Esplosione del vulcano Sinabung - Indonesia - 19 febbraio 2018

La foto dell’eruzione del vulcano Sinabung a Sumatra, Indonesia, con una nuvola di fumo alta 5 km. Nel 2016 la sua attività ha provocato 7 vittime tra la popolazione [@01]

Terrificante, vero? La foto ritrae l’eruzione del vulcano Sinabung, a Sumatra (Indonesia), che dal 18 novembre 2013 non ha smesso la sua attività. Nel 2014 un suo picco ha provocato 16 morti e nel 2016 altre 7 vittime.

L’eruzione del 19 febbraio 2018 è stata particolarmente violenta e ha proiettato una nuvola di fuma alta 5 km. Teniamo presente che il Sinabung è solo uno dei 129 vulcani attivi in Indonesia, che fanno parte di una “cintura di fuoco” del Pacifico piuttosto insidiosa.

Esplosione del vulcano Sinabung con popolazione - Indonesia - 19 febbraio 2018

Il monte Sinabung ha avuto un periodo di riposo di 400 anni prima di riprendere la sua attività [@02]

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Mucchio di dollari in pile

Secondo una ricerca il denaro fa senz’altro la felicità, ma a patto di non superare la soglia di 95 mila dollari all’anno. Altrimenti si rischia l’effetto opposto [@01]

Il vecchio detto annuncia che «i soldi non fanno la felicità», ma sappiamo bene che se preso alla lettera si tratta di un palliativo: forse non portano la felicità, ma aiutano di certo a raggiungerla.

Soprattutto nel mondo moderno, basato sul consumismo, la mancanza di denaro è un problema che porta a innumerevoli disagi e gli studi (e la logica) dimostrano che i ricchi stanno senz’altro meglio dei poveri.

Questo a patto di non esagerare.

Tanti soldi? Sì, ma non troppi

Una ricerca della Purdue University e pubblicato sul Nature Human Behaviour ha dimostrato che effettivamente il denaro apporta soddisfazione e buon umore se si arriva a guadagnare al massimo 95.000 dollari all’anno (circa 75 mila euro).

Se si accumula oltre, il benessere della propria vita non ottiene benefici e anzi si rischia al contrario un danno alla propria psicologia. Chi è troppo ricco, dal punto di vista psicologico ha più problemi di un povero, principalmente a causa dell’ansia e del desiderio spasmodico di accumulo e di conservazione del patrimonio.

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Galassia e Universo

Un video ci mostra uno straordinario viaggio alla velocità della luce, partendo dalle alte vette dell’Himalaya fino ad arrivare ai confini dell’Universo [@01]

L’American Museum of Natural History ha pubblicato un video che ci mostra l’immensità dell’Universo: uno straordinario viaggio alla velocità della luce, partendo dalle alte vette dell’Himalaya fino ad arrivare ai confini dell’Universo.

Le stelle, i pianeti e i quasar che vedete nel filmato sono stati recuperati dall’Atlante Digital Universe, la più completa mappa a quattro dimensioni dell’universo che gli astrofisici del museo tengono aggiornata. Il video fa parte dell’esibizione «Visions of the Cosmos: From the Milky Ocean to an Evolving Universe», che si è tenuta nel maggio 2010 a Manhattan.

A metà video, attorno al minuto 3′ 40”, il viaggio retrocede riportandoci a casa.


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Cimice asiatica

In 5 anni la cimice asiatica ha rovinato il 40% dei raccolti di kiwi e di pere del Nord Italia. È una specie infestante, resistente e difficile da scacciare [@01]

Il primo esemplare di cimice asiatica (Halyomorpha halys) è stato trovato in provincia di Modena nel 2012, forse sfuggito da un container internazionale. Da allora si è moltiplicata, diventando una vera piaga per i coltivatori del Nord Italia, che si sono visti rovinare in cinque anni il 40% dei raccolti di kiwi e di pere.

Come dice il nome, la cimice asiatica ha la sua origine in Cina, Giappone e Taiwan e in confronto alla nostra comune cimice ha un aspetto meno uniforme del verde che conosciamo: ha toni dal grigio, al nero e al bruno, a volte con macchie bluastre, zampe marroni con chiazze bianche e bande chiare sulle antenne.

Oltre a prediligere le nostre case in autunno, per i nostri frutteti sono altamente infestanti. Gli agricoltori spiegano che non esiste un modo per liberarsi di loro senza danneggiare anche gli insetti utili e impollinatori. Se ci si concentra a scacciarli, per esempio, dal pero, cambiano destinazione e vanno a infestare il melo o l’albicocco.

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Google Maps - Esplorazione dei pianeti

In modalità satellite, con Google Maps è possibile zoomare oltre la nostra Terra ed esplorare i pianeti del Sistema Solare [@01]

Google Maps ci ha abituati ad avere il mondo sottomano. Basta posizionarsi in un punto qualsiasi della Terra o digitare un indirizzo e verremo catapultati subito a destinazione.

In modalità “satellite”, però, Big G ci mette a disposizione una funzionalità interessante: l’esplorazione dello spazio all’interno del Sistema Solare. Se provate a diminuire lo zoom fino a rimpicciolire la Terra, vi ritroverete una schermata simile all’immagine in apertura di questo articolo. Sulla sinistra avrete l’elenco dei corpi celesti da poter esplorare, frutto dell’assemblamento delle immagini della NASA e dell’ESA raccolte grazie alle sonde inviate in passato: per citarne una, la sola sonda Cassini ci ha regalato ben mezzo milione di foto.

Dalle lande ghiacciate di Encelado, satellite di Saturno, alle rosse atmosfere di Marte e ai maestosi crateri della Luna, gli appassionati di astronomia possono apprezzare le meraviglie del nostro sistema stellare restando comodamente seduti a casa. Con un bonus suggestivo: l’interno della Stazione Spaziale Internazionale.

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Mars Science City
Il Mars Science City fa parte del progetto Marte 2117, con cui gli Emirati Arabi Uniti vogliono simulare una città marziana nel deserto terrestre [@01]

Dopo la NASA e l’azienda SpaceX di Elon Musk, ecco entrare in campo un terzo concorrente per la conquista dei cieli di Marte: gli Emirati Arabi Uniti. Con il progetto Mars Science City si fa un nuovo passo avanti verso la colonizzazione di Marte che gli Emirati vorrebbero attuare entro il 2117 (per la precisione, verso la realizzazione della prima città su Marte).

Lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum ha specificato di voler creare, nei pressi di Dubai, una città nel deserto che ricalchi le future costruzioni su Marte e che contenga la strumentazione adatta per testare la vita di un futuro cittadino marziano. L’ambiente sarà naturalmente controllato (i test servono appunto per risolvere eventuali problemi) e comprende laboratori per la creazione di cibo, acqua ed energia.

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HIV - Fiocco rosso

Una nuova tecnica promette di distruggere la quasi totalità dei ceppi dell’HIV e sarà testata nel 2018. Intanto un team italiano scopre come il virus si diffonde [@01]

Potremmo essere a un punto di svolta per controllare una delle peggiori piaghe del mondo moderno. Una nuova tecnica promette infatti di distruggere la quasi totalità dei ceppi dell’HIV (responsabile dell’AIDS, la «sindrome di immunodeficienza acquisita»).

Il nuovo anticorpo creato è “tri-specifico”, perché unisce la natura di tre anticorpi (e infatti è più grande di qualsiasi anticorpo naturale), ed è stato studiato per attaccare i punti deboli del virus. È stato testato su 24 scimmie con ottimi risultati.

I test sono stati portati avanti dall’Harvard Medical School, dallo Scripps Research Institue e dal Massachusetts Institute of Technology. Nel frattempo uno studio parallelo tutto italiano ha scoperto come il virus riesca a diffondersi nell’organismo: l’HIV va a legarsi con due geni, STAT5B e BACH2, e le attiva portando le cellule infette a moltiplicarsi rapidamente. Questi due geni sono responsabili della profilerazione delle cellule T, che si occupano appunto del sistema immunitario: il virus riesce quindi a manipolarle secondo le sue necessità.

Al momento riusciamo solo a contenere la moltiplicazione del virus e non a eliminarlo, ma si continuano a fare passi avanti. La speranza è che tra qualche decennio l’HIV diventi soltanto un lontano ricordo.

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Tempesta solare - Flare

La tempesta solare di settembre è stata particolarmente intensa e potrebbe causare dei momentanei problemi ai satelliti [@01]

La tempesta solare che si è avuta in questo inizio settembre 2017 sta facendo sentire i suoi effetti. Ieri, 10 settembre, il livello della tempesta di protoni che ha investito la Terra ha raggiunto il terzo valore (G3) su una scala di 5.
All’inizio i valori registrati provenivano dalla macchia AR2673 che si era creata sul Sole; adesso però la macchia è scomparsa, per cui i protoni e i raggi X in corso sono il risultato dell’area di plasma rimasta nella zona.

Ci saranno delle conseguenze? I rischi ci sono.
Domani, 12 settembre, l’Espulsione di Massa Coronale (CME) potrebbe raggiungere la Terra e la tempesta di protoni è effettivamente rischiosa per il livello toccato. In particolare i passeggeri degli aerei possono subire dosi di radiazioni piuttosto alte e i satelliti possono subire dei problemi come riavvii del software: di conseguenza il GPS che usiamo di solito per orientarci potrebbe essere impreciso. Per gli stessi motivi, gli astronauti vengono fatti rientrare alle loro postazioni.

Sia chiaro, non si tratta di «un’apocalisse». Il fenomeno è dovuto al normale ciclo di attività del Sole, che si ripete circa ogni 11 anni. Soltanto che in questo periodo sta facendo sentire i suoi effetti in un modo particolarmente intenso.

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Climeworks - Impianto depurazione dell'anidride carbonica

Climeworks ha realizzato un impianto capace di togliere l’anidride carbonica dall’aria e di immagazzinarla per essere venduta come un prodotto [@01]

Se si diffonderà secondo le promesse, probabilmente entrerà nella storia. Climeworks ha realizzato un impianto artificiale capace di catturare l’anidride carbonica (CO2), togliendola dall’aria e immagazzinandola. Dopo due o tre ore, quando i container saranno saturi, la pura anidride carbonica potrà essere rilasciata in una forma che può essere sotterrata o venduta commercialmente all’interno di altri prodotti.

Le aspettative sono enormi e l’azienda si è imposta l’obiettivo di ridurre dell’1% le emissioni carboniche a livello mondiale entro il 2025. A differenza di altri impianti prodotti in precedenza, e comunque efficienti, Climeworks ha il vantaggio che il prodotto non viene scartato ma rivenduto sul mercato, oltre a essere mille volte più rapido della fotonsintesi delle piante nell’assorbire l’anidride carbonica.

Funzionamento: una lotta al surriscaldamento globale

In breve, come si legge nel sito ufficiale, funziona così:
fase 1: l’aria entra nell’impianto. Un filtro fatto di granulati porosi modificati con ammine (composti organici contenenti azoto) cattura l’anidride carbonica, tenendola all’interno, e libera tutto il resto dell’aria (aria “pulita”).
fase 2: una volta che l’impianto è saturo di anidride carbonica, il filtro brucia a una temperatura di 100 °C per distruggere il legame che mantiene l’anidride carbonica unita al filtro. L’anidride carbonica concentrata finisce in un container, che può essere spostato e venduto.

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Civil Maps - Auto a guida autonoma

Grazie a una tecnologia di localizzazione 6D, le auto a guida autonoma saranno capaci di leggere i segnali stradali dietro agli ostacoli [@01]

Quanto saranno sicure le auto a guida autonoma? Ormai avrete visto ovunque articoli e video sulle auto che si guidano da sole, che promettono di essere più sicure di una “guida umana”. In generale, però, la diffidenza da parte dei cittadini resta molto alta.

Vi propongo un video realizzato dalla Ford, che mostra il livello ormai raggiunto per quanto riguarda il riconoscimento della segnaletica stradale e degli ostacoli. Come notate la tecnologia ha fatto un enorme passo avanti in termini di sicurezza, tanto da permettere all’auto di raggiungere i 70 km/h senza incontrare problemi grazie a una tecnologia di localizzazione «6D».
In pratica, un nuovo sistema di mappe più efficienti attraverso cui l’auto può leggere il percorso e i segnali nonostante gli ostacoli ad oscurarli.

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