagnola del 1918 ne ha causati 20 milioni e dal 2011 in Haiti sono morte oltre 6 mila persone per il colera. La meningite ha ucciso più di mille persone in Africa occidentale e il morbillo oltre 4500 in Congo.

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Valle dei Mulini - Torrente Pioverna tra la vegetazione

Il percorso della Valle dei Mulini fino alla grotta dei Darden è alla portata di quasi tutti e permette di trascorrere qualche ora immersi nella natura

Periodo di riferimento: 26 agosto 2017

Indirizzo: Prato San Pietro, 23813 Cortenova (LC)

Come arrivare: provenendo da Milano prendete la Strada Statale 36 (SS36) che attraversa il ramo sud-est del lago di Como. Se invece provenite da est, prendete l’Autostrada A4 e imboccate l’uscita di Capriate, che immette alla SP170 e prosegue fino ad agganciarsi alla SS36.
In entrambi i casi, dalla SS36 dovete svoltare per la SP62 e proseguire in direzione di Cortenova, fino alla destinazione (Prato San Pietro).

Percorso generale: da Prato San Pietro proseguite a piedi verso il sentiero che porta alla Valle dei Mulini. La grotta dei Darden è raggiungibile con una piccola deviazione.

Difficoltà del percorso: il tratto fino alla grotta dei Darden è un itinerario alla portata dei bambini, ma tenete presente che non è adatto ai passeggini: ci sono infatti dei rari punti stretti che potrebbero richiedere di aggrapparsi alle corde già presenti sul posto e che potrebbero dare un po’ fastidio a chi soffre di acrofobia (paura dell’altezza). Inoltre, per essere puntigliosi, i lievi dislivelli possono essere un po’ faticosi da percorrere per chi non è allenato. Sono comunque delle difficoltà facili da superare con un po’ di sopportazione.
Alcuni tratti sono umidi, per cui si consigliano cautela e scarpe da montagna.

Valle dei Mulini - Vista del torrente dal ponte

Una vista del torrente dal piccolo ponte di pietra che lo attraversa

Il sentiero iniziale che porta alla Valle dei Mulini, in Valsassina, è un percorso fattibile per gran parte dei turisti occasionali e vi porta in mezzo al verde, ai torrenti e all’aria montana. È l’ideale per trascorrere una mattinata tranquilla con voi stessi e immersi in quel silenzio tipico della natura, dimenticando per un paio d’ore la vita frenetica delle città.

Nell’articolo mi occuperò soltanto del tratto che porta alla grotta dei Darden, raggiungibile in un’ora (o un’ora e mezza, se ve la prendete comoda) con una piccola deviazione dal sentiero. Non c’è rischio di perdersi, visto che il sentiero è lineare e ben segnalato.
Chi è più avventuroso può proseguire oltre, verso la Valle dei Mulini: in quest’ultimo caso il percorso diventa più complicato, le segnalazioni si fanno meno evidenti e il tragitto dura per almeno tre ore e mezza, superando un dislivello di 1316 metri; per cui la seconda parte è adatta soltanto a chi ha esperienza di percorsi montani.

Nell’articolo troverete due video dedicati, che potete recuperare anche dal canale Youtube di One Mind.

Da Prato San Pietro al rifugio La Strachinera

Un tratto del sentiero che porta a Valle dei Mulini. Il sentiero parte da Prato San Pietro (in comune di Cortenova), costeggia un torrente e prosegue fino alla grotta dei Darden.
[durata: 23s]


Parcheggiate l’auto a Prato San Pietro, una frazione di Cortenova. Il paesino è davvero piccolo e conta una chiesa, una trattoria e un paio di bar. Da qui proseguite a piedi lungo la strada che porta all’inizio del sentiero: lo riconoscerete perché l’asfalto si trasformerà in ghiaia e per i classici cartelli che indicano il percorso per la Valle dei Mulini.

Valle dei Mulini - Prato San Pietro

La piazza di Prato San Pietro, frazione di Cortenova, da dove ha inizio il percorso

Il sentiero inizia subito salendo, con un’inclinazione lieve. In breve vi ritroverete il torrente Pioverna sulla destra, un corso d’acqua alimentato dalle piogge, che vi terrà compagnia per l’intero percorso.
Per assicurarvi di essere nel posto giusto, poco dopo aver attraversato un piccolo ponte di pietra dovreste trovare il rifugio La Strachinera, sulla sinistra un po’ nascosto dalla vegetazione.

Valle dei Mulini - Torrente tra la vegetazione

Una vista del torrente immerso nella vegetazione

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Esplosione di luce

La luce è un’onda elettromagnetica dalle proprietà uniche. Le particelle che la compongono, i fotoni, raggiungono la massima velocità possibile non appena nascono e non si fermano mai [@01]

Ha plasmato la civiltà umana, facendola progredire. Ci dà conforto contro le tenebre, ci permette di leggere e di istruirci. Grazie a lei sappiamo che la nostra galassia è solo una tra miliardi in un immenso universo.
Dimenticarci dell’importanza della luce è normale, perché l’abbiamo intorno in ogni momento e ci affidiamo a lei per qualsiasi nostra attività. Ma se vi fermate un attimo a riflettere sorge spontanea una domanda la cui risposta non è così banale: che cos’è la luce?

Ci sono stati numerosi filosofi e scienziati che hanno cercato una risposta, a partire dal filosofo cinese Mozì e passando per Albert Einstein che usò proprio la velocità della luce come limite per la sua famosa equazione.

Ho diviso l’articolo in tre parti per raggruppare gli argomenti.
Vediamo innanzitutto cos’è la luce dal punto di vista della fisica: come si forma, le sue proprietà, i suoi limiti. Nella seconda parte mostrerò l’importanza della luce per farci capire la composizione chimica dell’universo. Infine, in fondo troverete un breve excursus sulla storia che ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti visivi.

Le proprietà uniche della luce

Il fotone, la particella che compone la luce

Le particelle che compongono la luce si chiamano «fotoni». Il fotone è una particella priva di massa, indivisibile, che ha delle proprietà uniche. Come ogni oggetto quantistico possiede le proprietà sia di una particella sia di un’onda.
[In questo articolo non serve entrare nel dettaglio, ma chi fosse interessato può leggere l’articolo sulla meccanica quantistica spiegata in parole semplici]

Ci sono diversi modi in cui un fotone può essere prodotto:
– quando una particella incontra una sua antiparticella: i due oggetti si annichiliscono e vengono prodotti due fotoni.
– attraverso il fenomeno chiamato «radiazione di frenamento», che si verifica quando una particella carica (in genere un elettrone) viene rallentata perché deviata da un’altra particella carica (il nucleo atomico: è il suo campo elettrico a deviare l’elettrone). In questo caso viene prodotto un solo fotone.

Lo spettro visibile: perché vediamo?

La luce visibile è un’onda elettromagnetica.
Un’onda elettromagnetica si crea quando i campi elettrici e magnetici oscillano. A seconda dell’energia presente, si hanno lunghezze d’onda diversi: più l’energia è alta, più la lunghezza d’onda è breve. È la lunghezza d’onda a determinare la forma che assume la radiazione magnetica: nell’ordine abbiamo raggi gamma, raggi X, raggi ultravioletti, luce visibile, raggi infrarossi, microonde e onde radio.

La luce visibile è appunto un’onda elettromagnetica, che ha una lunghezza d’onda che va all’incirca dai 390 ai 700 nanometri, ovvero dal rosso al violetto. I colori che vediamo ricadono tutti all’interno di questa lunghezza d’onda.

Spettro elettromagnetico

Lo spettro elettromagnetico. La luce visibile è solo una piccola porzione delle radiazioni magnetiche presenti in natura [@02]

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Video lottery - Gioco d'azzardo

Le video lottery sono un generoso business per lo Stato e, purtroppo, un ottimo sistema per il reciclaggio di denaro sporco [@01]

Parto con un’opinione personale.
Le sale che permettono il gioco d’azzardo a mio avviso dovrebbe essere debellate o comunque non incentivate dallo Stato. Sono infatti uno dei tanti modi con cui lo Stato guadagna attraverso mezzi inappropriati, sfruttando una debolezza psicologica (il gioco d’azzardo diventa facilmente una droga) a proprio vantaggio; anche perché i giocatori in genere non si rendono conto che le probabilità di vincita sono inferiori a quelle di perdita – il che è ovvio considerando che i gestori devono guadagnarci. Lo stesso discorso lo si potrebbe fare con i pacchetti delle sigarette, dove i messaggi di avvertimento presenti sulle confezioni suonano più come una beffa che come un consiglio; oppure con le multe studiate “ad hoc” per acquisire denaro quando invece il loro scopo originale sarebbe di correzione o di prevenzione.

Che il mercato delle slot machines sia un autentico business in crescita lo si nota dal loro rapido proliferare: persino nei paesini di periferia se ne trovano a decine. Trovo un paradosso che il ministero della salute si impunti su certe questioni quando il governo intero spinge nel senso opposto; e visto che il guadagno cresce di anno in anno, è chiaro che il fenomeno non è destinato a rallentare.

Fin qui la mia opinione, che quindi potrebbe non essere condivisa. Quello che invece è certo, dati alla mano, è che le VLT («Video Lottery Terminal») sono anche un ottimo sistema per il riciclaggio di denaro sporco.
Nelle fonti trovate il link all’articolo che ne parla in dettaglio, qua mi limito a riassumere i punti principali.

Premi dati senza i controlli necessari

Video lottery - Denaro riciclato

Le VLT accettano qualsiasi banconota senza controlli preventivi. In cambio, si riceve sempre almeno l’85% di quanto si è speso [@02]

Le slot machines pagano in base a quanto incassa la macchina stessa, ma le VLT distribuiscono dei premi stabiliti dal concessionario (il «payout»): si riceve un ticket, da cambiare alla cassa sottoforma di contanti fino a 3 mila euro e con bonifico bancario per cifre superiori. Puntualizziamo che per legge il premio minimo deve essere l’85% di quanto si butta nella macchina. In pratica, se buttate dentro mille euro, ne ricevete almeno 850.

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Nanotecnologie - Nanobot

La nanotecnologia è la scienza del futuro, che ci garantirà miglioramenti in campi come la medicina e l’economia. Ma ci sono rischi che vanno valutati e regolamentati [@01]

Sono passati decenni da quando Kim Eric Drexler coniò il termine di «nanotecnologia» nel suo libro del 1986, che tra l’altro era già stato accennato da Richard Feynman nel 1959. Drexler aveva introdotto per la prima volta il concetto di autoreplicazione.

Dalla teoria alla pratica sono dovuti trascorrere un bel po’ di anni, ma finalmente ci siamo: la nanotecnologia è una realtà. Non è più un concetto legato alla fantascienza, è un termine che identifica una tecnologia che si sta sviluppando nel presente e che promette meraviglie in un futuro molto vicino.

Da appassionato di futurismo e scrittore di libri di fantascienza, è un tema su cui mi informo da anni e sono rimasto piuttosto sorpreso dal salto evolutivo che ha fatto il settore ingegneristico di recente.
Prima di vedere quali (importanti) applicazioni avrà nel nostro futuro e in quello dei nostri figli, e quali rischi potrebbe portare se non viene regolamentata, diamo una breve descrizione.

Cos’è la nanotecnologia

Nanotecnologie - Nanobot nel sangue

I nanobot avranno dimensioni prossime a quelle dell’atomo e potranno entrare facilmente nel nostro organismo, replicandosi e autoriparandosi [@02]

La nanotecnologia è un ramo della scienza che, come dice il nome, si occupa di manipolare la materia su scala molto piccola: un miliardesimo di metro (0,000000001 o detto in altri termini 10^-9). Nel sistema internazionale questa misura minuscola viene indicata con il prefisso «nano». Per essere più precisi, la nanotecnologia include qualsiasi controllo della materia a livello delle molecole e degli atomi.
[se vi interessa sapere quanto è piccolo un atomo rispetto a noi, date un’occhiata a questo articolo]

Tra poco vedremo quali enormi utilità possono avere delle macchine tanto piccole. Qua però vale la pena di accennare a una proprietà che si nota spesso nei libri di fantascienza: l’autoreplicazione. I nanobot possono creare delle proprie copie in modo indipendente, replicandosi e autoriparandosi. Di conseguenza i costi da sostenere sono quelli del primo nanobot: i successivi si creeranno da soli, con costi aggiuntivi sopportabili. Già così potete farvi un’idea delle enormi potenzialità (e anche dei rischi possibili in caso di perdita del controllo).

Una precisazione: alcuni futuristi, come Ray Kurzweil, ipotizzano che in futuro scenderemo ancora oltre e creeremo tecnologie più piccole di un atomo (picotecnologie: parliamo di grandezze sui 10^-12). Kurzweil non è il primo arrivato, lavora nell’informatica da anni e si è concentrato sulle tecnologie che permettono di leggere un testo e di tradurlo a voce; però le sue previsioni si basano su dati statistici e non dà idee dettagliate su come sia possibile ridurre le tecnologie fino a renderle più piccole di un atomo.
Al momento risulta difficile credere di poter scendere tanto in dettaglio nel creare una tecnologia: la dimensione dell’atomo sembra essere il nostro limite attuale.

Materiali resistenti, alimenti artificiali e sicurezza nei controlli

Nanotecnologie - Nanotubi

Si prospettano materiali sempre più resistenti, autopulenti e capaci di ripararsi senza un intervento esterno [@03]

La ricerca di materiali in scala ridottissima permette di sfruttare alcune qualità della materia che non sarebbero state possibili fino a qualche anno fa. Si parla di nanomateriali antigraffio, autopulenti e super-resistenti.
Allo stesso modo, potremo creare degli alimenti artificiali partendo da materiali diversi, più economici e meno inquinanti, con proprietà alimentari più sane.

Sul campo della sicurezza si hanno vantaggio un po’ in tutti i settori. Pensate per esempio a come sarà facile tracciare le banconote e distinguerle da quelle false, grazie a minuscole etichettature interne; oppure immaginate delle videocamere invisibili a registrare gli interni della casa o di una banca.

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