Tardigrado grigio

I tardigradi sono invetrebrati minuscoli capaci di sopravvivere in ambienti letali per l’essere umano. Persino nello spazio [1]

Immaginate che una specie di extraterrestri arrivi in visita sulla Terra e si metta a studiare da lontano le forme di vita che abitano il pianeta. Vedrebbe costruzioni artificiali imponenti, i segni del progresso tecnologico un po’ ovunque (compreso nel clima) e più di 7 miliardi di creature intelligenti vestite con abiti sgargianti che hanno conquistato buona parte del mondo.

Il suo pensiero sarebbe senz’altro che la Terra sia dominata dagli esseri umani, giusto? Probabilmente no. O almeno non la penserebbe in questo modo se avesse la capacità di analizzare anche i piccoli animaletti del micromondo.

I tardigradi appartengono al regno Animalia, lo stesso a cui apparteniamo noi, ma le loro dimensioni non superano i 1,5 millimetri e spesso stanno sotto il decimo di millimetro: così minuscoli da essere invisibili al nostro occhio. Nel mondo ne esistono miliardi, nell’ordine di almeno un miliardo per ogni essere umano esistente. E si annidano praticamente ovunque, perché la loro particolarità principale – la caratteristica che li rende più “in gamba” di noi agli occhi degli extraterrestri – è la capacità di sopravvivere in ambienti estremi.

Minuscoli ma coriacei come nessun altro

Tardigrado verde

Temperature roventi o sotto i -200° C non spaventano i tardigradi, che possono sopravvivere anche a pressioni estreme [2]

Chiamati anche «orsi d’acqua», i tardigradi assomigliano a insetti tozzi e piuttosto bizzarri, con quattro paia di zampe e una pelle che assume vari colori a seconda della specie presa in esame: grigia, gialla, verde, nera.
Si trattano di invertebrati detti «poli-estremofili», cioè in grado di sopravvivere in quasi ogni ambiente in cui si trovano, e non soltanto sulla Terra: persino lo spazio può diventare la loro casa temporanea.

Un tardigrado può vivere fino a 100 anni in condizioni di forte disidratazione (uno stato chiamato anidrobiosi), possono sopportare un arco di temperature tra -273° C e i 150° C e pressioni che vanno da quelle presenti nello spazio a 75 mila volte la pressione atmosferica.
Tutte situazioni in cui l’essere umano morirebbe in pochi minuti: tanto per farvi un’idea di cosa significano le temperature appena citate, potete leggervi l’articolo dedicato agli effetti della temperatura, tenendo presente che la temperatura più bassa raggiungibile (lo zero assoluto) è pari a -273,15° C.

E per quanto riguarda le radiazioni? I tardigradi sono capaci di sopportare una quantità di raggi X mille volte superiori a quella letale per l’essere umano.
Questo significa che se li mettete nel vuoto dello spazio, sono capaci di sopravvivere per almeno 10 giorni, come ha dimostrato un esperimento del settembre 2008 effettuato da ricercatori svedesi e tedeschi.

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Eschimesi - Saluto con il naso

I tabù accompagnano l’essere umano da sempre. Nella cultura eschimese sono particolarmente sentiti e si devono seguire delle regole rigide per sopravvivere alla natura. [1]

«Tabù» è un termine di origine polinesiana, la storpiatura della parola «tapu» che indica qualcosa di sacro, contaminato.
Il significato preciso a volte ci sfugge, perché non si tratta di un divieto imposto dagli uomini: più che altro è una proibizione magica e religiosa. Se infrangiamo una legge finiamo in galera, ma se rompiamo un tabù nessuno ci mette in manette, perché la punizione è invisibile e potrebbe arrivarci addosso quanto meno ce lo aspettiamo, inaspettata e crudele. Potremmo essere affetti da una grave malattia, oppure essere perseguitati dalla sfortuna.

Tra le varie popolazioni, ce ne sono alcune in cui i tabù formano una parte importante della vita. In genere (ma non sempre) si tratta di individui non del tutto integrati con la modernità e la globalizzazione. Un esempio tra tutti sono gli eschimesi.
L’esistenza degli eschimesi dipende profondamente dai giochi della natura e basta una bufera inaspettata, un animale particolarmente feroce o una caccia andata a male per mettere a rischio la loro vita.

La propria capacità non è sufficiente, serve fortuna e un intervento soprannaturale che lo aiuti a sopravvivere al freddo e al ghiaccio. Come sappiamo bene, quando l’uomo si rende conto dei suoi limiti si affida spesso alle divinità o agli spiriti per ottenere la protezione che manca.

La conseguenza di questo modo di pensare è un atteggiamento all’interno della società che a noi risulta un po’ incomprensibile.
Quando un maschio eschimese porta a casa una foca da scuoiare, le donne allungano dell’acqua alla carcassa dell’animale perché la beva; lo scopo è di placare il suo spirito, che di sicuro non è molto soddisfatto del trattamento che dovrà ricevere. E non si deve mai mischiare la carne di pesce e di animali terrestri: vanno rigorosamente conservate e mangiate separatamente. D’altra parte, il tabù prevede che la pelle delle renne uccise possano essere conciate soltanto dopo la fine della stagione di caccia.

Un po’ più legata alla religione è la concezione dell’anima. Un eschimese possiede due anime. Dopo la morte una delle anime va nell’al di là, mentre la seconda rimane accanto alla famiglia per assicurarsi che le leggi del lutto siano rispettate.

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Saturn - Ringshine

Wanderers è un video che ci mostra come apparirebbero i pianeti e le lune del Sistema Solare agli occhi di un viaggiatore, dopo la colonizzazione dell’essere umano

Negli ultimi anni, e soprattutto negli ultimi mesi, è tornato alla ribalta il tema della colonizzazione del Sistema Solare da parte dell’essere umano.

Si tratta di un argomento che non è mai stato messo definitivamente da parte dagli scienziati e dagli ingegneri. I motivi sono molti: innanzitutto si tratta di un progetto fattibile (almeno sulla carta) e che ha come unici limiti le risorse economiche e il tempo da dedicare alla ricerca; in secondo luogo il desiderio dell’umanità di allargare gli orizzonti, il dominio e le conoscenze non si assopirà mai. È semplicemente nei nostri geni.
La strada da percorrere è lunga e io stesso sono convinto che servirà molto più tempo di quanto gli esperti stanno preventivando, ma la prospettiva che possa davvero concretizzarsi è reale quanto affascinante.

Ma vi siete mai chiesti come appariranno i pianeti una volta che l’essere umano riuscirà a colonizzare il Sistema Solare?
Immaginate che quel momento sia già avvenuto. Marte, Venere e persino le lontane lune di Saturno sono in mano nostra. Le abbiamo già colonizzate, abbiamo terraformato il territorio o costruito delle strutture adatte per viverci.

Viaggiatori in visita nello spazio: ricostruzione digitale del Sistema Solare

Earth - Leaving home

Il video seguente, un corto che dura meno di 4 minuti, ci offre l’idea di un possibile scenario visto dagli occhi di viaggiatori in visita sul Sistema Solare, mentre in sottofondo l’astronomo Carl Sagan legge un passo del suo libro “Pale Blue Dot” («Pallido puntino azzurro»).

Erik Wernquist, autore del film, si esprime in questo modo:

Wanderers è una visione dell’espansione dell’umanità nel Sistema Solare, basata sulle teorie scientifiche e sui concetti su come possa apparire il nostro futuro nello spazio, se mai accadrà.
[…]
Gli scenari raffigurati nel film sono riproduzioni digitali di luoghi effettivamente esistenti nel Sistema Solare, costruiti da foto reali e dalle mappe che abbiamo a disposizione.

Si tratta di un viaggio immaginario indimenticabile. Dalle altissime pendici di Verona Rupes (una scapata di Miranda, luna di Urano, alta tra i 5 e i 10 km) ai maestosi satelliti di Saturno e alle piane ghiacciate di Europa (luna di Giove) è impossibile non restare a bocca aperta.
E, ammettiamolo, è anche impossibile non sentirsi un piccolo puntino disperso nell’immensità dell’Universo. Una consapevolezza che può addossarci sia meraviglia e sia un senso di solitudine e di malinconia.

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Formule matematiche

Esistono metodi per calcolare il risultato di moltiplicazioni (quasi) a mente con numeri a due o più cifre. In alcuni casi basta imparare a memoria certi valori di base [1]

Gli smartphone ci hanno semplificato la vita, senza dubbio. Qualsiasi sia il calcolo da eseguire, ci basta estrarre il telefonino, far partire la sua calcolatrice e abbiamo subito la risposta.

Proprio per il fatto che è così semplice avere a disposizione uno strumento di calcolo, è normale che la nostra mente si dimentichi alcune procedure di base. Se non lavorate in settori dove sono richiesti di continuo dei calcoli da eseguire, per esempio in campo economico, la mente tenderà a dimenticare persino le operazioni più elementari.
È una cosa naturale: il cervello cerca di mettere da parte quello che non serve per concentrarsi su elementi più utili (ed ecco perché è utile tenerlo in allenamento continuo).

Ci sono però dei “trucchetti” che possiamo adottare per semplificarci i calcoli al volo, senza bisogno di estrarre la calcolatrice e senza formule complicate. Il risultato è assicurato e potrà anche farvi fare bella figura con gli amici.
Ve ne propongo alcuni tra i più diffusi.

Moltiplicare per 5 oppure 25 oppure 125

Esempi: moltiplicare per 5

18*5 = (18*10)/2 = 180/2 = 90

443*5 = (443*10)/2 = 4430/2 = 2215

5096*5 = (5096*10)/2 = 50960/2 = 25480

 

Esempi: moltiplicare per 25

24*25 = (24*100)/4 = 2400/4 = 600

789*25 = (789*100)/4 = 78900/4 = 19725

1002*25 = (1002*100)/4 = 100200/4 = 25050

 

Esempi: moltiplicare per 125

36*125 = (36*1000)/8 = 36000/8 = 4500

173*125 = (173*1000)/8 = 173000/8 = 21625

8976*125 = (8976*1000)/8 = 8976000/8 = 1122000

 

Spiegazione

Moltiplicare per 5 significa moltiplicare per 10 e poi dividere per 2 (perché 10/2=5).
Moltiplicare per 25 significa moltiplicare per 100 e poi dividere per 4 (infatti 100/4=25).
Moltiplicare per 125 significa moltiplicare per 1000 e poi dividere per 8 (infatti 1000/8=125).

Dividere per 2 o per i suoi multipli (4, 8) è molto più semplice e veloce che moltiplicare per 5 o 25 o 125.
Teniamo poi presente che se stiamo moltiplicando per 25 o 125, possiamo ridurre ulteriormente il risultato: basta dimezzare il valore sia a destra che a sinistra. Prendiamo l’ultimo degli esempi visti sopra per capire meglio cosa intendo:
8976*125 = (8976*1000)/8 = 8976000/8
la divisione per 8 è complicata da eseguire, quindi meglio semplificarla dividendo per 2 e poi ancora per 2:
8976*125 = (8976*1000)/8 = 8976000/8 = 4488000/4 = 2244000/2 = 1122000
[notare che la divisione per 2 deve essere fatta in entrambi i membri]

Scritto con una formula generale:
N*5 = N*10/2
N*25 = N*100/4 = (N/2)*100/2
N*125 = N*1000/8 = (N/2/2)*1000/2

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Labirinto - Labirinto più grande al mondo a Parma

Il labirinto più grande al mondo si trova a Parma. In qualsiasi labirinto vi troviate, l’algoritmo di Trémaux vi porterà sempre all’uscita senza perdervi [1]

Il labirinto fa parte della storia dell’uomo da millenni e non ha mai smesso di affascinare.
La sua struttura ricorda in buona parte la mente umana, il percorso di evoluzione per raggiungere la maturazione (un obiettivo) passando attraverso delle vie sconosciute (l’inesperienza), con il rischio di perdersi inevitabilmente in se stessi senza più uscirne. Una metafora usata spesso nella psicologia e su cui sono stati scritti un’infinità di libri.

Il più famoso è senz’altro il Labirinto di Cnosso, frutto della mitologia greca, fatto costruire dal re Minosse per rinchiudere il Minotauro. Ma i labirinti sono arrivati fino a noi sotto varie forme: per citare alcune opere televisive lo troviamo nell’intramontabile Labyrinth, dove la protagonista affronta le sue paure per raggiungere il centro del labirinto, e nel più recente Harry Potter e il calice di fuoco, un evidente percorso di crescita per il piccolo mago ancora in fase di studio.

Ma esiste un sistema per uscire da un labirinto o per raggiungere il suo centro senza perdersi?

Il metodo per i labirinti più comuni

Labirinto - Labyrinth, David Bowie

Nel film Labyrinth, il dedalo da superare è così intricato che (magia a parte) procedere a tentoni è impensabile [2]

Come insegna il mito del Minotauro, il sistema più semplice per non perdersi in un labirinto è di tenere traccia del proprio percorso. Quando Teseo entrò nel Labirinto di Cnosso per uccidere il mostro, usò uno stratagemma infallibile: si fece tenere un gomitolo rosso dalla giovane Arianna e proseguì srotolando un’estremità, in modo da poter tornare sui propri passi.
Il sistema, però, funziona soltanto se avete un filo (o qualcosa di simile) abbastanza lungo da portarvi dietro e se il vostro scopo è di entrare nel dedalo per raggiungere il centro e poi ritornare.

Cosa fare quando il vostro scopo è di partire dal centro per raggiungere un’uscita?
Un sistema ingegnoso ce lo fornisce un altro racconto, diventato un film cult: Il nome della rosa. Se l’ingresso è uno solo, basta muoversi tenendo sempre la stessa mano (per esempio la destra) appoggiata alla parete, senza mai staccarla. In questo modo, anche trovando un vicolo cieco, la vostra mano si muoverà verso la parete che vi blocca la via e passerà alla parete opposta a dove eravate in precedenza, permettendovi di tornare indietro fino all’ultimo incrocio, dove la vostra mano proseguirà su una nuova parete.
A un certo punto è chiaro che arriverete all’uscita, pure nel caso sfortunato in cui dovreste passare l’intero labirinto.

Tuttavia, anche in questo sistema ingegnoso ha i suoi limiti. Può funzionare alla perfezione se il labirinto è lineare, ma nel caso in cui contenga delle isole interne (quadrati o cerchi isolati, tanto per intenderci) può continuare a farci girare in tondo senza arrivare alla soluzione.

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Teletrasporto - Materia disgregata

Dal punto di vista fisico, il teletrasporto di un essere umano richiede una quantità di energia enormi e di supporti di informazioni inesistenti [1]

Una tecnologia che popola spesso l’immaginario nella fantascienza è il teletrasporto. Uno strumento capace di prendere un oggetto, scomporlo e ricomporlo nel punto voluto rappresenterebbe una rivoluzione.

Immaginatevi le conseguenze se un’azienda spiegasse di essere riuscita a realizzarlo: niente auto o mezzi pubblici per spostarsi, crollo del mercato del petrolio e del carbone, abbassamento dell’inquinamento, vacanze in posti esotici per tutti. Per andare al lavoro basterebbe alzarsi dieci minuti prima, entrare in una cabina e sedersi alla scrivania. Il nostro tempo libero, l’economia e la società ne sarebbero stravolti, in positivo e in negativo.

Ma è davvero possibile il teletrasporto? È realizzabile in tempi vicini?
Mi sono posto la stessa domanda e la risposta breve a cui sono arrivato è questa: con le conoscenze e i mezzi che abbiamo a disposizione, creare una macchina per teletrasportare una persona è impossibile. Anzi, la sensazione è che non sarà possibile farlo per diversi secoli e forse mai, a meno di scoprire qualche nuova legge fisica.

La delusione è normale, quindi vediamo di capire se la conclusione è effettivamente così brutale o se esiste qualche scappatoia.
Ho deciso di scendere nei dettagli, per cui l’articolo sarà un po’ lungo, ma è l’unico modo per spiegare bene alcuni concetti. Se non avete la pazienza di leggere tutto, potete limitarvi a guardare i titoli.

Teletrasporto quantistico e teletrasporto umano

Teletrasporto - Materia disgregata

Il teletrasporto quantistico sfrutta il fenomeno dell’entanglement tra due particelle e non ha niente a che vedere con il teletrasporto propriamente detto [2]

Ho fatto ricerche da varie fonti sull’argomento, scoprendo per esempio che nel 2016 si è riusciti effettivamente a teletrasportare un fotone (la particella che compone la luce). Leggete l’articolo per dettagli, ma riassumendo si specifica di essere riusciti a trasferire l’informazione di un fotone dalla Cina al Canada in modo istantaneo. In pratica, si è teletrasportata l’informazione di un fotone.
La notizia è sensazionale, perché apre strade utili su vari settori, ed è stata confermata con due esperimenti. Infatti Frédéric Grosshans dell’Université Paris-Saclay ha commentato: «Questi due esperimenti combinati dimostrano chiaramente che il teletrasporto su distanze metropolitane e tecnologicamente possibile, e senza dubbio molti esperimenti d’informazione quantistica in futuro potranno basarsi su questi lavori».

È tempo di esultare, quindi, il teletrasporto è vicino? È tempo di organizzarci e di pensare a quale luogo dei Caraibi visitare il venerdì sera?
Ovviamente, no, altrimenti sui giornali sarebbero già usciti titoli a caratteri cubitali. L’esperimento visto sopra coinvolge un fenomeno della fisica quantistica chiamato «entanglement». Non si tratta di un teletrasporto vero e proprio, ma di scambio di informazioni tra due particelle: in pratica cambiando le informazioni del fotone in Cina istantaneamente si sono modifiche le stesse informazioni di un fotone in Canada che era legato al primo (appunto, in entanglement con il primo). E anche se si trattasse di vero teletrasporto, l’entanglement si verifica soltanto a livello di particelle più piccole dell’atomo, per cui non potrebbe essere usato per teletrasportare un oggetto, né tantomeno una persona.

[Sull’entanglement non vado oltre, ma se siete interessati trovate informazioni dettagli in un altro articolo: Cos’è la fisica quantistica (in parole semplici)]

Niente di fatto, dunque. Altre ricerche sull’argomento sono state per lo più infruttuose, anche se interessanti, perché erano legate a teorie ancora da dimostrare. Per esempio si accennava al fatto che se esistessero universi paralleli, sarebbe possibile muoversi nello spazio-tempo passando da uno all’altro. Non proprio quello che cercavo.
Alla fine, mi è capitato tra le mani il libro “La fisica di Star Trek” che avevo messo da parte da tempo, un ottimo manuale per chi è appassionato di fisica e di fantascienza (ancora di più, immagino, per chi ha seguito la saga di Star Trek, che non ho ancora avuto il piacere di guardare). L’autore ha preso le varie tecnologie della saga e ha cercato di dimostrare quanto sono realistiche.
All’interno ho trovato le informazioni chiare che cercavo sul teletrasporto.

I tipi di teletrasporto possibili

Esistono due tipi di teletrasporto possibili:
1. Si copiano le informazioni del soggetto e, usando queste, a destinazione si usa materia “grezza” per fare una copia dell’originale.
2. Si trasferisce effettivamente il soggetto, cioè sia le informazioni che la materia.

Il primo caso è quello con meno problematiche. L’ostacolo principale è distruggere il corpo del soggetto iniziale: infatti mantenere l’originale e la copia causerebbe una serie di difficoltà etiche che non è il caso di approfondire. L’originale va distrutto.
Il secondo caso non crea problemi etici, perché il corpo originale non viene distrutto: viene disgregato e poi ricomposto a destinazione.

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Albero genealogico dei miti - Copertina

Gli alberi genealogici delle mitologie delle religioni più antiche sono ricche di intrecci e di relazioni complesse. Le immagini ci aiutano a capirle [1]

Gli alberi genealogici delle religioni antiche sono spesso intricati, densi di intrecci amorosi e di nascite «magiche». Non sempre è chiaro chi sia il padre e la madre di una divinità, e se abbia avuto dei genitori, ma quello che è certo è che più retrocediamo nella storia e più la mitologia diventa affascinante e complessa.

In questo articolo mi propongo di riportare gli alberi genealogici delle mitologie e delle religioni recuperando immagini dalla rete. Nel tempo mi auguro di coprire almeno le religioni e le mitologie principali. Cliccando sull’immagine, la aprirete a tutto schermo su una nuova pagina.
Quando troverò un’infografica migliorata, andrò a sostituire l’immagine precedente – oppure ad affiancarla alla precedente, se entrambe sono degne di nota.

Se trovate immagini adatte, specie se in lingua italiana, scrivete pure il link nei commenti e valuterò se è il caso di aggiungerle (con i dovuti ringraziamenti).

 

SOMMARIO DELLA PAGINA

Antichi egizi
Antichi greci
Norreni

Antichi egizi

Albero genealogico - Antichi egizi

Albero genealogico degli dèi dell’Antico Egitto [inglese] [2] @Korwin Briggs

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Metodo CRISPR - Segmento di DNA

Il metodo CRISPR è una tecnica di ingegneria che modifica il DNA e che la Cina ha appena testato sull’uomo. Promette di eliminare malattie genetiche e il cancro, ma è anche oggetto di critiche etiche [1]

Il metodo CRISPR («Clustered Regularly Interspaced Short PalindromicRepeats») è una tecnica innovativa che consiste nel prendere un segmento di DNA e di correggerlo, cioè di sostituirlo con un codice migliorato o di eliminare le parti volute. La tecnica è nata nel 2012, era già stata testata su batteri e alcuni mammiferi, e nel 2016 è stato dato il via alla sperimentazione sull’essere umano. Di recente la Cina ha usato il metodo per trattare un malato di cancro, battendo sul tempo gli americani.

Come funziona di preciso il metodo CRISPR? Il DNA possiede quelle che vengono chiamate «brevi sequenze ripetute», ovvero una sequenza che si ripete e che non viene trascritta in RNA (o comunque viene eliminata prima che l’RNA messaggero le trasformi in proteine): apparentemente quindi non hanno una funzione precisa, anche se ci sono delle critiche a riguardo. In ogni caso, queste sequenze sono separate tra loro da brevi frammenti «distanziatori».
Il metodo CRISPR sfrutta i distanziatori per riconoscere la parte da sostituire: dopodiché taglia, elimina o modifica la sequenza di geni voluti.

Stiamo parlando di ingegneria genetica avanzata. Non solo usa strumenti relativamente economici, ma è anche una tecnica molto precisa, che permette di tagliare il genoma dell’essere umano in un qualsiasi punto (quasi) senza errori. Anzi Emmanuelle Charpentier, una delle inventrici del metodo, spiega che anche uno studente universitario potrebbe farlo: mentre prima erano necessari migliaia di tentativi, adesso sono sufficienti 4-5 prove per colpire il gene da modificare.

Il potenziale del metodo CRISPR è enorme e i vantaggi medici sono numerosi. Tanto per fare un breve elenco, se un giorno inizierà a diffondersi:
– può essere usato per correggere malattie genetiche
– può curare il corpo dall’HIV e dal cancro (due tra le malattie più gravi del nostro secolo).
– può sistemare i difetti nelle cellule staminali
– la sua semplicità permette di ridurre i tempi di attesa nelle operazioni, perché si può agire su più geni contemporaneamente.
– permette di modificare i maiali in modo che i loro organi non siano rigettati dal nostro corpo.
– permette di studiare le malattie umane sugli animali e capire come guarirle. Il ricercatore Danilo Maddalo, per esempio, sta studiando le alterazioni dei cromosomi nelle leucemie che sono state indotte sugli animali.

Riporto un esempio descritto sul sito di Le Scienze, che spiega il procedimento per agire contro il cancro:

Usando CRISPR i ricercatori apporteranno tre modifiche al genoma dei linfociti. La prima consiste nell’inserimento di un gene che codifica per una proteina che permette al linfocita di riconoscere più facilmente le cellule tumorali, la seconda consiste nella rimozione o nel silenziamento del gene per proteina (normalmente presente nelle cellule T) che potrebbe interferire con questo processo, mentre la terza bloccherà la produzione di una proteina che permette alle cellule tumorali di riconoscere li linfociti T e disattivarli. I ricercatori torneranno a infondere le cellule modificate nei pazienti donatori.

La Cina ha usato il metodo su 10 pazienti, che riceveranno fino a quattro iniezioni di cellule ogm per sei mesi. Saranno naturalmente tenuti sotto controllo per monitorare eventuali effetti collaterali. A breve quindi sapremo se effettivamente darà il successo sperato.

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Una lente di Magic Leap ci proietterà immagini in realtà aumentata direttamente sulla nostra retina. Realtà e illusione diventano indistinguibili

Una lente di Magic Leap ci proietterà immagini in realtà aumentata direttamente sulla nostra retina. Realtà e illusione diventano indistinguibili [1]

Balene emergono dal pavimento della palestra, sistemi solari possono essere tenuti sul palmo della tua mano, e puoi condividere il tuo mondo in un modo completamente nuovo.
[…] Siamo capaci di generare immagini indistinguibili dagli oggetti reali e di piazzarle in mezzo al mondo reale.

È con queste parole che l’azienda Magic Leap sta presentando una delle tecnologie che promettono di rivoluzionare il nostro futuro: una realtà virtuale indistinguibile dal mondo reale e perfettamente integrata con questo.
La tecnologia della realtà virtuale attraverso l’uso di occhiali è già stata sviluppata ed è in continuo progredire. Per adesso, però, la risoluzione degli oggetti animati è piuttosto bassa e si nota immediatamente la differenza tra illusione e realtà.

La realtà aumentata di Magic Leap, invece, è estremamente reale. Fa uso di una tecnologia da loro chiamata Dynamic Digitised Lightfield Signal, la cui struttura è tenuta gelosamente segreta. Quello che sappiamo è che l’immagine viene proiettata direttamente sulla retina. Inoltre, sembra che non saranno usati gli occhiali come filtro di passaggio, ma una comoda lente chiamata «Photonics Chip» che il CEO Rony Abovitz ha così definito:

Usa un wafer a 3 dimensioni come componente interno che ha strutture molto piccole. Queste strutture manipolano il flusso di fotoni (nda: particelle della luce) e generano un’immagine luminosa.

Occhiali o lenti che siano, il risultato è che lo strumento sarà in grado di ingannare il nostro cervello, spingendolo a credere che le immagini ottenute siano reali. Dopotutto, per il nostro occhio si tratta di veri segnali di luce che attraversano la retina.

L’impatto sul nostro futuro

Magic Leap è stata sostenuta da aziende del calibro di Google e Qualcomm e ha raggiunto un budget di 1 miliardo di dollari attraverso il crowdfunding (un sistema per raccogliere donazioni dal pubblico in cambio di futuri regali). Nonostante la scarsezza di dettagli rivelati al pubblico – probabilmente per evitare la trafugazione della loro proprietà intellettuale e di essere così anticipati sul tempo -, la fiducia data dai colossi citati è un motivo di speranza: la tecnologia potrebbe essere veramente realizzata. Quando, non lo sappiamo ancora.

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Mente - Controllo della propria mente

La mente ha bisogno di cambiamento, di sfide e di adeguato nutrimento per mantenersi attiva ed efficiente. I miglioramenti si avvertono anche in età avanzata [01]

La mente è quello che siamo, è la nostra personalità e il nostro senso del reale. Tutto lo scibile che conosciamo e l’intelligenza di cui andiamo tanto fieri nasce da un piccolo organo che pesa circa 1,5 kg e ha un volume che non supera i 1300 cm cubi: il cervello.
Senza il cervello non ci sarebbe la mente e senza la mente noi non avremmo concezione della realtà. Semplicemente, noi non saremo.

Ecco quindi che è essenziale spendere del tempo ogni giorno per mantenere la nostra mente attiva, in salute e in continuo cambiamento: perché la routine uccide i nostri neuroni, letteralmente.
La neurobica è un termine coniato proprio per identificare

la ginnastica della mente finalizzata a mantenere agile l’attività cerebrale e a preservare le capacità mnemoniche anche in età avanzata.

Nel corso degli anni ho stilato una serie di appunti sul tema della neurobica, raccolti da varie fonti, che vi presento qui sotto suddivisi in categorie; per certi argomenti mi sono limitato a copiare la fonte originale, così da evitare fraintendimenti.
A mano a mano che acquisirò nuovi dati utili farò in modo di integrare dove opportuno. Anzi, invito chiunque di voi a partecipare con i commenti o citando fonti esterne: più interventi si hanno, maggiore sarà la possibilità di avere un quadro abbastanza completo.

Tenete presente che i meccanismi della mente sono ancora poco conosciuti. I dati sotto proposti si basano su analisi sul campo, ma potrebbero essere soggetti a modifiche nel tempo. In particolare, la parte riguardante il ruolo dell’alimentazione è in continuo cambiamento.

Sport e movimento

Mente - Sport

Lo sport è essenziale per ossigenare il corpo e la mente, aumentando le nostre capacità mnemoniche. Basta mezz’ora al giorno di cammino o 10 minuti di jogging [02]

L’attività fisica dà ossigeno alle circonvoluzioni cerebrali e promuove la crescita di nuovi neuroni. Chi fa sport è più bravo nelle prove mnemoniche: infatti porta a generare nuove cellule nell’ippocampo. Nell’ippocampo si elaborano le nuove conoscenze e le si trasmettono in modo permanente alla corteccia frontale: quindi lo sport non influisce direttamente sull’intelligenza pura, ma permette di immagazzinare più informazioni (e quindi a ottenere maggiori dati di conoscenza).

Tra le attività fisiche il nuoto è il più completo. Buono anche lo jogging (già a partire da una decina di minuti al giorno). Utile, in generale, è l’esercizio aerobico che, aumentando le dimensioni dell’ippocampo, favorisce un miglioramento della memoria.
Anche camminare mezz’ora al giorno per 5 volte a settimana stimola la Bdnf (brain-derived neurotrophic factor, «fattore neurotrofico cerebrale»), una molecola che spinge la creazione di neuroni e sinapsi, e quindi dell’apprendimento e dell’intelligenza.

Sonno

Abbiamo già visto gli effetti terribili causati dall’insonnia, una vera e propria piaga sociale in continuo aumento.
Le dormite dovrebbero essere sane e regolari. È durante il sonno che il nostro cervello processa i nuovi concetti memorizzati e sedimenta in maniera duratura quelli più importanti.

Il professore di psicologia Matthew Walker dell’università della California Berkeley ha visto che gli studenti che dormivano per 90 minuti dopo le ore 14, riuscivano a memorizzare più nomi di chi non aveva dormito: quindi dormire aiuta la memoria.

Cambiamento e brain training

Mente - Sasso e ombrello

Uscire dagli schemi e modificare le abitudini è indispensabile. La routine, al contrario, uccide la mente e la porta alla pigrizia [03]

Come già detto, la routine è nemica del cervello. È indispensabile variare le abitudini consolidate, introdurre stimoli nuovi, cimentarsi in campi molto lontani dai propri (perché l’iperspecializzazione atrofizza la mente).
Basta poco: per esempio potete cambiare ogni giorno il percorso per andare al lavoro, oppure potete lavarvi i denti con la sinistra invece che con la destra.

Un metodo efficace per costringere la mente al cambiamento è il brain training (letteralmente «allenamento del cervello»), ovvero dedicarsi a giochi ed esercizi che migliorano
– l’attenzione
– la memoria visiva e verbale
– la velocità di reazione
– il ragionamento logico
– il calcolo.

Di fatto, quando intraprendiamo un’attività nuova miglioriamo la flessibilità cerebrale. Per esempio, fare come i giocolieri (lanciare le palle in aria), a prescindere dall’abilità raggiunta, induce una formazione di nuove connessioni nella corteccia occipito-temporale già a partire dalla prima settimana di esercizio.

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