Sondervig Sand Sculpture Festival 2017 - SpongeBob

Ogni anno a Søndervig si tiene il festival delle sculture di sabbia. Nel 2017 il tema è stato “La vita sotto il mare” e ha attirato 130 mila visitatori

Il festival delle sculture di sabbia di Søndervig (titolo originale: «Søndervig Sand Sculpture Festival») si tiene ogni anno nella cittadina balneare di Søndervig, in Danimarca, con un tema diverso per ogni manifestazione.

Sono sedici anni che il festival viene riproposto, mettendo a disposizione del pubblico delle opere davvero straordinarie scolpite nella sabbia. Nel 2017 il tema è stato «La vita sotto il mare» e ha attirato oltre 130 mila visitatori. Le opere mostrano balene, tartarughe, coralli e navi affondate, oltre all’immancabile SpongeBob (famoso cartone animato).

Vi propongo la gallery delle sculture più maestose. Cliccateci sopra per ingrandirle.

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Effetto Forer - Oroscopo, astrologia e segni zodiacali

L’effetto Forer è il fenomeno per cui di fronte a un profilo generale, tendiamo a vedere una rappresentazione di noi stessi [@01]

Perché molti individui, spesso anche letterati e razionali, credono all’oroscopo e alla lettura della mano? Cosa innesca quel meccanismo che porta un soggetto a identificarsi in una “previsione”?

Dal punto di vista scientifico non ci sono prove che le pseudoscienze come l’astrologia abbiano un fondamento, anzi: analizzandole con logica è chiaro che si basano su convinzioni sbagliate. Non voglio entrare nei dettagli sul perché l’oroscopo sia una pratica illusoria, ma vi lascio un articolo del CICAP che tratta l’argomento in profondità (vedi tra le fonti a fine pagina); altri argomenti simili li trovate facilmente con una ricerca nel web.

In questo articolo parliamo invece del motivo per cui crediamo alla divinazione.

Un profilo generico valido per tutti

Effetto Forer - Phineas Taylor Barnum

Phineas Taylor Barnum creò un circo di stranezza a cui gran parte della gente arrivò a credere pur di sfuggire ai grigi tempi in cui viveva [@02]

In psicologia esiste un fenomeno chiamato «effetto Forer»: quando ci troviamo davanti a un profilo psicologico generico e ci dicono che è stato creato su misura per noi, tendiamo a ritenerlo preciso e accurato. In altri termini, abbiamo la presunzione che sia stato creato esattamente per noi, quando invece è stato creato per tutti (o molti).

Il fenomeno è stato dimostrato dallo psicologo Bertram R. Forer nel 1948, quando ha fornito un’analisi della personalità per ogni suo allievo. Gli studenti hanno dato una valutazione da 0 a 5 per stabilire se il profilo corrispondeva al proprio e in totale si è avuta una media di assenso di ben 4,26.
Solo alla fine Forer ha rivelato di aver consegnato a tutti gli studenti un’analisi identica. Quindi un profilo inventato che si adattava a chiunque.

Il fenomeno è chiamato anche «effetto Barnum», dal nome del famoso imprenditore americano che mise in piedi un circo fatto di attrazioni e di mostri inverosimili, a cui molti però finirono per credere. Famosa è la sua sirena, che era stata creata cucendo una scimmia con un pesce.

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Esperimento di Milgram - Yale University

Nel 1961 il professor Milgram spinse 40 soggetti ad azionare la scossa su una vittima complice, dimostrando che in determinate situazioni gli ordini calpestano la morale [@01]

Fino a che punto può spingersi l’essere umano pur di eseguire gli ordini dei superiori, sfidando la propria morale?

Una risposta storica l’abbiamo avuta con i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale: la maggior parte dei soldati tedeschi odiava il loro compito, ma lo portava a termine lo stesso (tolte alcune eccezioni); gli ordini di un solo uomo hanno sancito la morte di milioni di persone. Ma senza spingersi così lontano nel tempo, basta guardarci attorno e di esempi ne troviamo a decine.

Nel 1961 Stanley Milgram, professore della prestigiosa Yale University, ha fatto una serie di esperimenti proprio per capire cosa scatti nella testa dell’uomo in quei momenti, perché combatta il buon senso pur di assecondare un ordine “deviato e malato”. I risultati fanno senz’altro riflettere.

Come si è svolto l’esperimento di Milgram

Esperimento di Milgram - schema

Schema dell’esperimento di Milgram. Il ricercatore (V) ordina al partecipante (L) di punire con le scosse la vittima (S) [@02]

L’esperimento era semplice. Un complice di Milgram faceva da vittima, fingendo di essere attraversato da scariche elettriche azionate dall’esterno. A seconda della scossa passata (che poteva andare da 15 a 450 volt), la vittima simulava un dolore in crescendo. Quando il voltaggio era alto, sullo schermo appariva il segnale di pericolo.

Gli ordini prima di tutto

Milgram ha reclutato 40 uomini di diverse età, dai 20 ai 50 anni, con la scusa di partecipare a uno studio di apprendimento. La vittima (complice) è stata fatta sedere su una sedia elettrica in una stanza vicina, mentre il partecipante ha dovuto azionare la scarica. Prima di iniziare, Milgram ha assicurato i soggetti che nonostante fossero dolorose, le scariche non avrebbero causato danni permanenti.

Nell’esperimento, il ricercatore istruisce il partecipante su come aumentare pian piano il voltaggio e, a ogni aumento, la vittima si lamenta sempre più forte. Ma quando si raggiungono i 300 volt, i rumori dalla stanza della vittima cessano.
A questo punto il partecipante chiede sempre come comportarsi e il ricercatore lo incita con delle risposte che si fanno sempre più pressanti:

Per favore, continui.
L’esperimento richiede che lei vada avanti.
È assolutamente necessario che lei continui.
Non ha scelta, deve proseguire.

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Ben Heine

Ben Heine è un artista visuale: mescola i suoi disegni su foto reali, creando delle immagini surreali al limite tra fantasia, romanticismo e ironia [@01]

Ben Heine è un artista visuale, nato nel 1983 a Abidjan (ex capitale della Costa d’Avorio).

Al momento vive in Belgio ed è famoso soprattutto per le sue opere che chiama «Matita contro Fotocamera» («Pencil Vs Camera»): in pratica l’artista disegna un’immagine irreale su carta e la sovrappone a una foto reale, creando una visione al limite tra fantasia, storia e romanticismo.
Oggi esistono diverse applicazioni degli smartphone che emulano la sua arte visuale e alcuni studenti lo hanno preso a modello durante le lezioni o il tempo libero.

Dal 2010 si è esibito un po’ in tutto il mondo e nel 2012 su di lui è stato realizzato un documentario (vedi le fonti). Come spiega l’autore:

Ho creato l’arte per le persone. Voglio farle sognare e dimenticare i problemi di tutti i giorni. Ogni nuova creazione dovrebbe raccontare una storia e generare un’emozione intensa, come una poesia, come una melodia.

Qui sotto potete avere un assaggio dei suoi lavori più spettacolari. Cliccate sulle immagini per aprirle alla grandezza originale.

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Israele - Muro del pianto

La Palestina, la terra promessa agli ebrei, è stata teatro di un violento scontro tra Israele e Medio Oriente che è culminato con la Guerra dei sei giorni [@01]

Il 5 giugno 1967 Israele dà il via all’Operazione Focus. I suoi caccia si alzano in volo e in pochi giorni sottomettono le principali potenze arabe: prima l’Egitto, poi la Giordania e infine la Siria.
La breve battaglia, conosciuta come «Guerra dei sei giorni», avrebbe dovuto portare un equilibrio duraturo in una zona che da decenni era sul punto di scoppiare. Al contrario però ebbe l’esito di inasprire i dissapori tra Israele e il Medio Oriente.

Il ritorno degli ebrei in Palestina

Israele - Palestina

Da quando l’imperatore Adriano li scacciò dalla Palestina, gli ebrei sono rimasti un popolo senza patria. La nascita di Israele è stata una conseguenza inevitabile [@02]

La storia della persecuzione ebraica dura da secoli. La diaspora iniziò nel II secolo d.C., quando l’imperatore romano Adriano vietò loro di rimanere in Palestina dopo l’ennesima rivolta ebraica. Nel 1492 la cosa peggiorò, perché la Spagna li scacciò senza mezzi termini dalla loro patria.
A fine ‘800 si era arrivati alla conclusione che questa oppressione potesse finire creando una Nazione ebraica: Israele per l’appunto, nato nel 1948. Ma per arrivare a questo punto se n’è dovuta fare di strada.

Il movimento sionista nacque per riunire gli ebrei dei vari Paesi sotto un unico Stato. Aveva finanziato a suo tempo delle terre disabitate in Palestina, che gli arabi vendettero con piacere, e lì gli ebrei si rifugiarono come immigrati. All’inizio la questione sembrava sul punto di risolversi, ma ben presto gli ebrei crebbero di numero e si trovarono con la necessità di ottenere nuove terre fertili e acqua per sopravvivere. Se nel 1914 gli ebrei erano soltanto 60 mila, negli anni ’30 raggiunsero le 400 mila unità.

Il conflitto fu inevitabile. La Palestina fu contesa tra ebrei e arabi, e gli inglesi che la gestivano sin dalla Prima Guerra mondiale non fecero niente per smorzare gli animi. Nel 1936 la «grande rivolta araba» cercò di bloccare l’avanzata degli ebrei e gli inglesi questa volta reagirono, uccidendo 6 mila arabi nel tentativo di contenerli e varando una legge per limitare l’immigrazione ebrea.
Gli ebrei, da parte loro, reagirono al soffocamento. Guidati dai sionisti formarono delle sorte di milizie militari, che finirono per attaccare anche obiettivi inglesi.

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Terra in mano

La massa può essere calcolata combinando le leggi fondamentali delle forze e della gravità. Il peso però non è valore fisso e dipende dalle masse in gioco [@01]

Precisiamolo subito: massa e peso sono due elementi ben diversi, come vedremo tra poco. La domanda nel titolo è stata posta in questo modo perché è tra le più ricercate nel web; è quindi evidente che gran parte della gente fa confusione tra «peso» e «massa», e l’articolo è nato tra le altre cose per fare un po’ di chiarezza.

La massa della Terra è di circa 6 mila miliardi di miliardi di tonnellate (6 seguito da 24 zeri) e non ha mai smesso di aumentare da quando si è formata, perché in media ogni giorno continuano a cadere 400 tonnellate tra polveri e meteoriti.

La massa della Terra può essere calcolata grazie a due leggi fondamentali legate tra loro: la legge di gravitazione universale e la seconda legge della dinamica di Newton. Combinandole e inserendo i dati che conosciamo, possiamo ricavare la massa della Terra.

Il peso invece non è un valore fisso e, anzi, sarebbe più corretto chiamarlo «forza peso»: infatti il suo valore dipende da quale corpo esercita l’attrazione gravitazionale con la Terra.

Differenza tra massa e peso

Teniamo presente che massa e peso sono due grandezze diverse. La massa indica la quantità di materia di un oggetto e non cambia mai, mentre il peso (di preciso: «forza peso») identifica la forza che la gravità esercita sulla massa. Se voi faceste un viaggio sulla Luna dove la gravità è molto minore rispetto a quella terrestre, la vostra massa non cambierebbe, ma pesereste circa 1/6. In altre parole, il peso dipende dal campo gravitazionale di riferimento.

In astronomia parlare di “peso della Terra” suona un po’ male, perché la Terra non poggia su niente; però ruota attorno al Sole e quindi possiamo calcolare la forza peso in base all’attrazione esercitata dal Sole.
Dunque la domanda «quanto pesa la Terra?» è imprecisa, perché bisognerebbe precisare in riferimento a quale campo gravitazionale. Per esempio una domanda un po’ più precisa sarebbe: «quanto pesa la Terra in base all’attrazione gravitazionale esercitata dal Sole?».

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Violenza sulle donne - Silohuette uomo e donna

Il report 2014 dell’Istat ci mostra come la violenza sulle donne continui negli anni, nonostante i miglioramenti [@01]

Un report dell’Istat risalente al 2014 ha messo in luce una verità inquietante: la violenza contro le donne è fenomeno così ampio da essere quasi incontrollabile. Nonostante i progressi che si sono fatti e la consapevolezza che si tratta di un sintomo da debellare, ci sono situazioni che non accennano a diminuire.

Stiamo parlando di ben 6.788.000 donne italiane che nel corso della vita hanno subito un qualche tipo di violenza (fisica o sessuale); e si tratta soltanto di coloro che hanno deciso di dichiararlo apertamente, per cui è probabile che il totale sia più alto. Per cui anche considerando il fatto che alcune denunce potrebbero essere “esagerate”, il fenomeno resta preoccupante e pericoloso.

Nelle fonti a fondo pagina trovate il link al report originale. Nell’articolo mi limito a riassumere le parti principali.

Qualche numero

Violenza sulle donne - Manifesto

Le denunce sono aumentate rispetto al 2006, ma sono ancora insufficienti a fermare il fenomeno [@02]

Elenchiamo qualche dato preciso. Precisiamo che per «violenza sessuale» si intende un tipo di maltrattamento più generico di «stupro»: include per esempio lo stalking, le “palpatine”, le persecuzioni.

Nel rapporto ci sono dei dati positivi, segno che qualcosa sta cambiando: si abbassano le violenze psicologiche dei partner (dal 42,3% al 26,4% rispetto al 2006), le donne abusate denunciano di più il reato e sembrano essere più soddisfatte del lavoro fatto dalle forze dell’ordine (dal 9,9% al 28,5%).

Il problema è che gli elementi negativi continuano a pesare e che alcuni dati non danno segno di voler diminuire. In particolare gli stupri e i tentati stupri sono rimasti della stessa percentuale del 2006, e il 10% delle donne subisce una più generica violenza sessuale prima dei 16 anni.
Sono 652 mila le donne che hanno subito degli stupri e 746 mila dei tentati stupri.

La violenza sessuale non è l’unico movente che porta al maltrattamento: spesso la donna subisce delle violenze fisiche che non hanno niente a che fare con il sesso. Non importa se la donna sia straniera o italiana, perché la percentuale di maltrattate è simile: ma verso le straniere gli stupri e i tentati stupri sono molto più frequenti, mentre le violenze sessuali sono soprattutto una piaga per le italiane. Nemmeno le disabili o le donne in gravidanza vengono risparmiate.

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Kaguya-hime - Fan art

Il mito della principessa splendente Kaguya-hime si intreccia con la festa del raccolto, festeggiata durante la Luna piena di settembre [@01]

Che cos’hanno in comune l’autunno, la Luna piena e il monte Fuji? La risposta si trova nella tradizione giapponese: il mito di Kaguya-Hime.
La favola è una delle tante meraviglie nascoste nella terra del Sol Levante, ma altrettanto particolare è la stagione O-Tsukimi, in cui gli abitanti celebrano la Luna piena con una festa in piena regola.

Il racconto originale è datato attorno al X secolo ed è conosciuto con due nomi: Taketori monogatari («Il racconto di un tagliabambù») e Kaguya-hime no monogatari («Il racconto della principessa splendente»).

La ragazza splendente

Kaguya-hime - Sequenza del mito

Una sequenza che riporta il mito di Kaguya-hime, preso dal film Kaguya-hime no Monogatari del 2013 [@02]

La leggenda racconta di un vecchio tagliabambù che, passeggiando in un boschetto, si imbattè in un uno stelo di bambù splendente nella notte. Quando lo spaccò a metà, però, al suo interno trovò una ragazza così minuscola che poteva stare sul palmo di una mano.

Il vecchio immaginò che fosse un dono degli dei: infatti lui e la moglie erano vecchi e non avevano potuto avere figli. Decise quindi di portarla a casa e di crescerla. Tra le altre cose, da quel momento ogni volta che il vecchio tagliava una canna di bambù, all’interno ci trovava sempre una moneta d’oro, che gli permise di arricchirsi in breve.

La ragazza fu chiamata Kaguya-hime o, per la precisione, Nayotake no Kaguya-hime («principessa splendente del bambù flessuoso»). Crescendo acquistò una straordinaria bellezza, al punto che le si presentarono alla porta cinque principi pretendenti.

Come condizione per accettare la proposta di matrimonio, lei stabilì per ognuno di loro di recuperare un tesoro impossibile da trovare: la sacra ciotola del Buddha, un ramo di un albero dal tronco d’oro e dalle foglie d’argento, la pelle di un topo di fuoco della Cina, il gioiello multicolore sulla testa di un drago e la conchiglia nascosta nella pancia di una rondine.
Nessuno portò mai a compimento l’impresa, nemmeno con l’imbroglio, e anzi uno dei principi perse la vita nel tentativo. La ragazza rifiutò persino la corte dell’imperatore in persona.

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Vaccini - Donna vaccinata da medico

I vaccini ci hanno permesso di debellare o controllare certe pericolose malattie. Alcuni dubbi restano sulle modalità di somministrazione [@01]

Il tema delle vaccinazioni rese obbligatorie per legge ha sollevato uno spolverone durante l’estate. I genitori, comprensibilmente, sono preoccupati per la salute dei figli e gli esperti, altrettanto comprensibilmente, cercano di spiegare perché tanto allarmismo è fuori luogo.

Per capire fino a dove arriva la verità e dove iniziano le fantasie, ho dovuto informarmi a fondo leggendo articoli di settore e guardandomi documentari a tema. La questione non è così semplice da sbrogliare, perché spesso anche gli esperti non sono del tutto d’accordo su certi argomenti; e le bufale su internet si sprecano.

Riassumendo

Vaccini - Omino con siringa

L’efficacia del vaccino è evidente. Le complicazioni sono rare, i dati parlano chiaro, ma forse sarebbe il caso di iniettarli uno alla volta [@02]

I dati che troverete nell’articolo sono un riassunto delle informazioni che sono riuscito a recuperare; in fondo trovate alcune delle fonti da leggere per intero. Diversamente dal solito farò subito un riassunto ed entrerò in seguito nei dettagli.

L’idea che mi sono fatto è riassumibile in questi punti:
– i vaccini sono necessari e ci hanno già protetto in passato da probabili epidemie: auguriamoci di non dover mai sperimentare una vera epidemia come accade in altre zone del mondo, dove la medicina è inaccessibile, perché in quel caso anche il più riluttante tra noi cambierebbe idea sull’argomento.
– i vaccini non sono un miracolo: riducono di molto la possibilità di contrarre la malattia, ma la percentuale non scende a 0.
– le complicazioni possono esistere, ma sono rare e in genere legate a particolari caratteristiche dell’individuo.
– nel dubbio sarebbe preferibile che i vaccini fossero fatti separati e non tutti in una volta; questa introduzione forzata rischia di diminuire l’efficacia della prevenzione. Non abbiamo prove certe che i vaccini multipli abbiano la stessa efficacia di quando li si somministra uno alla volta in tempi separati.

Ma soprattutto mi sono reso conto che gran parte dei cittadini contrari (non tutti) protesta senza essersi prima informata: si limita a copiare un sentito dire e soltanto perché avverte una naturale paura a riguardo. Questa tendenza è anche alimentata dal «piacere del complotto», che accompagna le società dall’alba dei tempi.
Dobbiamo renderci conto che quando un esperto parla lo fa, appunto, da esperto sull’argomento: ne sa senz’altro più di noi. Possiamo non essere d’accordo, ma in tal caso dobbiamo dimostrare le nostre ipotesi potrando dei validi esempi. Stiamo parlando di medicina, non di filosofia: servono prove scientifiche ripetute per rendere valida un’affermazione.

L’efficacia dei vaccini

I vaccini servono davvero? Le malattie non possono scomparire da sole?

Vaccini - Epidemia di ebola

Le epidemie sono tra le più spaventose catastrofi umanitarie. Controllarle mette in sicurezza le società e le economie future [@03]

A prima vista il nostro corpo riesce ad affrontare tutte le malattie e a uscirne senza danni o al massimo con qualche cicatrice. Non è così. I virus sono l’arma naturale più letale sul pianeta Terra: il nostro sistema immunitario riesce a far fronte a gran parte di essi, ma basta una malattia particolarmente resistente perché si diffonda e si trasformi in epidemia.

Prendiamo qualche numero. Senza andare troppo indietro nella storia (nel medioevo le epidemie di peste causavano milioni di vittime), basta che guardiamo i fatti recenti: l’Ebola sta mettendo in ginocchio tre Stati dell’Africa occidentale, l’AIDS ha causato circa 39 milioni di vittime dal 1960, l’influenza spagnola del 1918 ne ha causati 20 milioni e dal 2011 in Haiti sono morte oltre 6 mila persone per il colera. La meningite ha ucciso più di mille persone in Africa occidentale e il morbillo oltre 4500 in Congo.

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Valle dei Mulini - Torrente Pioverna tra la vegetazione

Il percorso della Valle dei Mulini fino alla grotta dei Darden è alla portata di quasi tutti e permette di trascorrere qualche ora immersi nella natura

Periodo di riferimento: 26 agosto 2017

Indirizzo: Prato San Pietro, 23813 Cortenova (LC)

Come arrivare: provenendo da Milano prendete la Strada Statale 36 (SS36) che attraversa il ramo sud-est del lago di Como. Se invece provenite da est, prendete l’Autostrada A4 e imboccate l’uscita di Capriate, che immette alla SP170 e prosegue fino ad agganciarsi alla SS36.
In entrambi i casi, dalla SS36 dovete svoltare per la SP62 e proseguire in direzione di Cortenova, fino alla destinazione (Prato San Pietro).

Percorso generale: da Prato San Pietro proseguite a piedi verso il sentiero che porta alla Valle dei Mulini. La grotta dei Darden è raggiungibile con una piccola deviazione.

Difficoltà del percorso: il tratto fino alla grotta dei Darden è un itinerario alla portata dei bambini, ma tenete presente che non è adatto ai passeggini: ci sono infatti dei rari punti stretti che potrebbero richiedere di aggrapparsi alle corde già presenti sul posto e che potrebbero dare un po’ fastidio a chi soffre di acrofobia (paura dell’altezza). Inoltre, per essere puntigliosi, i lievi dislivelli possono essere un po’ faticosi da percorrere per chi non è allenato. Sono comunque delle difficoltà facili da superare con un po’ di sopportazione.
Alcuni tratti sono umidi, per cui si consigliano cautela e scarpe da montagna.

Valle dei Mulini - Vista del torrente dal ponte

Una vista del torrente dal piccolo ponte di pietra che lo attraversa

Il sentiero iniziale che porta alla Valle dei Mulini, in Valsassina, è un percorso fattibile per gran parte dei turisti occasionali e vi porta in mezzo al verde, ai torrenti e all’aria montana. È l’ideale per trascorrere una mattinata tranquilla con voi stessi e immersi in quel silenzio tipico della natura, dimenticando per un paio d’ore la vita frenetica delle città.

Nell’articolo mi occuperò soltanto del tratto che porta alla grotta dei Darden, raggiungibile in un’ora (o un’ora e mezza, se ve la prendete comoda) con una piccola deviazione dal sentiero. Non c’è rischio di perdersi, visto che il sentiero è lineare e ben segnalato.
Chi è più avventuroso può proseguire oltre, verso la Valle dei Mulini: in quest’ultimo caso il percorso diventa più complicato, le segnalazioni si fanno meno evidenti e il tragitto dura per almeno tre ore e mezza, superando un dislivello di 1316 metri; per cui la seconda parte è adatta soltanto a chi ha esperienza di percorsi montani.

Nell’articolo troverete due video dedicati, che potete recuperare anche dal canale Youtube di One Mind.

Da Prato San Pietro al rifugio La Strachinera

Un tratto del sentiero che porta a Valle dei Mulini. Il sentiero parte da Prato San Pietro (in comune di Cortenova), costeggia un torrente e prosegue fino alla grotta dei Darden.
[durata: 23s]


Parcheggiate l’auto a Prato San Pietro, una frazione di Cortenova. Il paesino è davvero piccolo e conta una chiesa, una trattoria e un paio di bar. Da qui proseguite a piedi lungo la strada che porta all’inizio del sentiero: lo riconoscerete perché l’asfalto si trasformerà in ghiaia e per i classici cartelli che indicano il percorso per la Valle dei Mulini.

Valle dei Mulini - Prato San Pietro

La piazza di Prato San Pietro, frazione di Cortenova, da dove ha inizio il percorso

Il sentiero inizia subito salendo, con un’inclinazione lieve. In breve vi ritroverete il torrente Pioverna sulla destra, un corso d’acqua alimentato dalle piogge, che vi terrà compagnia per l’intero percorso.
Per assicurarvi di essere nel posto giusto, poco dopo aver attraversato un piccolo ponte di pietra dovreste trovare il rifugio La Strachinera, sulla sinistra un po’ nascosto dalla vegetazione.

Valle dei Mulini - Torrente tra la vegetazione

Una vista del torrente immerso nella vegetazione

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