Portale della Flora di Italia - Astralagus alpinus

ll Portale della Flora d’Italia è un sito pubblico nato per elencare e ricercare le piante presenti nel nostro Paese. Nella foto: Astragalus alpinus L., un esempio di pagina di ricerca [@01]

Questo portale organizza i dati nomenclaturali e distributivi derivanti dalle recenti checklist delle piante native e aliene d’Italia (e dei loro successivi aggiornamenti), con collegamenti a risorse provenienti da altri progetti.

L’Italia è un magnifico Paese dal punto di vista naturale e per quanto riguarda la vegetazione gode di un privilegio unico: infatti è al primo posto in Europa per ricchezza floristica addirittura al secondo posto in tutto il Mediterraneo (subito dopo la Turchia).

La descrizione che avete appena letto è l’unica frase presente nella pagina di apertura del Portale della Flora d’Italia che, come si può immaginare dal nome, raccoglie l’elenco delle piante che sono presenti in Italia. Se state cercando la descrizione di un fiore o di un albero, è quasi certo che qua riusciate a trovarla.

Leggi Tutto >>

InSight

Il 26 novembre 2018 il lander della missione InSight della NASA atterrerà su Marte e cercherà di capire come si compone l’interno del pianeta rosso [@01]

Pronti per una nuova emozione astronomica? Oggi, lunedì 26 novembre 2018, la sonda InSight sta finalmente per completare il suo viaggio durato ben 205 giorni, cioè circa 7 mesi, e si prepara ad atterrare sul suolo di Marte!

I 7 minuti di discesa e di “silenzio radio” saranno i più angoscianti e non per niente sono chiamati «i 7 minuti di terrore»: infatti sono molti gli elementi che potrebbero far andare storta la missione, tra cui il clima inclemente del pianeta rosso, tanto che soltanto il 40% delle missioni su Marte vanno a buon fine. Ce ne siamo accorti di recente: ricordate il lander Schiaparelli che nel 2016 si è schiantato sul suolo marziano per un errore tecnico? Conoscere quell’errore ha permesso alla NASA di progettare meglio InSight, per cui le aspettative sono alte.

Leggi Tutto >>

Rinoceronte bianco al parco Le Cornelle

Le fecondazione in vitro dà speranza alla sopravvivenza del rinoceronte bianco settentrionale, di cui sono rimaste solo due femmine in tutto il pianeta [@01]

I rinoceronti in genere non hanno mai avuto vita facile, perché la scure dei bracconieri li ha decimati con una caccia indiscriminata. A soffrire più di tutti, però, è il rinoceronte bianco settentrionale che è ormai stato dichiarato «funzionalmente estinto»: infatti di questa sottospecie ormai sono rimaste soltanto due femmine, chiamate Fatu e Najin, che tra l’altro sono anche anziane. L’ultimo maschio è morto a marzo 2018 a causa della vecchiaia e di alcune ferite che si portava dietro da tempo.

Per fortuna la scienza medica non si è arresa e di recente un team internazionale, in cui rientrano tre italiani, è riuscito a portare avanti con successo una fecondazione in vitro. Per farlo sono partiti da alcuni ovociti prelevati da femmine della sottospecie meridionale e li hanno fecondati con del seme criopreservato di rinoceronte bianco settentrionale. Il risultato è un embrione che può essere impiantato con un’alta probabilità di iniziare una gravidanza.

Leggi Tutto >>

Imperatore del Giappone - Palazzo imperiale di Tokyo

Il 1 maggio 2019 in Giappone salirà al trono un nuovo imperatore. Nascerà una nuova Era nel calendario, con il rischio di innescare una specie di millennium bug [@01]

Può un uomo costringere un’intera Nazione a cambiare il suo calendario, al punto da spingere i computer di tutto il mondo ad adattarsi? Sì, se la decisione di quest’uomo è legata alle tradizioni, soprattutto se ci troviamo nel Paese del Sol Levante, dove le usanze sono una cosa seria.

Tra il 30 aprile e il 1 maggio 2019 l’imperatore del Giappone lascerà il posto a un nuovo erede. Uno dei calendario giapponesi, chiamato «nengō», prevede una suddivisione di Ere basate sui regni degli imperatori: quando sale al trono un nuovo regnante, inizia un’altra Era.

Fino a oggi questa divisione del calendario non ha mai dato problemi, si trattava soltanto di adattarsi, ma con l’avvento del computer la situazione cambia. L’attuale era Hesei è iniziata nel 1989 con la salita dell’imperatore Akihito: a quel tempo non c’era nessuno a preoccuparsi di cosa sarebbe successo ai pc al successivo cambio di imperatore. Semplicemente i sistemi non sono stati tarati per riconoscere la futura Era (visto che, tra l’altro, il suo nome non si sa ancora). Di conseguenza alcuni servizi delle poste, delle banche e dei governi locali in Giappone che sono strettamente legati all’Era attuale rischiano di andare in tilt e di bloccarsi.

Leggi Tutto >>

America - Innalzamento livello dei mari

L’innalzamento del livello dei mari minaccia di sommergere e danneggiare le infrastrutture di internet, causando un blocco in aree importanti del pianeta [@01]

Lo abbiamo visto in un altro articolo che internet non è fatto “di aria”, ma di una rete di cavi fisici che diffondono il segnale in tutto il mondo. Non mi sto riferendo alle linee che scorrono nella vostra città e che, se danneggiate, possono essere più o meno facilmente riparate: sto parlando di cavi importanti che, per esempio, mettono in comunicazione l’Europa con l’America. Se tagliamo questi cavi, abbiamo un bel problema.

Distruggere con un attacco terroristico tutti questi cavi (e quindi abbattere internet a livello globale) è praticamente impossibile, visti i controlli e la loro disposizione, affidata tra l’altro ad aziende diverse. Ma non c’è soltanto il fattore umano a preoccupare gli esperti, perché anche la natura ci mette lo zampino – anche se, indirettamente, potremmo essere comunque noi la possibile causa.

Leggi Tutto >>

Acqua liquida su Marte - Schema

Grazie al radar della sonda Mars Express e ad anni di analisi si è avuto la conferma che al Polo Sud di Marte è presente un lago d’acqua allo stato liquido [@01]

È tutto italiano il radar che ha messo finalmente in luce le prove di un lago di acqua liquida presente su Marte! Grazie alla sonda Viking della NASA, eravamo a conoscenza già nel 1976 che Marte fosse stato un tempo coperto di mari e di laghi, e in seguito abbiamo capito che buona parte dell’acqua è stata spazzata via dal vento solare o si trova sotto forma di ghiaccio nelle calotte.

Ma non si erano mai trovate delle conferme assolute su dove potesse essere finito il resto. Adesso lo sappiamo con una relativa certezza: il rimanente è stato convogliato in profondità. Il lago copre un’area di circa 20 km2 e si trova a 1,5 km sotto il Polo Sud del pianeta. Vista la temperatura, che si attesta sui -68 °C, per mantenersi in stato liquido l’acqua deve essere molto salata. Ancora non sappiamo la reale profondità, ma si stima che possa contenere almeno 10 miliardi di litri d’acqua.

Leggi Tutto >>

Bambina abbraccia bambino seduti nel prato

In Danimarca l’empatia viene insegnata ai bambini come materia scolastica, svolgendo attività in gruppo e imparando ad affrontare i proprio problemi con gli altri [@01]

Il Treccani definisce l’empatia come:

La capacità di porsi nella situazione di un’altra persona o, più esattamente, di comprendere immediatamente i processi psichici dell’altro.

Dietro a questa definizione si trova un mondo tutto da esplorare, perché se c’è una cosa che l’essere umano fatica a fare è proprio mettersi nei panni degli altri. La mancanza o la scarsità di empatia è alla base di gran parte dei problemi sociali (moderni e passati) e la tecnologia, che è sempre più integrata in noi, sta aumentando il nostro senso di “distacco” verso il mondo che ci circonda.

Insegnare l’empatia? Si può e si deve fare

La predisposizione a mettere se stessi al di sopra degli altri è genetica, innata, legata alla sopravvivenza del proprio sangue, ma lo è anche la capacità di provare empatia. L’empatia dipende molto dall’ambiente in cui viviamo e può essere dimenticata o appresa.

È su questa idea che si è sviluppata in Danimarca una vera materia scolastica dedicata a insegnare ai bambini il concetto di «empatia», o per meglio dire il senso pratico di empatia. Sulla base è molto semplice: il bambino impara a interagire con un gruppo e a capire gli altri, cioè a essere parte di qualcosa che non comprenda solo se stesso.

Leggi Tutto >>

Primo piano di un occhio azzurro di donna

Un collirio di nanogocce promette di correggere i difetti di miopia e ipermetropia, facendoci dire addio a fastidiosi occhiali e alle lenti a contatto [@01]

Un’app dello smartphone, un colpo di laser del medico e un flacone di nanogocce: bastano questi ingredienti per dire addio ai difetti della vista e alle lenti a contatto.

I ricercatori dello Shaare Zedek Medical Center e della Bar-Ilan University (Israele) hanno testato questo metodo innovativo sui suini e sono riusciti a correggere la miopia e l’ipermetropia, per cui ci si aspetta la sperimentazione sull’essere umano entro fine 2018.

Come funziona il collirio?

Funziona così: il medico usa l’app di uno smartphone per misurare la rifrazione dei vostri occhi. Quindi usa un laser per proiettare sulla superficie della cornea dei lievissimi solchi, operazione che richiede pochi secondi. Da questo momento in poi, vi basterà usare delle nanogocce sull’occhio per “riempire” i piccoli solchi creati dal laser, come se stesse usando un normale collirio.

Leggi Tutto >>

Ape succhia il nettare da fiore giallo

Una ricerca ha dimostrato che le api sanno capire il concetto di zero. Si uniscono quindi ad altre specie animali come i pappagalli, i primati e i delfini [@01]

Per contare serve la logica e il senso dello spazio. Nel caso dello zero, però, si richiede qualcosa in più: è un concetto più astratto, che indica l’assenza, il vuoto e il nulla. Ecco perché i bambini umani devono aspettare fino ai 4 anni d’età per iniziare a capire cosa significa davvero il «nulla».

Una ricerca portata avanti da un team internazionale coordinato da Scarlett Howard e in cui faceva parte, tra le altre, l’Università di Melbourne (Australia) ha dimostrato che anche le api sono capaci di comprendere il significato dello zero. E le api hanno appena un milione di neuroni: niente in confronto ai nostri 86 miliardi di neuroni, che ci hanno comunque obbligato ad aspettare migliaia di anni prima di mettere nero su bianco cosa significhi davvero lo “zero”.

Come si è svolta la ricerca

Una domanda naturale è: come hanno fatto i ricercatori a capire che le api conoscono lo zero? Sapevamo già che altre specie animali sanno contare e hanno il concetto di assenza: i primati, i delfini e i pappagalli sono tra queste.

Il concetto di maggiore e minore

Gli scienziati hanno dovuto organizzare un test complicato per studiare le api. Innanzitutto hanno messo dei riquadri bianchi su un muro, ciascuno con varie forme nere sulla sua superficie (da 2 a 5 forme). Dopodiché hanno premiato le api quando volavano sui riquadri con un numero più grande di forme.

Si è capito quindi che le api comprendono il concetto di «minore» e «maggiore»: di per sé è già un risultato notevole, se la differenza tra due numeri è molto piccola (mentre è più facile intuirlo quando la differenza tra due riquadri è tanta).

Il test con un riquadro vuoto

Fatto questo test iniziale, sono stati aggiunti due riquadri sconosciuti che contenevano una forma e, l’altro, nessuna forma. Le api hanno sempre scelto senza esitare i riquadri che contenevano qualcosa ed erano ancora più rapidi nella scelta quando la differenza tra zero e “qualcosa” era alta.

Proprio il fatto che la reazione diventava più rapida quando il confronto era tra il riquadro vuoto e un riquadro con molte forme, fa capire che non è soltanto una scelta tra niente e qualcosa: le api effettivamente si rendono conto che lo zero è un numero e che è il minore di tutti gli altri.

Può sembrare un concetto base da apprendere, ma come spiegato a inizio articolo l’essere umano inizia ad afferrarlo soltanto dopo i 4 anni. È facile immaginare che molti altri preconcetti che abbiamo sulla mente degli animali siano sbagliati e che, in fin dei conti, non siano così “primitivi” come tendiamo a immaginare.

Fonti principali


Leggi Tutto >>

Dracula Simia e orangutan

La Dracula simia è una specie di rara orchidea il cui aspetto ricorda la faccia di una scimmia. Apprezzata dai botanici, coltivarla è comunque molto difficile [@01 e @02]

La “composizione” di foto qui sopra dovrebbe darvi un’idea della somiglianza tra la Dracula simia e la faccia di un orangutan, motivo per cui al fiore è stato dato il nome evocativo.

La Dracula simia è una rarissima specie di orchidea che cresce nella foresta pluviale dell’Ecuador e del Perù, a ben 2000 metri sul livello del mare. L’essere umano è maestro nel riconoscere volti nascosti nel mondo che lo circonda, ma al di là della somiglianza con la faccia di una scimmia troviamo anche un’altra particolarità: le punte estreme che ricordano i canini di un vampiro.

Leggi Tutto >>