Salto - Il robot dell'Università di Berkeley
SALTO è un robot capace di superare tre volte la sua altezza con un salto sul posto. Sarà usato per soccorrere i feriti tra le macerie dopo un disastro [@01]

Questo simpatico e strambo robottino si chiama SALTO (acronimo inglese di «SAltatorial Locomotion on Terrain Obstacles») ed è stato inventato nel 2016 dai ricercatori dell’Università della California, Berkeley, che a distanza di tre anni lo hanno migliorato un bel po’.

Il nome è azzeccato: è capace di spiccare un salto sul posto pari a tre volte la sua altezza. Tanto per dare l’idea, se noi avessi le sue capacità e saltassimo (senza rincorsa) raggiungeremmo un’altezza di circa 5 metri!

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Orologio vintage appeso
Secondo il nostro orologio biologico, non dovremmo lavorare prima delle ore 10:00. Le conseguenze per la perdita di sonno le abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni [@01]

In media il nostro giorno di lavoro parte dalle ore 09:00 (e per molti anche prima). Gli studenti arrivano a scuola e hanno la prima lezione alle 08:30.

Immagino che chiunque di noi ogni giorno si alzi dal letto con fatica, mentre l’odiosa sveglia continua a suonare e i nostri occhi implorano di aspettare «ancora cinque minuti». Ormai siamo così abituati a seguire questi orari che non ci rendiamo conto di quanto pesino sulla nostra salute e di come siano una vera e propria tortura per il nostro ritmo biologico.

Le ultime ricerche, avvalorate anche da studi meno recenti, sembrano dimostrare che siamo “tarati” per iniziare a lavorare non prima delle ore 10:00.

Carenza di sonno

In particolare il professor Paul Kelley, esperto in medicina del sonno, spiega che chi ha meno di 55 anni è portato a svegliarsi biologicamente attorno alle 10. Questo significa che, in media, perdiamo almeno un’ora e mezza di sonno ogni giorno; gli studenti (quindi i giovani sotto i 24 anni) ne perdono addirittura due. Soltanto dopo i cinquant’anni le ore 09:00 si dimostrano in linea con il nostro orologio biologico.

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Africam Tembe Elephant Park - Webcam dal vivo
Una videocamera ci mostra in tempo reale gli animali che si fermano alla pozza del Tembe Elephant Park, in Sudafrica [@01]

La videocamera si trova al Tembe Elephant Park, in Sudafrica, nascosta e attiva 24 ore su 24. Si tratta di una riserva di oltre 300 km quadrati.

Nella pozza d’acqua visibile dalla webcam si vedono passare di continuo animali piccoli e grandi, che giorno e notte si fermano per abbeverarsi. Si possono vedere creature docili come le antilopi e le giraffe, ma anche animali imponenti come gli elefanti e (con un po’ di fortuna) anche leoni e rinoceronti.

Oltre 340 specie di uccelli si fermano di tanto in tanto per rifocillarsi prima di spostarsi.

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Foto in bianco e nero di aerei B-24 sopra le nuvole
I 152 bombardamenti a tappeto che gli Alleati hanno fatto in Europa hanno coinvolto addirittura la ionosfera, a 100 km di altitudine [@01]

Alcuni fisici dell’Università di Reading, in Gran Bretagna, hanno analizzato la ionosfera cercando di capire quali cambiamenti ha subito durante la Seconda guerra mondiale. Già in passato si sapeva che le onde d’urto delle bombe potevano danneggiare persino gli stessi bombardieri, anche se volavano ad alta quota. L’analisi ha dimostrato che è stata coinvolta addirittura la ionosfera.

La ionosfera è la parte di atmosfera più esterna che si estende tra i 60 e i 1000 km di altitudine ed è così rarefatta da contenere solo l’1% dei gas atmosferici. Come dice il nome, è qua che le radiazioni del Sole provocano la ionizzazione dei gas, cioè dove gli atomi perdono o ricevono degli elettroni trasformandosi così in ioni.

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La tecnologia sta diventando sempre più sofisticata e anche gli esperti faticano a distinguere un video vero da uno manipolato, che potrebbe sfuggire di mano [@01]

Parliamo del «deepfake», cioè la pratica di usare l’Intelligenza Artificiale per modificare i video e creare una situazione falsa, spesso dove una persona pronuncia frasi che non ha mai detto. Fin dove riusciamo a spingerci con la tecnologia moderna?

Immaginate che qualcuno ritagli la vostra faccia da una foto e la metta sul video di un manifestante che, tanto per fare un po’ di disordine, si mette a spaccare le vetrine dei negozi. Immaginate poi che questo video venga caricato in rete e si diffonda a macchia d’olio. Magari riuscirete a convincere i vostri amici che, quel giorno, eravate a casa a guardarvi la televisione invece di essere scesi in piazza; ma per allora il video sarà diventato virale… E convincere le milioni di persone nel mondo della vostra innocenza sarà un problema.

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Portale della Flora di Italia - Astralagus alpinus

ll Portale della Flora d’Italia è un sito pubblico nato per elencare e ricercare le piante presenti nel nostro Paese. Nella foto: Astragalus alpinus L., un esempio di pagina di ricerca [@01]

Questo portale organizza i dati nomenclaturali e distributivi derivanti dalle recenti checklist delle piante native e aliene d’Italia (e dei loro successivi aggiornamenti), con collegamenti a risorse provenienti da altri progetti.

L’Italia è un magnifico Paese dal punto di vista naturale e per quanto riguarda la vegetazione gode di un privilegio unico: infatti è al primo posto in Europa per ricchezza floristica addirittura al secondo posto in tutto il Mediterraneo (subito dopo la Turchia).

La descrizione che avete appena letto è l’unica frase presente nella pagina di apertura del Portale della Flora d’Italia che, come si può immaginare dal nome, raccoglie l’elenco delle piante che sono presenti in Italia. Se state cercando la descrizione di un fiore o di un albero, è quasi certo che qua riusciate a trovarla.

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InSight

Il 26 novembre 2018 il lander della missione InSight della NASA atterrerà su Marte e cercherà di capire come si compone l’interno del pianeta rosso [@01]

Pronti per una nuova emozione astronomica? Oggi, lunedì 26 novembre 2018, la sonda InSight sta finalmente per completare il suo viaggio durato ben 205 giorni, cioè circa 7 mesi, e si prepara ad atterrare sul suolo di Marte!

I 7 minuti di discesa e di “silenzio radio” saranno i più angoscianti e non per niente sono chiamati «i 7 minuti di terrore»: infatti sono molti gli elementi che potrebbero far andare storta la missione, tra cui il clima inclemente del pianeta rosso, tanto che soltanto il 40% delle missioni su Marte vanno a buon fine. Ce ne siamo accorti di recente: ricordate il lander Schiaparelli che nel 2016 si è schiantato sul suolo marziano per un errore tecnico? Conoscere quell’errore ha permesso alla NASA di progettare meglio InSight, per cui le aspettative sono alte.

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Rinoceronte bianco al parco Le Cornelle

Le fecondazione in vitro dà speranza alla sopravvivenza del rinoceronte bianco settentrionale, di cui sono rimaste solo due femmine in tutto il pianeta [@01]

I rinoceronti in genere non hanno mai avuto vita facile, perché la scure dei bracconieri li ha decimati con una caccia indiscriminata. A soffrire più di tutti, però, è il rinoceronte bianco settentrionale che è ormai stato dichiarato «funzionalmente estinto»: infatti di questa sottospecie ormai sono rimaste soltanto due femmine, chiamate Fatu e Najin, che tra l’altro sono anche anziane. L’ultimo maschio è morto a marzo 2018 a causa della vecchiaia e di alcune ferite che si portava dietro da tempo.

Per fortuna la scienza medica non si è arresa e di recente un team internazionale, in cui rientrano tre italiani, è riuscito a portare avanti con successo una fecondazione in vitro. Per farlo sono partiti da alcuni ovociti prelevati da femmine della sottospecie meridionale e li hanno fecondati con del seme criopreservato di rinoceronte bianco settentrionale. Il risultato è un embrione che può essere impiantato con un’alta probabilità di iniziare una gravidanza.

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Imperatore del Giappone - Palazzo imperiale di Tokyo

Il 1 maggio 2019 in Giappone salirà al trono un nuovo imperatore. Nascerà una nuova Era nel calendario, con il rischio di innescare una specie di millennium bug [@01]

Può un uomo costringere un’intera Nazione a cambiare il suo calendario, al punto da spingere i computer di tutto il mondo ad adattarsi? Sì, se la decisione di quest’uomo è legata alle tradizioni, soprattutto se ci troviamo nel Paese del Sol Levante, dove le usanze sono una cosa seria.

Tra il 30 aprile e il 1 maggio 2019 l’imperatore del Giappone lascerà il posto a un nuovo erede. Uno dei calendario giapponesi, chiamato «nengō», prevede una suddivisione di Ere basate sui regni degli imperatori: quando sale al trono un nuovo regnante, inizia un’altra Era.

Fino a oggi questa divisione del calendario non ha mai dato problemi, si trattava soltanto di adattarsi, ma con l’avvento del computer la situazione cambia. L’attuale era Hesei è iniziata nel 1989 con la salita dell’imperatore Akihito: a quel tempo non c’era nessuno a preoccuparsi di cosa sarebbe successo ai pc al successivo cambio di imperatore. Semplicemente i sistemi non sono stati tarati per riconoscere la futura Era (visto che, tra l’altro, il suo nome non si sa ancora). Di conseguenza alcuni servizi delle poste, delle banche e dei governi locali in Giappone che sono strettamente legati all’Era attuale rischiano di andare in tilt e di bloccarsi.

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America - Innalzamento livello dei mari

L’innalzamento del livello dei mari minaccia di sommergere e danneggiare le infrastrutture di internet, causando un blocco in aree importanti del pianeta [@01]

Lo abbiamo visto in un altro articolo che internet non è fatto “di aria”, ma di una rete di cavi fisici che diffondono il segnale in tutto il mondo. Non mi sto riferendo alle linee che scorrono nella vostra città e che, se danneggiate, possono essere più o meno facilmente riparate: sto parlando di cavi importanti che, per esempio, mettono in comunicazione l’Europa con l’America. Se tagliamo questi cavi, abbiamo un bel problema.

Distruggere con un attacco terroristico tutti questi cavi (e quindi abbattere internet a livello globale) è praticamente impossibile, visti i controlli e la loro disposizione, affidata tra l’altro ad aziende diverse. Ma non c’è soltanto il fattore umano a preoccupare gli esperti, perché anche la natura ci mette lo zampino – anche se, indirettamente, potremmo essere comunque noi la possibile causa.

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